Romagna

Sì al piano, più politico che sanitario

Riorganizazzione ospedaliera: Cesena ospedale; fisiopatologia riproduzione Rimini; vocazione oncologica Forlì, taglio di 70 letti a Ravenna

Sì al piano, più politico che sanitario

Marcello Tonini

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11/gennaio/2017 - h. 02.53

 

Sì al nuovo ospedale a Cesena, rinviata la definizione dei dettagli della rete oncologica, a Rimini è previsto lo spostamento del reparto di fisiopatologia della riproduzione, a Ravenna il taglio dei posti letto raggiunge quota 70. Così si ridisegna la rete ospedaliera romagnola. La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Ausl Romagna (composta dai 73 sindaci della Romagna, quasi tutti presenti all’incontro) ha approvato, con un solo voto contrario (quello del Comune di Bellaria IgeaMarina), il documento sulle “ Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”. “Un passo di grande valore politico”, come sottolineato dai numerosi interventi di sindaci che si sono succeduti nel corso dell’incontro, che definisce la cornice sulla quale costruire il futuro dei servizi ospedalieri e del territorio dell’Ausl Romagna e che, per la prima volta, rappresenta il vero atto di identità di un soggetto che esprime un sentire comune e collettivo e non più la sommatoria di 4 ex aziende.
Nel corso della presentazione di sintesi del documento, il direttore generale di Ausl Romagna, Marcello Tonini, ha ripercorso l’importante lavoro di confronto avviato in questi mesi con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, che ha permesso di trovare quel giusto equilibrio di sintesi fra le proposte di modifica avanzate dai territori e la necessità di rispondere alla normativa di legge, del decreto Balduzzi. "E’ un importante punto di partenza che ci permetterà di sviluppare e mettere a punto, all’interno di una visione condivisa, anche quegli aspetti che sino ad ora non potevano ancora trovare all’interno del documento soluzioni definitive, quali ad esempio lo sviluppo delle politiche sanitarie territoriali (cure intermedie) e l’assetto della distribuzione dei servizi di Emergenza Urgenza, perché necessitano di analisi più approfondite". 
Importante riconoscimento e ringraziamento al lavoro svolto in questi mesi e al risultato di sintesi prodotto, è stato espresso all’Azienda ed a tutti i sindaci, da Paolo Lucchi, presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna. “La condivisione attorno al documento di cornice della nostra sanità del futuro, espressa in modo così chiaro e netto da tutti i Sindaci della Romagna, ci rafforza nella convinzione che quando si è capaci di uscire dai particolarismi e si affrontano i problemi in una ottica di visione complessiva, si possono trovare le risposte giuste per garantire e migliorare la qualità dei servizi garantiti ai nostri cittadini, nell’ambito di una sanità come la nostra, non a caso ritenuta la migliore in Italia e tra le migliori in Europa. Abbiamo gettato le basi giuste e dovremo proseguire, sempre con questo spirito, ad affrontare le sfide successive”.
Ma il lavoro dei sindaci romagnoli sulla sanità è destinato a non fermarsi. Infatti, l’Ufficio di Presidenza della Conferenza incontrerà le organizzazioni
sindacali nei prossimi giorni ed il 30 gennaio sarà convocata una Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, per l’approvazione del documento sulla rete oncologica romagnola.
A Cesena 8 posti letto in più. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Paolo Lucchi, nonchè presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. “Un passo di grande valore politico - dice -, che definisce la cornice
sulla quale costruire il futuro dei servizi ospedalieri e del territorio dell’Ausl
Romagna e che, per la prima volta, rappresenta il vero atto di identità di un soggetto che esprime un sentire comune e collettivo e non più la sommatoria di 4 ex aziende”. Nel corso della presentazione di sintesi del documento, il direttore generale di Ausl Romagna, Marcello Tonini, ha ripercorso l’importante lavoro di confronto avviato in questi mesi con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, “che ha permesso di trovare quel giusto equilibrio di sintesi fra le proposte di modifica avanzate dai territori e la necessità di rispondere alla normativa di legge, del decreto Balduzzi. E’ un importante punto di partenza che ci permetterà di sviluppare e mettere a punto, all’interno di una visione condivisa, anche quegli aspetti che sino ad ora non potevano ancora trovare all’interno del documento soluzioni definitive, quali ad esempio lo sviluppo delle politiche sanitarie territoriali (cure intermedie) e l’assetto della distribuzione dei servizi di Emergenza Urgenza, perché necessitano di analisi più approfondite. Abbiamo gettato le basi giuste e dovremo proseguire ad affrontare le sfide successive”. 
L’Ufficio di Presidenza della Conferenza incontrerà le organizzazioni sindacali nei prossimi giorni ed il 30 gennaio sarà convocata una Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, per l’approvazione del documento sulla rete oncologica romagnola.
A Forlì 28 nuovi posti letto “E’ stata confermata la vocazione oncologica e
chirurgica del nostro territorio - fa sapere il sindaco di Forlì - e non è stato
tralasciato alcun Reparto, sia nell’analisi, sia nell’elaborazione delle proposte.
L’Ospedale Morgagni-Pierantoni sarà, infatti, in grado di fornire più prestazioni e servizi, con il mantenimento e il potenziamento di quelli esistenti, coordinandosi con gli altri territori. Nel presidio forlivese verranno aggiunti 28 posti letto, di cui 8 nel reparto di Medicina Interna, 2 in Gastroenterologia, 8 internistici polifunzionali e 10 in area chirurgica. A Forlì si concentrerà l’Unità Operativa complessa di Senologia, che avrà funzione di coordinamento anche per le Unità di Santarcangelo e di Ravenna. Altra novità sempre per le donne, si concentrerà nell’ospedale di Forlì, insieme con Rimini, la Ginecologica Oncologica, con gli interventi di maggiore complessità su utero e ovaie. Stessa cosa si prevede per Chirurgia Toracica, con l’Unità
complessa assegnata a Forlì che coordinerà anche i reparti di Riccione e Ravenna. Per quanto riguarda Nefrologia, è stata assegnata a Forlì, con articolazione su Cesena. Altre novità positive riguardano la Riabilitazione che ottiene lo status di Unità Complessa. Confermata la vocazione di Chirurgia Oncologica, con Forlì polo di riferimento per la Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica e la nascita di una unica Unità Complessa di “Chirurgia Generale ed Oncologica” che si affiancherà a “Chirurgia Endocrinologica”. Il documento conferma anche l’Unità complessa di Ortopedia e assegna a Forlì la specializzazione Osteo-Oncologica. Per quanto riguarda Cardiologia, rimane l’Unità Complessa sede di Emodinamica h24. Rimangono invariati gli altri servizi già offerti, mentre Neurologia e Malattie Infettive diventeranno Unità Semplici. 
“Rilevo una estrema debolezza dei sindaci del Forlivese, in primis di quello di Forlì - commenta Andrea Pasini, segretario regionale dell’Udc -, nella sua veste di presidente dell’Unione dei Comuni il quale ha ottenuto un “semplice rinvio” dell’approvazione del documento riguardante la Rete Oncologica. Fatto di per se grave, in quanto la Rete Oncologica a mio avviso doveva essere il “cuore” del documento di riorganizzazione ospedaliera, unico vero elemento di novità. Ora chiedo che si faccia almeno su questo un “vero approfondimento” del documento, con il coinvolgimento in prima dell’Ircs Irst di Meldola e a seguire dei clinici ospedalieri e territoriali”. E infine: “Non c’è nemmeno una riga sulla continuità assistenziale, sugliinvestimenti concreti, ecc...”.
Rimini perde la chirurgia senologica. Di fatto con l’approvazione formale per Rimini è previsto lo spostamento del reparto di fisiopatologia della riproduzione, che ora è a Cattolica, a Rimini. Questo non avverrà subito: come si sa a Rimini è in corso di completamento il Dea (palazzetto delle emergenze) e agli ultimi piani sarà ospitato tutto il dipartimento “materno infantile” (ostetricia, ginecologia, tin, chirurgia pediatrica). Ci vorrà ancora almeno un annetto per finire i lavori e solo allora la fisiopatologia passerà da
Cattolica a Rimini, per andare ad inserirsi, in maniera più funzionale, all’interno del dipartimento, in modo che le coppie siano seguite (dall’inizio
alla fine) nello stesso luogo fisico, e con la presenza di una rianimazione
nello stesso luogo. Inoltre la chirurgia senologica rientrerà nell’unità operativa
di Forlì, e a Santarcangelo (così come a Ravenna) ci sarà una struttura semplice. In pratica Santarcangelo non avrà il primario (invero non ce l’ha più già da anni...). rispetto a questo passaggio, come promesso dalla direzione, nel testo non è più scritto che Santarcangelo diventa “un’articolazione” dell’unità operativa di Forlì, viene bensì specificato che sarà attiva una “struttura semplice”, con a capo un responsabile locale. “Quali iniziative, alla luce delle migliaia di firme raccolte a difesa del reparto
di chirurgia di Santarcangelo di Romagna, intende assumere la Giunta?”. A chiederlo, in un’interrogazione, è Tommaso Foti (Fdi-An), intervenendo sul tema della riorganizzazione ospedaliera in Romagna. “La modifica al piano di riorganizzazione degli ospedali è una presa in giro per Santarcangelo e per le 37mila persone che hanno firmato per salvare la chirurgia”. Il reparto, e in particolare la senologia, “verrà lentamente saccheggiato da Forlì”.
A Ravenna tagli per 70 posti letto. A Ravenna sono stati confermati i tagli
annunciati in questi giorni. Si tratta di 70 posti letto in totale. Confermata la
vocazione della città per quanto riguarda l’area cardiologica (da ricordare che in provincia si può contare anche su un’eccellenza privata come Villa Maria Cecilia). Ravenna rimane comunque il territorio con il maggior numero di posti letto complessivo.
Sì al nuovo ospedale a Cesena, rinviata la definizione dei dettagli della rete oncologica, a Rimini è previsto lo spostamento del reparto di fisiopatologia della riproduzione, a Ravenna il taglio dei posti letto raggiunge quota 70. Così si ridisegna la rete ospedaliera romagnola. La Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria di Ausl Romagna (composta dai 73 sindaci della Romagna, quasi tutti presenti all’incontro) ha approvato, con un solo voto contrario (quello del Comune di Bellaria Igea Marina), il documento sulle “ Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera”. “Un passo di grande valore politico”, come sottolineato dai numerosi interventi di sindaci che si sono succeduti nel corso dell’incontro, che definisce la cornice sulla quale costruire il futuro dei servizi ospedalieri e del territorio dell’Ausl Romagna e che, per la prima volta, rappresenta il vero atto di identità di un soggetto che esprime un sentire comune e collettivo e non più la sommatoria di 4 ex aziende.

 

Nel corso della presentazione di sintesi del documento, il direttore generale di Ausl Romagna, Marcello Tonini, ha ripercorso l’importante lavoro di confronto avviato in questi mesi con le istituzioni locali e le organizzazioni sindacali, che ha permesso di trovare quel giusto equilibrio di sintesi fra le proposte di modifica avanzate dai territori e la necessità di rispondere alla normativa di legge, del decreto Balduzzi. "E’ un importante punto di partenza che ci permetterà di sviluppare e mettere a punto, all’interno di una visione condivisa, anche quegli aspetti che sino ad ora non potevano ancora trovare all’interno del documento soluzioni definitive, quali ad esempio lo sviluppo delle politiche sanitarie territoriali (cure intermedie) e l’assetto della distribuzione dei servizi di Emergenza Urgenza, perché necessitano di analisi più approfondite". 

Importante riconoscimento e ringraziamento al lavoro svolto in questi mesi e al risultato di sintesi prodotto, è stato espresso all’Azienda ed a tutti i sindaci, da Paolo Lucchi, presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria della Romagna. “La condivisione attorno al documento di cornice della nostra sanità del futuro, espressa in modo così chiaro e netto da tutti i Sindaci della Romagna, ci rafforza nella convinzione che quando si è capaci di uscire dai particolarismi e si affrontano i problemi in una ottica di visione complessiva, si possono trovare le risposte giuste per garantire e migliorare la qualità dei servizi garantiti ai nostri cittadini, nell’ambito di una sanità come la nostra, non a caso ritenuta la migliore in Italia e tra le migliori in Europa. Abbiamo gettato le basi giuste e dovremo proseguire, sempre con questo spirito, ad affrontare le sfide successive”.

Ma il lavoro dei sindaci romagnoli sulla sanità è destinato a non fermarsi. Infatti, l’Ufficio di Presidenza della Conferenza incontrerà le organizzazionisindacali nei prossimi giorni ed il 30 gennaio sarà convocata una Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, per l’approvazione del documento sulla rete oncologica romagnola.

A Cesena 8 posti letto in più. Soddisfazione è stata espressa dal sindaco Paolo Lucchi, nonchè presidente della Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria. “Un passo di grande valore politico - dice -, che definisce la cornicesulla quale costruire il futuro dei servizi ospedalieri e del territorio dell’Ausl Romagna e che, per la prima volta, rappresenta il vero atto di identità di un soggetto che esprime un sentire comune e collettivo e non più la sommatoria di 4 ex aziende.  Abbiamo gettato le basi giuste e dovremo proseguire ad affrontare le sfide successive”. 

L’Ufficio di Presidenza della Conferenza incontrerà le organizzazioni sindacali nei prossimi giorni ed il 30 gennaio sarà convocata una Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria, per l’approvazione del documento sulla rete oncologica romagnola.

A Forlì 28 nuovi posti letto. “E’ stata confermata la vocazione oncologica echirurgica del nostro territorio - fa sapere il sindaco di Forlì - e non è statotralasciato alcun Reparto, sia nell’analisi, sia nell’elaborazione delle proposte. L’Ospedale Morgagni-Pierantoni sarà, infatti, in grado di fornire più prestazioni e servizi, con il mantenimento e il potenziamento di quelli esistenti, coordinandosi con gli altri territori. Nel presidio forlivese verranno aggiunti 28 posti letto, di cui 8 nel reparto di Medicina Interna, 2 in Gastroenterologia, 8 internistici polifunzionali e 10 in area chirurgica. A Forlì si concentrerà l’Unità Operativa complessa di Senologia, che avrà funzione di coordinamento anche per le Unità di Santarcangelo e di Ravenna. Altra novità sempre per le donne, si concentrerà nell’ospedale di Forlì, insieme con Rimini, la Ginecologica Oncologica, con gli interventi di maggiore complessità su utero e ovaie. Stessa cosa si prevede per Chirurgia Toracica, con l’Unitàcomplessa assegnata a Forlì che coordinerà anche i reparti di Riccione e Ravenna. Per quanto riguarda Nefrologia, è stata assegnata a Forlì, con articolazione su Cesena. Altre novità positive riguardano la Riabilitazione che ottiene lo status di Unità Complessa. Confermata la vocazione di Chirurgia Oncologica, con Forlì polo di riferimento per la Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica e la nascita di una unica Unità Complessa di “Chirurgia Generale ed Oncologica” che si affiancherà a “Chirurgia Endocrinologica”. Il documento conferma anche l’Unità complessa di Ortopedia e assegna a Forlì la specializzazione Osteo-Oncologica. Per quanto riguarda Cardiologia, rimane l’Unità Complessa sede di Emodinamica h24. Rimangono invariati gli altri servizi già offerti, mentre Neurologia e Malattie Infettive diventeranno Unità Semplici. 

“Rilevo una estrema debolezza dei sindaci del Forlivese, in primis di quello di Forlì - commenta Andrea Pasini, segretario regionale dell’Udc -, nella sua veste di presidente dell’Unione dei Comuni il quale ha ottenuto un “semplice rinvio” dell’approvazione del documento riguardante la Rete Oncologica. Fatto di per se grave, in quanto la Rete Oncologica a mio avviso doveva essere il “cuore” del documento di riorganizzazione ospedaliera, unico vero elemento di novità. Ora chiedo che si faccia almeno su questo un “vero approfondimento” del documento, con il coinvolgimento in prima dell’Ircs Irst di Meldola e a seguire dei clinici ospedalieri e territoriali”. E infine: “Non c’è nemmeno una riga sulla continuità assistenziale, sugliinvestimenti concreti, ecc...”.

Rimini perde la chirurgia senologica. Di fatto con l’approvazione formale per Rimini è previsto lo spostamento del reparto di fisiopatologia della riproduzione, che ora è a Cattolica, a Rimini. Questo non avverrà subito: come si sa a Rimini è in corso di completamento il Dea (palazzetto delle emergenze) e agli ultimi piani sarà ospitato tutto il dipartimento “materno infantile” (ostetricia, ginecologia, tin, chirurgia pediatrica). Ci vorrà ancora almeno un annetto per finire i lavori e solo allora la fisiopatologia passerà daCattolica a Rimini, per andare ad inserirsi, in maniera più funzionale, all’interno del dipartimento, in modo che le coppie siano seguite (dall’inizioalla fine) nello stesso luogo fisico, e con la presenza di una rianimazionenello stesso luogo. Inoltre la chirurgia senologica rientrerà nell’unità operativadi Forlì, e a Santarcangelo (così come a Ravenna) ci sarà una struttura semplice. In pratica Santarcangelo non avrà il primario (invero non ce l’ha più già da anni...). rispetto a questo passaggio, come promesso dalla direzione, nel testo non è più scritto che Santarcangelo diventa “un’articolazione” dell’unità operativa di Forlì, viene bensì specificato che sarà attiva una “struttura semplice”, con a capo un responsabile locale. 

“Quali iniziative, alla luce delle migliaia di firme raccolte a difesa del repartodi chirurgia di Santarcangelo di Romagna, intende assumere la Giunta?”. A chiederlo, in un’interrogazione, è Tommaso Foti (Fdi-An), intervenendo sul tema della riorganizzazione ospedaliera in Romagna. “La modifica al piano di riorganizzazione degli ospedali è una presa in giro per Santarcangelo e per le 37mila persone che hanno firmato per salvare la chirurgia”. Il reparto, e in particolare la senologia, “verrà lentamente saccheggiato da Forlì”.

A Ravenna tagli per 70 posti letto. A Ravenna sono stati confermati i tagliannunciati in questi giorni. Si tratta di 70 posti letto in totale. Confermata lavocazione della città per quanto riguarda l’area cardiologica (da ricordare che in provincia si può contare anche su un’eccellenza privata come Villa Maria Cecilia). Ravenna rimane comunque il territorio con il maggior numero di posti letto complessivo.