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I soci italiani di Asset Banca ai sammarinesi: “Ribellatevi”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con la quale annunciano che si rivolgeranno alle procure del loro Paese

I soci italiani di Asset Banca ai sammarinesi: “Ribellatevi”

Asset Banca San Marino

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02/giugno/2017 - h. 22.25

I soci italiani di Asset Banca inviano una lettera nella quale lamentano il procedimento di commissariamento dell'istituto e il comportamento tenuto nei loro confronti, tanto che annunciano che si rivolgeranno alle procure italiane per essere tutelati. Poi un appello ai sammarinesi:“Ribellatevi”.
 
Questa la lettera che riceviamo e pubblichiamo integrale:
Dopo aver letto ieri le comunicazioni di governo e Banca centrale ci sentiamo in dovere di intervenire anche noi pubblicamente. Innanzitutto vogliamo dire che come azionisti e risparmiatori italiani siamo stati trattati come ospiti indesiderati in questo ultimo periodo. Non esiste da nessuna parte nel mondo che i portatori di capitali stranieri vengano trattati in questo modo. Di solito i governi fanno carte false per fare si che arrivino capitali e che rimangano investiti nel paese. 
Ma veniamo ad Asset Banca, realtà imprenditoriale che ha fatto tanto in questi anni per il vostro Paese. Si parla di un suo passaggio in Cassa di Risparmio. È inaccettabile che il nostro istituto venga assorbito senza neppure essere ascoltati, perdendo così tutti i clienti, dandoli in dono ad una banca di Stato messa in condizioni peggiori della nostra. Stiamo subendo un esproprio di Stato. Come fa Carisp ad essere un pilastro del sistema bancario se ha un free capital negativo di 108 milioni di euro? Asset Banca ha invece un free capital positivo, nonostante i danni del commissariamento, per cui saremo noi a salvare loro. 
Siamo stati sempre aggiornati circa la gestione di Asset Banca e le accuse che qualcuno ha ventilato nei giorni scorsi sono gravissime e vanno provate. Se esistono le vorremmo conoscere anche a tutela dei nostri interessi. Ancora, infatti, come soci italiani, non sappiamo perché è avvenuto questo commissariamento. In uno stato civile la trasparenza e il dialogo sono alla base di ogni transazione finanziaria, economica e commerciale. Abbiamo creduto in San Marino anche dopo tre scudi fiscali e due voluntary. Ma San Marino non ha creduto in noi. Le istituzioni ci conoscono e sanno che siamo imprenditori seri, da anni presenti a San Marino con diversi milioni di euro. Anche ora siamo disposti ad intervenire per ricapitalizzare la banca nel caso fosse necessario ma nessuno ci ha ricevuto e men che meno risposto, nonostante siamo la maggioranza dei soci di Asset Banca. Di più cosa dobbiamo fare? 
A questo punto porteremo i nostri risparmi, completamente alla luce del sole, in Stati in cui fanno di tutto per averli, a scapito di una San Marino che ci sta trattando come fossimo un fastidio. E porteremo via anche quelli che in questi anni abbiamo investito in altre banche del Titano. Non ci stiamo a subire un gioco del genere. Il dubbio è che si voglia chiudere molteplici investitori italiani a favore di pochi investitori finanziari esteri. Invece è meglio avere migliaia di finanziatori che pochi con interessi specifici anche per frazionare il rischio. In ogni caso siamo pronti a tutelarci in tutte le sedi, anche italiane, e con ogni mezzo a disposizione contro tutti i responsabili passati e presenti di questa amministrazione straordinaria, a difesa dei nostri interessi compromessi da istituzioni poco lungimiranti. È questa la vostra visione del futuro del sistema bancario sammarinese? 
Di questo passo fra un po’ di mesi avrete una crisi di liquidità tale che sarete costretti, come in Italia negli anni ’70, ad un debito pubblico insopportabile. Da imprenditori italiani vogliamo dare un piccolo consiglio ai cittadini sammarinesi a cui, nonostante tutto, restiamo molto legati: Fermate tutto ciò prima che sia troppo tardi. Ribellatevi a questo destino e a questo esproprio di cui ancora non si conoscono le motivazioni.
I soci italiani di Asset Banca
I soci italiani di Asset Banca inviano una lettera nella quale lamentano il procedimento di commissariamento dell'istituto e il comportamento tenuto nei loro confronti, tanto che annunciano che si rivolgeranno alle procure italiane per essere tutelati. Poi un appello ai sammarinesi: “Ribellatevi”. 

Questa la lettera che riceviamo e pubblichiamo integralmente:

Dopo aver letto ieri le comunicazioni di governo e Banca centrale ci sentiamo in dovere di intervenire anche noi pubblicamente. Innanzitutto vogliamo dire che come azionisti e risparmiatori italiani siamo stati trattati come ospiti indesiderati in questo ultimo periodo. Non esiste da nessuna parte nel mondo che i portatori di capitali stranieri vengano trattati in questo modo. Di solito i governi fanno carte false per fare si che arrivino capitali e che rimangano investiti nel paese. 

Ma veniamo ad Asset Banca, realtà imprenditoriale che ha fatto tanto in questi anni per il vostro Paese. Si parla di un suo passaggio in Cassa di Risparmio. È inaccettabile che il nostro istituto venga assorbito senza neppure essere ascoltati, perdendo così tutti i clienti, dandoli in dono ad una banca di Stato messa in condizioni peggiori della nostra. Stiamo subendo un esproprio di Stato. Come fa Carisp ad essere un pilastro del sistema bancario se ha un free capital negativo di 108 milioni di euro? Asset Banca ha invece un free capital positivo, nonostante i danni del commissariamento, per cui saremo noi a salvare loro. 

Siamo stati sempre aggiornati circa la gestione di Asset Banca e le accuse che qualcuno ha ventilato nei giorni scorsi sono gravissime e vanno provate. Se esistono le vorremmo conoscere anche a tutela dei nostri interessi. Ancora, infatti, come soci italiani, non sappiamo perché è avvenuto questo commissariamento. In uno stato civile la trasparenza e il dialogo sono alla base di ogni transazione finanziaria, economica e commerciale. Abbiamo creduto in San Marino anche dopo tre scudi fiscali e due voluntary. Ma San Marino non ha creduto in noi. Le istituzioni ci conoscono e sanno che siamo imprenditori seri, da anni presenti a San Marino con diversi milioni di euro. Anche ora siamo disposti ad intervenire per ricapitalizzare la banca nel caso fosse necessario ma nessuno ci ha ricevuto e men che meno risposto, nonostante siamo la maggioranza dei soci di Asset Banca. Di più cosa dobbiamo fare? 

A questo punto porteremo i nostri risparmi, completamente alla luce del sole, in Stati in cui fanno di tutto per averli, a scapito di una San Marino che ci sta trattando come fossimo un fastidio. E porteremo via anche quelli che in questi anni abbiamo investito in altre banche del Titano. Non ci stiamo a subire un gioco del genere. Il dubbio è che si voglia chiudere molteplici investitori italiani a favore di pochi investitori finanziari esteri. Invece è meglio avere migliaia di finanziatori che pochi con interessi specifici anche per frazionare il rischio. In ogni caso siamo pronti a tutelarci in tutte le sedi, anche italiane, e con ogni mezzo a disposizione contro tutti i responsabili passati e presenti di questa amministrazione straordinaria, a difesa dei nostri interessi compromessi da istituzioni poco lungimiranti. È questa la vostra visione del futuro del sistema bancario sammarinese? 

Di questo passo fra un po’ di mesi avrete una crisi di liquidità tale che sarete costretti, come in Italia negli anni ’70, ad un debito pubblico insopportabile. Da imprenditori italiani vogliamo dare un piccolo consiglio ai cittadini sammarinesi a cui, nonostante tutto, restiamo molto legati: Fermate tutto ciò prima che sia troppo tardi. Ribellatevi a questo destino e a questo esproprio di cui ancora non si conoscono le motivazioni.

I soci italiani di Asset Banca