Riccione

“Olga fu strozzata”, per Castaldo giudizio immediato

La relazione del medico legale: nessuna tracce di sonnifero nel sangue della 46enne moldava uccisa

“Olga fu strozzata”, per Castaldo giudizio immediato
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08/dicembre/2016 - h. 19.45

Si attendeva solo il deposito della perizia del medico legale Pier Paolo Balli per chiudere le indagini sull’assassinio di Olga Matei, la 46enne moldava
uccisa dal suo compagno, il 54enne Michele Castaldo, il 5 ottobre scorso all’interno dell’appartamento di viale Dante a Riccione. Ieri sul tavolo del sostituto procuratore Davide Ercolani, titolare dell’inchiesta, è arrivata la relazione conclusiva dell’anatomopatologo, completa anche degli esami tossicologici a cui è stata sottoposta la vittima.
Olga Matei, come già preannunciato nei mesi scorsi, è morta per “asfissia da strozzamento”, ma la novità è che nel suo sangue non sono state trovate tracce di farmaci. Quindi, la 46enne moldava non è stata costretta ad ingerire
alcun sonnifero, come invece dichiarato nel corso dell’interrogatorio da Castaldo, assassino reo confesso. “Mentre finivo di soffocarla le ho fatto ingerire dei calmanti, non volevo soffrisse”, disse al Gip nel corso dell’interrogatorio di garanzie. L’indagine può così ritenersi chiusa a tutti gli effetti. Il pm a questo punto chiederà il giudizio immediato per il 54enne campano, appena rientrato nel carcere riminese dei Casetti dopo aver trascorso un mese a Piacenza, in un’apposita sezione dell’ospedale psichiatrico. 
Castaldo, infatti, nell’ottobre scorso aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete, continuava a ripetere di voler raggiungere al più presto la sua Olga, non faceva altro che parlare di lei. Da qui la decisione di fargli cambiare
aria per un breve periodo, nella speranza di rimetterlo in sesto. E così è stato, visto che l’assassino reo confesso ha ripreso a nutrirsi già da un po’ ed è tornato ai Casetti in condizioni psico-fisiche definite dai medici buone. Adesso che le indagini sono concluse lo attende il processo. Con tutta probabilità il suo avvocato, Monica Castiglioni, opterà per il rito abbreviato. 
Inesistenti, infatti, le speranze di assoluzione, dal momento che Michele Castaldo, fin dai primi istanti, ha sempre ripetuto di aver strozzato Olga con
le sue stesse mani, in preda a un raptus dovuto a una gelosia folle e incontrollata. “Se non può essere mia, allora non dovrà essere di nessun altro”, disse. E così è stato.
Lamb. Abb.
Si attendeva solo il deposito della perizia del medico legale Pier Paolo Balli per chiudere le indagini sull’assassinio di Olga Matei, la 46enne moldava uccisa dal suo compagno, il 54enne Michele Castaldo, il 5 ottobre scorso all’interno dell’appartamento di viale Dante a Riccione. Ieri sul tavolo del sostituto procuratore Davide Ercolani, titolare dell’inchiesta, è arrivata la relazione conclusiva dell’anatomopatologo, completa anche degli esami tossicologici a cui è stata sottoposta la vittima.

Olga Matei, come già preannunciato nei mesi scorsi, è morta per “asfissia da strozzamento”, ma la novità è che nel suo sangue non sono state trovate tracce di farmaci. Quindi, la 46enne moldava non è stata costretta ad ingerire alcun sonnifero, come invece dichiarato nel corso dell’interrogatorio da Castaldo, assassino reo confesso. “Mentre finivo di soffocarla le ho fatto ingerire dei calmanti, non volevo soffrisse”, disse al Gip nel corso dell’interrogatorio di garanzie. L’indagine può così ritenersi chiusa a tutti gli effetti. Il pm a questo punto chiederà il giudizio immediato per il 54enne campano, appena rientrato nel carcere riminese dei Casetti dopo aver trascorso un mese a Piacenza, in un’apposita sezione dell’ospedale psichiatrico. 

Castaldo, infatti, nell’ottobre scorso aveva iniziato lo sciopero della fame e della sete, continuava a ripetere di voler raggiungere al più presto la sua Olga, non faceva altro che parlare di lei. Da qui la decisione di fargli cambiare aria per un breve periodo, nella speranza di rimetterlo in sesto. E così è stato, visto che l’assassino reo confesso ha ripreso a nutrirsi già da un po’ ed è tornato ai Casetti in condizioni psico-fisiche definite dai medici buone. Adesso che le indagini sono concluse lo attende il processo. Con tutta probabilità il suo avvocato, Monica Castiglioni, opterà per il rito abbreviato. 

Inesistenti, infatti, le speranze di assoluzione, dal momento che Michele Castaldo, fin dai primi istanti, ha sempre ripetuto di aver strozzato Olga conle sue stesse mani, in preda a un raptus dovuto a una gelosia folle e incontrollata. “Se non può essere mia, allora non dovrà essere di nessun altro”, disse. E così è stato. 

Lamb. Abb.