Ravenna

Sequestrate al porto 2.670 paia di scarpe provenienti dalla Cina

Le calzature, segnate come falso Made in Italy, erano dirette ad un’azienda italiana

Sequestrate al porto 2.670 paia di scarpe provenienti dalla Cina
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03/maggio/2017 - h. 12.04

Nei giorni scorsi, un ulteriore intervento congiunto dei funzionari delle Dogane e delle Fiamme Gialle a tutela del “Made in Italy”, nel porto di Ravenna ha permesso di sequestrare un carico proveniente dalla Cina di 2.670 paia di scarpe recanti false indicazioni di provenienza.
La stretta collaborazione operativa consolidatasi tra i due Enti ha infatti consentito di individuare l’ennesimo container proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese contenente calzature dirette ad un’azienda italiana sulle quali erano apposti, in forte risalto, svariati segni, figure ed elementi idonei ad indurre i consumatori a ritenere che le scarpe fossero di origine italiana. 
Infatti, l’evidente presenza di ripetuti richiami alla “italianità” del prodotto e l’utilizzo di vistose scatole e cartellini riproducenti il tricolore nazionale, oscuravano fisicamente e simbolicamente la piccola etichetta interna relativa alla produzione orientale delle calzature, rendendola di fatto poco visibile ed individuabile, così da poter indurre i possibili acquirenti finali a considerare tali calzature come di origine italiana.
Pertanto, l’intera partita di calzature giunte al porto dalla Cina per essere commercializzate in Italia è stata sottoposta a sequestro penale dalle Dogane e dalle Fiamme Gialle ed il legale rappresentante dell’azienda importatrice è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di vendita di prodotti con segni mendaci, in violazione delle norme sulla tutela del “Made in Italy”.
Nei giorni scorsi, un ulteriore intervento congiunto dei funzionari delle Dogane e delle Fiamme Gialle a tutela del “Made in Italy”, nel porto di Ravenna ha permesso di sequestrare un carico proveniente dalla Cina di 2.670 paia di scarpe recanti false indicazioni di provenienza.

La stretta collaborazione operativa consolidatasi tra i due Enti ha infatti consentito di individuare l’ennesimo container proveniente dalla Repubblica Popolare Cinese contenente calzature dirette ad un’azienda italiana sulle quali erano apposti, in forte risalto, svariati segni, figure ed elementi idonei ad indurre i consumatori a ritenere che le scarpe fossero di origine italiana. 

Infatti, l’evidente presenza di ripetuti richiami alla “italianità” del prodotto e l’utilizzo di vistose scatole e cartellini riproducenti il tricolore nazionale, oscuravano fisicamente e simbolicamente la piccola etichetta interna relativa alla produzione orientale delle calzature, rendendola di fatto poco visibile ed individuabile, così da poter indurre i possibili acquirenti finali a considerare tali calzature come di origine italiana.

Pertanto, l’intera partita di calzature giunte al porto dalla Cina per essere commercializzate in Italia è stata sottoposta a sequestro penale dalle Dogane e dalle Fiamme Gialle ed il legale rappresentante dell’azienda importatrice è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Ravenna per il reato di vendita di prodotti con segni mendaci, in violazione delle norme sulla tutela del “Made in Italy”.