Predappio

Assolto Frassineti, il sindaco di Predappio

Il primo cittadino del Pd era accusato di peculato per avere utilizzato l’auto di servizio del Comune

Assolto Frassineti, il sindaco di Predappio

Il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti

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07/marzo/2017 - h. 11.16

Assolto dall’accusa di peculato il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti del Pd. Il verdetto è arrivato ieri mattina in Tribunale a Forlì: il giudice Giovanni Trerè ha assolto il primo cittadino, difeso dall’avvocato Marco Martines, perché ha giudicato che non ci fossero prove sufficienti a sostegno della tesi della procura. In aula il pubblico ministero Sara Posa aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi. Sono quindi cadute, in primo grado, le accuse per il reato di peculato per il presunto uso illecito di un’auto di servizio del Comune, la Fiat Punto, non solo per questioni lavorative, ma per fini privati. Un danno stimato in qualche centinaio di euro. La Procura farà ricorso in Appello.
Le indagini erano cominciate nell’estate del 2015 in seguito ad alcuni esposti anonimi e avevano portato al rinvio a giudizio del sindaco. Ieri, l’ultima udienza del processo durato poco più di un anno. Per Frassineti hanno testimoniato il parroco del paese, una decina di concittadini e perfino la nipote del duce, Edda Negri Mussolini per sostenere, appunto, come Frassineti sia un sindaco sempre presente e disponibile a ogni ora del giorno. Alla penultima udienza, un mese fa, lo stesso sindaco, davanti al giudice, aveva sostenuto di essere sindaco 24 ore al giorno e, sì, di avere utilizzato spesso l’auto per il Comune fino alla sera tardi, ma anche per altri incarichi istituzionali nell’ambito dell’Unione dei Comuni e della Provincia.
“Sono contento - ha commentato a caldo l’assoluzione un emozionato Frassineti -: ho sempre cercato di rimanere sereno, sapendo di non avere
commesso nulla di illecito, ma un conto sono i miei sentimenti, altro è un processo”. “I colleghi di partito e di Giunta - ha aggiunto - mi sono sempre stati vicini, ma voglio sottolineare, in un periodo in cui l’insulto e la denigrazione è la prassi, come gli avversari politici mi abbiano sempre rispettato, attendendo l’evolversi del processo. Un segnale bello e importante per la qualità della politica forlivese”.
“Dedico l’epilogo di questa vicenda a mio padre, Decimo - chiude Frassineti
- venuto a mancare proprio durante questo periodo così difficile”. Sfumano così le incognite sul futuro dell’amministrazione predappiese: a Frassineti, la cui legislatura scade nel 2019, restano due anni e mezzo per continuare a portare avanti i progetti per il paese.
Maria Neri
Assolto dall’accusa di peculato il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti del Pd. Il verdetto è arrivato ieri mattina in Tribunale a Forlì: il giudice Giovanni Trerè ha assolto il primo cittadino, difeso dall’avvocato Marco Martines, perché ha giudicato che non ci fossero prove sufficienti a sostegno della tesi della procura. In aula il pubblico ministero Sara Posa aveva chiesto la condanna a un anno e sei mesi. Sono quindi cadute, in primo grado, le accuse per il reato di peculato per il presunto uso illecito di un’auto di servizio del Comune, la Fiat Punto, non solo per questioni lavorative, ma per fini privati. Un danno stimato in qualche centinaio di euro. La Procura farà ricorso in Appello.

Le indagini erano cominciate nell’estate del 2015 in seguito ad alcuni esposti anonimi e avevano portato al rinvio a giudizio del sindaco. Ieri, l’ultima udienza del processo durato poco più di un anno. Per Frassineti hanno testimoniato il parroco del paese, una decina di concittadini e perfino la nipote del duce, Edda Negri Mussolini per sostenere, appunto, come Frassineti sia un sindaco sempre presente e disponibile a ogni ora del giorno. Alla penultima udienza, un mese fa, lo stesso sindaco, davanti al giudice, aveva sostenuto di essere sindaco 24 ore al giorno e, sì, di avere utilizzato spesso l’auto per il Comune fino alla sera tardi, ma anche per altri incarichi istituzionali nell’ambito dell’Unione dei Comuni e della Provincia.

“Sono contento - ha commentato a caldo l’assoluzione un emozionato Frassineti -: ho sempre cercato di rimanere sereno, sapendo di non avere commesso nulla di illecito, ma un conto sono i miei sentimenti, altro è un processo”. “I colleghi di partito e di Giunta - ha aggiunto - mi sono sempre stati vicini, ma voglio sottolineare, in un periodo in cui l’insulto e la denigrazione è la prassi, come gli avversari politici mi abbiano sempre rispettato, attendendo l’evolversi del processo. Un segnale bello e importante per la qualità della politica forlivese”.

“Dedico l’epilogo di questa vicenda a mio padre, Decimo - chiude Frassineti- venuto a mancare proprio durante questo periodo così difficile”. Sfumano così le incognite sul futuro dell’amministrazione predappiese: a Frassineti, la cui legislatura scade nel 2019, restano due anni e mezzo per continuare a portare avanti i progetti per il paese.

Maria Neri