Ravenna

Crisi Acmar: il 5 aprile sciopero dei lavoratori

La mobilitazione tesa a evitare 104 licenziamenti. Previsto presidio in piazza del Popolo dalle 9,30

Crisi Acmar: il 5 aprile sciopero dei lavoratori
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30/marzo/2017 - h. 14.40

Dopo la decisione unilaterale della cooperativa Acmar, che ha inviato ai primi di marzo alle organizzazioni sindacali e alle Rsu la comunicazione formale di apertura della procedura di mobilità con l'intenzione di licenziare 104 persone, si è aperto un difficile confronto tra le parti. Nell'ambito della discussione le organizzazioni sindacali hanno ritenuto completamente insufficienti le proposte della Direzione sugli incentivi all'esodo e hanno ribadito la necessità di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per crisi, ancora nella disponibilità della cooperativa, con un percorso di mobilità volontaria e incentivi che traghettasse questo difficile momento. 
Secondo i sindacati, la direzione della cooperativa si è dimostrata irremovibile e sorda alle richieste presentate e, inoltre, ha evitato qualsiasi confronto ufficiale con la propria base sociale, con i lavoratori e con le istituzioni che hanno provato a porsi come interlocutori. Considerata questa situazione di stallo e l'avvicinarsi delle scadenze previste dalla procedura di mobilità, nella partecipata assemblea del 24 marzo è stato proclamato lo stato di agitazione con il blocco di tutte le prestazioni aggiuntive e una giornata di sciopero per mercoledì 5 aprile con presidio in piazza del Popolo a Ravenna dalle ore 9,30.
“Procedere con il licenziamento di più della metà dell'organico della cooperativa in questo momento, considerata la non superata crisi dell'edilizia e la fase che stra attraversando l'Acmar, è distruttivo e non sostenibile dal punto di vista sociale - dichiarano i responsabili dei sindacati edili Fillea, Filca e Feneal -. La cooperativa deve aprire un confronto vero che porti all'utilizzo della cassa integrazione straordinaria. Invitiamo tutta la cittadinanza ad unirsi ai lavoratori per evitare il dramma dei licenziamenti”.
Dopo la decisione unilaterale della cooperativa Acmar, che ha inviato ai primi di marzo alle organizzazioni sindacali e alle Rsu la comunicazione formale di apertura della procedura di mobilità con l'intenzione di licenziare 104 persone, si è aperto un difficile confronto tra le parti. Nell'ambito della discussione le organizzazioni sindacali hanno ritenuto completamente insufficienti le proposte della Direzione sugli incentivi all'esodo e hanno ribadito la necessità di utilizzare la cassa integrazione straordinaria per crisi, ancora nella disponibilità della cooperativa, con un percorso di mobilità volontaria e incentivi che traghettasse questo difficile momento. 

Secondo i sindacati, la direzione della cooperativa si è dimostrata irremovibile e sorda alle richieste presentate e, inoltre, ha evitato qualsiasi confronto ufficiale con la propria base sociale, con i lavoratori e con le istituzioni che hanno provato a porsi come interlocutori. Considerata questa situazione di stallo e l'avvicinarsi delle scadenze previste dalla procedura di mobilità, nella partecipata assemblea del 24 marzo è stato proclamato lo stato di agitazione con il blocco di tutte le prestazioni aggiuntive e una giornata di sciopero per mercoledì 5 aprile con presidio in piazza del Popolo a Ravenna dalle ore 9,30.

“Procedere con il licenziamento di più della metà dell'organico della cooperativa in questo momento, considerata la non superata crisi dell'edilizia e la fase che stra attraversando l'Acmar, è distruttivo e non sostenibile dal punto di vista sociale - dichiarano i responsabili dei sindacati edili Fillea, Filca e Feneal -. La cooperativa deve aprire un confronto vero che porti all'utilizzo della cassa integrazione straordinaria. Invitiamo tutta la cittadinanza ad unirsi ai lavoratori per evitare il dramma dei licenziamenti”.