Romagna

Spiagge, approvata la legge delega

Delega al governo per il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime

Spiagge, approvata la legge delega

Tiziano Arlotti

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28/gennaio/2017 - h. 17.00

 

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha approvato ieri un disegno di legge di delega al governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo per favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turisticoricreativa. La delega, che mira anche al superamento delle problematiche che la normativa nazionale pone in relazione a quella europea come evidenziate da ultimo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 14 luglio 2016, elenca i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi, prevedendo in particolare modalità di affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diverse
peculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, mediante procedure selettive che assicurino imparzialità, trasparenza e pubblicità e che tengano conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalità
turistico-ricreative.
Pizzolante. “Finalmente approvata la legge delega in Consiglio dei Ministri.
È una delega che fissa i principi sui quali costruire il decreto attuativo e durerà 6 mesi con l’obiettivo che l’iter si possa concludere entro la fine di questa legislatura. Do atto al nuovo governo di voler intervenire, nonostante le intemperie politiche e noI nostante le dichiarazioni rigide ed ottuse del Commissario europeo di qualche settimana fa che non hanno tenuto conto delle apertura della Corte di giustizia europea sul legittimo affidamento né della sentenza della stessa Corte di un anno fa sulle concessioni per i giochi. E’ stato un errore non presentare la delega mesi fa a causa della campagna referendaria. Certo le strumentalizzazioni politico elettorali non creano l’ambiente migliore per approvare una legge mantenendosi solo sul merito, ma non si poteva più aspettare. 
Con l’emendamento “Pizzolante-Arlotti” abbiamo dichiarato valide le concessioni sino all’entrata in vigore della nuova legge, ma se non vogliamo una procedura di infrazione europea dobbiamo portare a casa nuove e buone
regole. La delega fissa i princìpi che il confronto in Europa deve affermare. Non è un fatto banale. I principi della legge delega - spiega Pizzolante - si riassumono così, - Periodo di transizione perché il sistema non è pronto per oltre 30mila evidenze pubbliche in Italia (piani spiaggia e altro) e perché con il cambio di regime bisogna far valere il principio della continuità aziendale e l’affidamento sul quale sono nate imprese e sono stati fatti investimenti. Sul legittimo affidamento la Corte ha fatto una apertura evidente; - devono essere evidenze pubbliche e non aste sul valore economico dei canoni, che saranno
determinati prima. -per le evidenze deve valere il principio affermato nell’art. 12 coma 3 della Bolkestein. Gli Stati possono far valere questioni di interesse nazionale. Noi riteniamo che le aziende non possono essere chiuse per legge o per affermare astratti principi europei. 
Queste aziende sono nate perché le leggi lo consentivano. Nella legge definitiva sarà definito il numero delle concessioni disponibili per ogni singolo
concessionario, due o tre al massimo, per evitare le concentrazioni e dinamiche di mercato o di altro tipo, capaci di far saltare il modello delle piccole imprese. Nella delega ci sono anche le direttive per la riforma dei canoni e per la soluzione strutturale delle pertinenze. Riassumendo, ritengo che sia una buona legge, che potrà essere migliorata in Parlamento”, conclude Pizzolante.
Arlotti “E’ un passaggio importante - dice il deputato riminese Tiziano Arlotti - per la prima volta dopo tanti anni si mette mano a un riordino complessivo che, nel rispetto delle norme comunitarie, interviene su un settore strategico per lo sviluppo del turismo e l’innovazione del prodotto. Il neogoverno ha dunque mantenuto la promessa di varare la legge entro gennaio. Ritengo la Legge delega uno strumento appropriato, perché consente di coinvolgere le Regioni, i Comuni e le autonomie locali (e molti aspetti saranno demandati a tali istituzioni) e di dare attuazione a un percorso che vedrà coinvolte anche le associazioni di categoria nella fase di decretazione attuativa. Fase che dovrà avere, per ciò che mi riguarda, dei tempi celeri.
L’Italia ha bisogno di un salto di qualità, di innovare e di investire per essere più competitiva con i Paesi concorrenti e più attraente per sostenibilità ambientale e valorizzazione della qualità delle nostre coste. Entro due anni dall’attuazione della delega il Governo - conclude Arlotti - potrà intervenire con decreto correttivo e integrativo, così come avviene per tutta la legislazione delegata”.
Melucci. Siamo alle dichiarazioni di principio. Questa legge delega la si poteva fare subito dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea. Vengono rimandati ancora una volta tutti i nodi. Cosa significa “un adeguato
periodo transitorio”? Cosa significa tenere conto della “professionalità acquisita nella gestione delle concessioni? In definitiva solo un primo passo che lascia ancora tutto nell’incertezza, dice l’ex assessore regionale al turismo Maurizio Melucci.
Affronte. “Questa legge - ha detto Marco Affronte, Europarlamentare riminese
(Verdi/ALE) - è una pezza, la Commissione Europea storcerà il naso. Ancora un rinvio, per di più delegato ad un governo che ha la scadenza di uno yogurt”. La Commissione Europea molto probabilmente sarà irritata dall’ulteriore proroga che l’Italia crede, a torto, di meritare. Sono pronto a scommettere che anche lo spazio degli emendamenti sarà compresso, perché al momento giusto arriverà l’urgenza di approvare il provvedimento. E poi” - si domanda Affronte - “ma quale logica c’è ad iniziare un percorso di questo genere con un Governo che ha sopra la data di scadenza? Dura di più lo yogurt che ho in frigo!”.
Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali Enrico Costa, ha approvato ieri un disegno di legge di delega al governo per la revisione e il riordino della normativa relativa alle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali ad uso turistico ricreativo per favorire, nel rispetto della normativa europea, lo sviluppo e l’innovazione dell’impresa turisticoricreativa. La delega, che mira anche al superamento delle problematiche che la normativa nazionale pone in relazione a quella europea come evidenziate da ultimo dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza del 14 luglio 2016, elenca i principi e i criteri direttivi cui il Governo deve attenersi, prevedendo in particolare modalità di affidamento delle concessioni nel rispetto dei principi di concorrenza, di qualità paesaggistica e di sostenibilità ambientale, di valorizzazione delle diversepeculiarità territoriali, di libertà di stabilimento, di garanzia dell’esercizio, dello sviluppo, della valorizzazione delle attività imprenditoriali e di riconoscimento e tutela degli investimenti, dei beni aziendali e del valore commerciale, mediante procedure selettive che assicurino imparzialità, trasparenza e pubblicità e che tengano conto della professionalità acquisita nell’esercizio di concessioni di beni demaniali marittimi, nonché lacuali e fluviali, per finalitàturistico-ricreative.

 

Pizzolante. “Finalmente approvata la legge delega in Consiglio dei Ministri.È una delega che fissa i principi sui quali costruire il decreto attuativo e durerà 6 mesi con l’obiettivo che l’iter si possa concludere entro la fine di questa legislatura. Do atto al nuovo governo di voler intervenire, nonostante le intemperie politiche e noI nostante le dichiarazioni rigide ed ottuse del Commissario europeo di qualche settimana fa che non hanno tenuto conto delle apertura della Corte di giustizia europea sul legittimo affidamento né della sentenza della stessa Corte di un anno fa sulle concessioni per i giochi. E’ stato un errore non presentare la delega mesi fa a causa della campagna referendaria. Certo le strumentalizzazioni politico elettorali non creano l’ambiente migliore per approvare una legge mantenendosi solo sul merito, ma non si poteva più aspettare. 

Con l’emendamento “Pizzolante-Arlotti” abbiamo dichiarato valide le concessioni sino all’entrata in vigore della nuova legge, ma se non vogliamo una procedura di infrazione europea dobbiamo portare a casa nuove e buoneregole. La delega fissa i princìpi che il confronto in Europa deve affermare. Non è un fatto banale. I principi della legge delega - spiega Pizzolante - si riassumono così, - Periodo di transizione perché il sistema non è pronto per oltre 30mila evidenze pubbliche in Italia (piani spiaggia e altro) e perché con il cambio di regime bisogna far valere il principio della continuità aziendale e l’affidamento sul quale sono nate imprese e sono stati fatti investimenti. Sul legittimo affidamento la Corte ha fatto una apertura evidente; - devono essere evidenze pubbliche e non aste sul valore economico dei canoni, che sarannodeterminati prima. -per le evidenze deve valere il principio affermato nell’art. 12 coma 3 della Bolkestein. Gli Stati possono far valere questioni di interesse nazionale. Noi riteniamo che le aziende non possono essere chiuse per legge o per affermare astratti principi europei. 

Queste aziende sono nate perché le leggi lo consentivano. Nella legge definitiva sarà definito il numero delle concessioni disponibili per ogni singoloconcessionario, due o tre al massimo, per evitare le concentrazioni e dinamiche di mercato o di altro tipo, capaci di far saltare il modello delle piccole imprese. Nella delega ci sono anche le direttive per la riforma dei canoni e per la soluzione strutturale delle pertinenze. Riassumendo, ritengo che sia una buona legge, che potrà essere migliorata in Parlamento”, conclude Pizzolante.

Arlotti. “E’ un passaggio importante - dice il deputato riminese Tiziano Arlotti - per la prima volta dopo tanti anni si mette mano a un riordino complessivo che, nel rispetto delle norme comunitarie, interviene su un settore strategico per lo sviluppo del turismo e l’innovazione del prodotto. Il neogoverno ha dunque mantenuto la promessa di varare la legge entro gennaio. Ritengo la Legge delega uno strumento appropriato, perché consente di coinvolgere le Regioni, i Comuni e le autonomie locali (e molti aspetti saranno demandati a tali istituzioni) e di dare attuazione a un percorso che vedrà coinvolte anche le associazioni di categoria nella fase di decretazione attuativa. Fase che dovrà avere, per ciò che mi riguarda, dei tempi celeri.
L’Italia ha bisogno di un salto di qualità, di innovare e di investire per essere più competitiva con i Paesi concorrenti e più attraente per sostenibilità ambientale e valorizzazione della qualità delle nostre coste. Entro due anni dall’attuazione della delega il Governo - conclude Arlotti - potrà intervenire con decreto correttivo e integrativo, così come avviene per tutta la legislazione delegata”.

Melucci. Siamo alle dichiarazioni di principio. Questa legge delega la si poteva fare subito dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea. Vengono rimandati ancora una volta tutti i nodi. Cosa significa “un adeguatoperiodo transitorio”? Cosa significa tenere conto della “professionalità acquisita nella gestione delle concessioni? In definitiva solo un primo passo che lascia ancora tutto nell’incertezza, dice l’ex assessore regionale al turismo Maurizio Melucci.

Affronte. “Questa legge - ha detto Marco Affronte, Europarlamentare riminese(Verdi/ALE) - è una pezza, la Commissione Europea storcerà il naso. Ancora un rinvio, per di più delegato ad un governo che ha la scadenza di uno yogurt”. La Commissione Europea molto probabilmente sarà irritata dall’ulteriore proroga che l’Italia crede, a torto, di meritare. Sono pronto a scommettere che anche lo spazio degli emendamenti sarà compresso, perché al momento giusto arriverà l’urgenza di approvare il provvedimento. E poi” - si domanda Affronte - “ma quale logica c’è ad iniziare un percorso di questo genere con un Governo che ha sopra la data di scadenza? Dura di più lo yogurt che ho in frigo!”.