Savignano

Saldi ‘falsi’? E’ polemica

Un’etichetta svela il presunto raggiro. Bufera sul negozio di abbigliamento

Saldi ‘falsi’? E’ polemica
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09/gennaio/2017 - h. 18.25

Un presunto caso di “saldi tarocchi” ha travolto ieri una notissima catena di
abbigliamento del Romagna Shopping Valley di Savignano Mare che adesso, dopo il “passaparola” virale di facebook, rischia una pesantissima caduta
d’immagine. Perché con le donne, si sappia, si può scherzare su tutto, ma non sulla sacra liturgia degli sconti. La storia, va detto, ha dei contorni ancora nebulosi e dunque la proprietà del celebre brand (non italiano) potrebbe anche essere nella condizione di fornire spiegazioni plausibili.
Ma sui social, si sa, le sintesi sono spesso brutali e dunque la storia, per adesso, è tutta nella foto impietosa di quella etichetta adesiva arancione che riporta il prezzo di 22,95 euro. Il problema è che la cifra - come indicato - dovrebbe essere il frutto di uno sconto del 23,37%. E, invece, sollevando
l’etichetta, si scopre che il prezzo originario non è di 29,95 euro, bensì proprio di 22,95 euro, ovvero il prezzo che l’azienda riportava come scontato. Insomma, all’apparenza, il classico sconto fasullo.
Ora, se è veramente andata così, il fatto è gravissimo e dunque è normale caldeggiare l’intervento della Guardia di Finanza che non può tollerare che il cliente sia buggerato in questo modo. Se invece l’azienda ha una spiegazione ragionevole - magari la differenza di tariffazioni tra un paese europeo ed un altro - farebbe bene a renderla nota subito perché le donne romagnole, in fatto di saldi, non fanno sconti. Prova ne è il tenore dei tantissimi commenti che ieri hanno inondato il post. “Vergogna”, era il più tenero.
Un presunto caso di “saldi tarocchi” ha travolto ieri una notissima catena di abbigliamento del Romagna Shopping Valley di Savignano Mare che adesso, dopo il “passaparola” virale di facebook, rischia una pesantissima caduta d’immagine. Perché con le donne, si sappia, si può scherzare su tutto, ma non sulla sacra liturgia degli sconti. La storia, va detto, ha dei contorni ancora nebulosi e dunque la proprietà del celebre brand (non italiano) potrebbe anche essere nella condizione di fornire spiegazioni plausibili.

Ma sui social, si sa, le sintesi sono spesso brutali e dunque la storia, per adesso, è tutta nella foto impietosa di quella etichetta adesiva arancione che riporta il prezzo di 22,95 euro. Il problema è che la cifra - come indicato - dovrebbe essere il frutto di uno sconto del 23,37%. E, invece, sollevandol’etichetta, si scopre che il prezzo originario non è di 29,95 euro, bensì proprio di 22,95 euro, ovvero il prezzo che l’azienda riportava come scontato. Insomma, all’apparenza, il classico sconto fasullo.

Ora, se è veramente andata così, il fatto è gravissimo e dunque è normale caldeggiare l’intervento della Guardia di Finanza che non può tollerare che il cliente sia buggerato in questo modo. Se invece l’azienda ha una spiegazione ragionevole - magari la differenza di tariffazioni tra un paese europeo ed un altro - farebbe bene a renderla nota subito perché le donne romagnole, in fatto di saldi, non fanno sconti. Prova ne è il tenore dei tantissimi commenti che ieri hanno inondato il post. “Vergogna”, era il più tenero.