Editoria

La grande arte di Gino Pellegrini

Migrò negli Usa e a 16 anni iniziò a Los Angeles la sua carriera. Collaborò con i registi Kubrick e Hitchcock

La grande arte di Gino Pellegrini

La copertina del libro “Gino Pellegrini” edito da Danilo Montanari

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07/marzo/2017 - h. 02.38

L’editore ravennate Danilo Montanari per la Fondazione Bonotto che ha promosso recentemente la mostra “Gino Pellegrini – Giocando con l’arte” a Schio, ha pubblicato il catalogo-monografia “Gino Pellegrini” presentato
recentemente alla Biblioteca Classense per la quale l’artista collaborò all’allestimento di importanti mostre e per affreschi murali. Il libro, con testimonianze e documenti, racconta la ricerca artistica di uno dei maestri della scenografia del novecento, transitato dal cinema americano alla pittura nelle vie e piazze dell’Emilia-Romagna concepite come teatri popolari.
Gino Pellegrini (1941-2014), migrante negli U.S.A., inizia la sua carriera all’età di 16 anni a Los Angeles, dove frequenta la Facoltà di Architettura all’UCLA. Dopo aver lavorato nel disegno pubblicitario e artistico, entra negli
studi cinematografici come pittore scenico e scenografo collaborando a film come 2001 Odissea nello spazio, West Side Story, Funny Girl, Hello Dolly, ,Gli uccelli ecc- e a serie televisive. Nel 1972, tornato in Italia, va a vivere a S.Giovanni in Persiceto, traendo ispirazione dalla natura e cultura locale.
Pellegrini ha profuso la sua energia estemporanea al Teatro Alighieri di
Ravenna nel 2007 per “Ravenna poesia” con una sorprendente scenografia arborea e in “Detector” di Ivano Marescotti, creando ex novo ogni sera la scenografia e facendo della propria arte spettacolo. L’estemporaneità non è
propria dell’arte scenografica teatrale, che nasce e si perfeziona dietro le quinte. Le foto dello studio di Pellegrini, fra libri d’arte e attrezzi di ogni genere, mostrano quanto in questa arte applicata sia necessario coniugare cultura artistica e manualità. 
Oggi la scenografia teatrale si realizza spesso solo con la tecnica digitale,
dove basta un solo creativo al computer con buone idee in testa per riempire la scena di immagini immateriali. Che fine farà allora l’arte dei grandi scenografi del 900 e degli assistenti che, condividendo il loro lavoro, ne hanno appreso i segreti? Il libro ci indica anche le tracce lasciate da Pellegrini nella provincia ravennate. Il percorso è interessante a Conselice, dove parte dalla Piazzetta Guareschi con pannelli applicati ai muri dipinti dedicata allo scrittore e ai suoi personaggi fino al pannello dei giornali in fiamme. Nella locale Sede della Cooperativa CAB Massari Gino Pellegrini ha affrescato l’ingresso con un suggestivo paesaggio fluviale.
A Lavezzola ha eseguito il murale laterale della Sede della COOP dedicato al poeta romagnolo Olindo Guerrini. A Villanova di Bagnacavallo, nell’Ecomuseo della civiltà palustre, ha eseguito il dipinto murale nella sala ristorante dedicato all’ambiente vallivo. C’è un suo dipinto murale anche nella Scuola Alberghiera di Riolo Terme. Autore di un “teatro dello stupore e degli inganni” a cielo aperto con fruizione libera per la gente, nonché di opere grafiche e pitture, Gino Pellegrini meritava questo libro dopo una vita spesa fra gli Stati Uniti e l’Italia per dare realizzare e dare forma ai propri sogni.
L’editore ravennate Danilo Montanari per la Fondazione Bonotto che ha promosso recentemente la mostra “Gino Pellegrini – Giocando con l’arte” a Schio, ha pubblicato il catalogo-monografia “Gino Pellegrini” presentato recentemente alla Biblioteca Classense per la quale l’artista collaborò all’allestimento di importanti mostre e per affreschi murali. Il libro, con testimonianze e documenti, racconta la ricerca artistica di uno dei maestri della scenografia del novecento, transitato dal cinema americano alla pittura nelle vie e piazze dell’Emilia-Romagna concepite come teatri popolari.

Gino Pellegrini (1941-2014), migrante negli U.S.A., inizia la sua carriera all’età di 16 anni a Los Angeles, dove frequenta la Facoltà di Architettura all’UCLA. Dopo aver lavorato nel disegno pubblicitario e artistico, entra negli studi cinematografici come pittore scenico e scenografo collaborando a film come 2001 Odissea nello spazio, West Side Story, Funny Girl, Hello Dolly, ,Gli uccelli ecc- e a serie televisive. Nel 1972, tornato in Italia, va a vivere a S.Giovanni in Persiceto, traendo ispirazione dalla natura e cultura locale.

Pellegrini ha profuso la sua energia estemporanea al Teatro Alighieri di Ravenna nel 2007 per “Ravenna poesia” con una sorprendente scenografia arborea e in “Detector” di Ivano Marescotti, creando ex novo ogni sera la scenografia e facendo della propria arte spettacolo. L’estemporaneità non èpropria dell’arte scenografica teatrale, che nasce e si perfeziona dietro le quinte. Le foto dello studio di Pellegrini, fra libri d’arte e attrezzi di ogni genere, mostrano quanto in questa arte applicata sia necessario coniugare cultura artistica e manualità. 

Oggi la scenografia teatrale si realizza spesso solo con la tecnica digitale,dove basta un solo creativo al computer con buone idee in testa per riempire la scena di immagini immateriali. Che fine farà allora l’arte dei grandi scenografi del 900 e degli assistenti che, condividendo il loro lavoro, ne hanno appreso i segreti? Il libro ci indica anche le tracce lasciate da Pellegrini nella provincia ravennate. Il percorso è interessante a Conselice, dove parte dalla Piazzetta Guareschi con pannelli applicati ai muri dipinti dedicata allo scrittore e ai suoi personaggi fino al pannello dei giornali in fiamme. Nella locale Sede della Cooperativa CAB Massari Gino Pellegrini ha affrescato l’ingresso con un suggestivo paesaggio fluviale.

A Lavezzola ha eseguito il murale laterale della Sede della COOP dedicato al poeta romagnolo Olindo Guerrini. A Villanova di Bagnacavallo, nell’Ecomuseo della civiltà palustre, ha eseguito il dipinto murale nella sala ristorante dedicato all’ambiente vallivo. C’è un suo dipinto murale anche nella Scuola Alberghiera di Riolo Terme. Autore di un “teatro dello stupore e degli inganni” a cielo aperto con fruizione libera per la gente, nonché di opere grafiche e pitture, Gino Pellegrini meritava questo libro dopo una vita spesa fra gli Stati Uniti e l’Italia per dare realizzare e dare forma ai propri sogni.