Rimini - Cesena

La mazzetta costa a Marchi 3 anni e 2 mesi

L’ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate ed ex assessore di Forlì è stato condannato ieri con rito abbreviato

La mazzetta costa a Marchi 3 anni e 2 mesi

Tiziano Marchi

| Altro
N. Commenti 0

22/febbraio/2017 - h. 18.48

La mazzetta presa all’interno dello studio di un commercialista riminese, quest’ultimo d’accordo con i carabinieri, per ritardare una verifica fiscale
nei confronti di un imprenditore cesenate, gli è costata una condanna per induzione indebita a dare o promettere utilità a 3 anni e 2 mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e a una provvisionale di 5mila euro. Tiziano Marchi, 59 anni, ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cesena ed ex assessore di Forlì, è stato giudicato colpevole, con rito abbreviato, dal tribunale collegiale di Rimini, presieduto dal dottor Giorgio Barbuto. Comunque soddisfatto il pubblico ministero Davide Ercolani, che per Marchi (difeso dall’avvocato Max Starni) aveva chiesto 4 anni. 
“Dica al suo cliente che la pratica riguardante la sua azienda è sul mio tavolo... al momento è la prima, ma con 10mila euro potrebbe diventare l’ultima”. Fu questa la ‘minaccia’ che il 59enne originario di Forlimpopoli, all’epoca funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cesena, rivolse il 23 a prile scorso a un commercialista riminese. Quest’ultimo, infatti, avrebbe dovuto riferire la proposta indecente a un imprenditore cesenate titolare di due ditte nell’ambito della lavorazione del ferro, convincendolo che pagare una mazzetta per evitare un accertamento fiscale sarebbe stata la soluzione più saggia. Marchi, però, non poteva sapere che il momento della consegna della
tangente (di 5mila euro in contanti) sarebbe stato filmato dalle telecamere nascoste nell’ufficio del professionista riminese dagli uomini del Nucleo
operativo e che all’uscita si sarebbe ritrovato con le manette ai polsi. Un piano, quello ideato dal sostituto procuratore Davide Ercolani, riuscito alla perfezione.
L’imprenditore cesenate, infatti, d’accordo con il commercialista, aveva deciso di non cedere alle pressioni dell’ex assessore forlivese e di denunciare tutto ai carabinieri. Che d’accordo col pubblico ministero Ercolani gli hanno teso la trappola nella quale è caduto con entrambe le scarpe. Marchi fu arrestato con
l’accusa di concussione, riqualificata dal Riesame in induzione indebita a dare o promettere utilità. Ieri, abbreviato, la condanna.
La mazzetta presa all’interno dello studio di un commercialista riminese, quest’ultimo d’accordo con i carabinieri, per ritardare una verifica fiscale nei confronti di un imprenditore cesenate, gli è costata una condanna per induzione indebita a dare o promettere utilità a 3 anni e 2 mesi di reclusione, oltre all’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni e a una provvisionale di 5mila euro. Tiziano Marchi, 59 anni, ex funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cesena ed ex assessore di Forlì, è stato giudicato colpevole, con rito abbreviato, dal tribunale collegiale di Rimini, presieduto dal dottor Giorgio Barbuto. Comunque soddisfatto il pubblico ministero Davide Ercolani, che per Marchi (difeso dall’avvocato Max Starni) aveva chiesto 4 anni. 

“Dica al suo cliente che la pratica riguardante la sua azienda è sul mio tavolo... al momento è la prima, ma con 10mila euro potrebbe diventare l’ultima”. Fu questa la ‘minaccia’ che il 59enne originario di Forlimpopoli, all’epoca funzionario dell’Agenzia delle Entrate di Cesena, rivolse il 23 a prile scorso a un commercialista riminese. Quest’ultimo, infatti, avrebbe dovuto riferire la proposta indecente a un imprenditore cesenate titolare di due ditte nell’ambito della lavorazione del ferro, convincendolo che pagare una mazzetta per evitare un accertamento fiscale sarebbe stata la soluzione più saggia. Marchi, però, non poteva sapere che il momento della consegna dellatangente (di 5mila euro in contanti) sarebbe stato filmato dalle telecamere nascoste nell’ufficio del professionista riminese dagli uomini del Nucleooperativo e che all’uscita si sarebbe ritrovato con le manette ai polsi. Un piano, quello ideato dal sostituto procuratore Davide Ercolani, riuscito alla perfezione.

L’imprenditore cesenate, infatti, d’accordo con il commercialista, aveva deciso di non cedere alle pressioni dell’ex assessore forlivese e di denunciare tutto ai carabinieri. Che d’accordo col pubblico ministero Ercolani gli hanno teso la trappola nella quale è caduto con entrambe le scarpe. Marchi fu arrestato conl’accusa di concussione, riqualificata dal Riesame in induzione indebita a dare o promettere utilità. Ieri, abbreviato, la condanna.