Rimini

Peculato e falso, condannata a 4 anni la Melucci

Per la commercialista riminese anche l’interdizione perpetua dai pubblici uffici

Peculato e falso, condannata a 4 anni la Melucci

L'arresto della commercialista Roberta Melucci

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08/dicembre/2016 - h. 11.21

Quattro anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Tribunale di Rimini, in composizione collegiale, presieduto dal giudice Massimo Di Patria, ha condannato Roberta Melucci, la 52enne commercialista riminese finita agli arresti domiciliari nel 2014, per i reati di peculato e falso ideologico. Reati che la professionista (difesa dall’avvocato Monica Gambirasio del Foro di Milano) ha commesso nella sua qualità di pubblico ufficiale, ovvero di consulente del Tribunale, mentre era curatore fallimentare di due aziende finite al collasso. Fatti piuttosto lontani nel tempo: le procedure fallimentari, infatti, sono durate rispettivamente 17 e 16 anni, dal marzo 1997 in avanti, e dal 1995 al 2011. 
La pubblica accusa contestava alla Melucci di aver effettuato in entrambi i casi “prelievi di denaro dal libretto di deposito intestato al fallimento” e di aver distratto “per scopi personali” ingenti somme di denaro, pari a circa 250mila euro. Non solo. Per il pubblico ministero Davide Ercolani, che al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 8 anni di reclusione, in otto relazioni depositate ai giudici delegati dei due fallimenti, la commercialista ha
fatto risultare l’esistenza di somme in realtà già prelevate, “inducendo così in errore” il giudice delegato.
Ma i guai per la commercialista riminese, che ricorrerà in Appello, non sembrano finiti. Infatti, la Corte dei Conti ha chiesto alla procura riminese copia degli atti per valutare se sussistano eventuali responsabilità contabili.
Resta aperto invece l’altro procedimento penale sempre a suo carico che la vede imputata per appropriazione indebita nei confronti di una ditta sammarinese, all’epoca dei fatti in stato di liquidazione, operante nel settore del commercio all’ingrosso di tende da sole e strutture in pvc. Dopo aver ricevuto dall’amministratore della società l’incarico di raggiungere accordi extragiudiziali con due banche sammarinesi verso le quali la ditta era debitrice per ingenti somme, la Melucci (difesa dall’avvocato Luca Greco), secondo la Procura, si sarebbe intascata 14 assegni per una somma complessiva di 223mila euro. Accuse che andranno provate, ma che gettano nuove ombre sulla nota commercialista, prossima alla radiazione dall’albo dopo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.
Quattro anni di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici. Il Tribunale di Rimini, in composizione collegiale, presieduto dal giudice Massimo Di Patria, ha condannato Roberta Melucci, la 52enne commercialista riminese finita agli arresti domiciliari nel 2014, per i reati di peculato e falso ideologico. Reati che la professionista (difesa dall’avvocato Monica Gambirasio del Foro di Milano) ha commesso nella sua qualità di pubblico ufficiale, ovvero di consulente del Tribunale, mentre era curatore fallimentare di due aziende finite al collasso. Fatti piuttosto lontani nel tempo: le procedure fallimentari, infatti, sono durate rispettivamente 17 e 16 anni, dal marzo 1997 in avanti, e dal 1995 al 2011. 

La pubblica accusa contestava alla Melucci di aver effettuato in entrambi i casi “prelievi di denaro dal libretto di deposito intestato al fallimento” e di aver distratto “per scopi personali” ingenti somme di denaro, pari a circa 250mila euro. Non solo. Per il pubblico ministero Davide Ercolani, che al termine della sua requisitoria aveva chiesto una condanna a 8 anni di reclusione, in otto relazioni depositate ai giudici delegati dei due fallimenti, la commercialista hafatto risultare l’esistenza di somme in realtà già prelevate, “inducendo così in errore” il giudice delegato.

Ma i guai per la commercialista riminese, che ricorrerà in Appello, non sembrano finiti. Infatti, la Corte dei Conti ha chiesto alla procura riminese copia degli atti per valutare se sussistano eventuali responsabilità contabili. Resta aperto invece l’altro procedimento penale sempre a suo carico che la vede imputata per appropriazione indebita nei confronti di una ditta sammarinese, all’epoca dei fatti in stato di liquidazione, operante nel settore del commercio all’ingrosso di tende da sole e strutture in pvc. Dopo aver ricevuto dall’amministratore della società l’incarico di raggiungere accordi extragiudiziali con due banche sammarinesi verso le quali la ditta era debitrice per ingenti somme, la Melucci (difesa dall’avvocato Luca Greco), secondo la Procura, si sarebbe intascata 14 assegni per una somma complessiva di 223mila euro. Accuse che andranno provate, ma che gettano nuove ombre sulla nota commercialista, prossima alla radiazione dall’albo dopo l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.