Roma

Fini indagato per riciclaggio

All'ex Presidente della Camera sono stati sequestrati beni per 1 milione di euro

Fini indagato per riciclaggio

Gianfranco Fini

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29/maggio/2017 - h. 12.04

Sequestro preventivo di beni per il valore di un milione di euro a Gianfranco Fini da parte della Guardi di finanza, coordinata dalla Didirezione distrettuale antimafia di Roma. Il sequestro riguarda due polizze vita stipulate dall'ex presidente della Camera, ed è legato all'indagine sull'imprenditore delle slot Francesco Corallo nell'ambito della quale Fini è indagato per concorso in riciclaggio. 
L'indagine, condotta dal Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della guardia di finanza, aveva condotto nel dicembre scorso, all'arresto del 're delle slot' Corallo, e altre quattro persone, tra le quali l'ex parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta, ritenute parte di un'associazione dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito del gruppo, una volta 'depurato', secondo chi indaga sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinato anche ai membri della famiglia di Elisabetta Tulliani, moglie di Fini, suo fratello Giancarlo Tulliani, e il padre Sergio.
Il 10 aprile scorso Fini è stato sentito dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta e si è detto estraneo ai fatti. Il fascicolo che lo riguarda è una tranche dell'inchiesta sulla presunta associazione a delinquere transnazionale che, secondo chi indaga, riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. Fini respinge ogni accusa e rende noto di aver denunciato per calunnia l'ex parlamentare Amedeo Laboccetta, finito in arresto nel corso delle indagini e dalle cui dichiarazioni sono nate le accuse dirette a Fini.
 
Secondo quanto scritto dagli inquirenti della guardia di finanza che indagano sulla presenta associazione che riciclava proventi del gioco d'azzardo per l'imprenditore Francesco Corallo, i proventi del 're delle slot' sarebbero stati utilizzati per "attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'ormai famoso appartamento di Montecarlo ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara", riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani, che gli investigatori giudicano deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni.
Sequestro preventivo di beni per il valore di un milione di euro a Gianfranco Fini da parte della Guardi di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma. Il sequestro riguarda due polizze vita stipulate dall'ex presidente della Camera, ed è legato all'indagine sull'imprenditore delle slot Francesco Corallo nell'ambito della quale Fini è indagato per concorso in riciclaggio. 

L'indagine, condotta dal Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico) della guardia di finanza, aveva condotto nel dicembre scorso, all'arresto del 're delle slot' Corallo, e altre quattro persone, tra le quali l'ex parlamentare Pdl Amedeo Laboccetta, ritenute parte di un'associazione dedita ai reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. Il profitto illecito del gruppo, una volta 'depurato', secondo chi indaga sarebbe stato impiegato da Francesco Corallo in attività economiche e finanziarie, in acquisizioni immobiliari, e destinato anche ai membri della famiglia di Elisabetta Tulliani, moglie di Fini, suo fratello Giancarlo Tulliani, e il padre Sergio.

Il 10 aprile scorso Fini è stato sentito dalla procura di Roma nell'ambito dell'inchiesta e si è detto estraneo ai fatti. Il fascicolo che lo riguarda è una tranche dell'inchiesta sulla presunta associazione a delinquere transnazionale che, secondo chi indaga, riciclava tra Europa e Antille i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco on-line e sulle video-lottery. Fini respinge ogni accusa e rende noto di aver denunciato per calunnia l'ex parlamentare Amedeo Laboccetta, finito in arresto nel corso delle indagini e dalle cui dichiarazioni sono nate le accuse dirette a Fini. 

Secondo quanto scritto dagli inquirenti della guardia di finanza che indagano sulla presenta associazione che riciclava proventi del gioco d'azzardo per l'imprenditore Francesco Corallo, i proventi del 're delle slot' sarebbero stati utilizzati per "attività economiche, finanziarie, ed acquisizioni immobiliari, tra cui l'acquisto dell'ormai famoso appartamento di Montecarlo ceduto da Alleanza Nazionale alle società offshore Printemps e Timara", riconducibili a Giancarlo e Elisabetta Tulliani, che gli investigatori giudicano deciso da Gianfranco Fini nella piena consapevolezza di tali condizioni.