Valmarecchia

Parco eolico di Poggio Tre Vescovi: si può

I comuni della Valmarecchia "possibilisti" sull'impianto da Casteldelci fino a Badia Tedalda e Verghereto

Parco eolico di Poggio Tre Vescovi: si può
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05/luglio/2017 - h. 16.22

Il nuovo progetto presentato da Geo Italia, la società italo-tedesca che dal 2009 sta provando a far ‘girare’ l’impianto a metà fra Emilia Romagna e Toscana (dal comune di Casteldelci fino a Badia Tedalda e Verghereto), è nettamente diverso da quello precedente e prevede almeno la metà in meno di pale eoliche. Da qui, il documento nato in seno all’Unione dei Comuni Valmarecchia più possibilista rispetto alle posizioni nettamente contrarie espresse in precedenza da varie amministrazioni. 
Se Novafeltria e Pennabilli sono sempre stati più morbidi rispetto al parco eolico, spicca la nuova posizione di Casteldelci. «Ero imbestialito quando la ditta utilizzava approcci inappropriati, con interventi su singoli consiglieri e raccolta firme all’incrocio delle strade – ribadisce la sua posizione il primo cittadino di Casteldelci, Luigi Cappella – Il nostro territorio vive delle problematiche serie ma non intendiamoci svenderci. Ora la dialettica è più condivisa».
In origine doveva essere composto da 12 turbine poi prese il volo e divenne faraonico: 36 turbine, alte 175 metri, ciascuna diventando la struttura più grande in Italia e la seconda in Europa. Per diversi cittadini e ambientalisti l’impatto ambientale e i costi elevati, non giustificherebbe il vantaggio in termini di risparmio energetico. Dopo il blocco del progetto e il ricorso al Tar da parte di Geo Italia, ora la ditta ha presentato un nuovo progetto che comporterebbe sostanziali modifiche riduttive, sia a livello quantitativo che qualitativo, dell’impianto. 
L’Unione dei Comuni della Valmarecchia si è espressa in materia con un documento più possibilista, in cui cita anche il vescovo di San Marino-Montefeltro, Andrea Turazzi, che ha di recente affermato che i soldi non sono il male in assoluto, anzi se usati bene possono creare miglioramenti nelle condizioni anche ambientali. Al documento è seguita una Conferenza di servizi a Bologna. L’Autorità di bacino del Po ha bisogno di tempo per studiare la documentazione relativa al progetto e alle criticità segnalate in precedenza. In totale sono 32 gli enti tra Toscana ed Emilia Romagna ai quali è stato presentato il progetto di Geo Italia che prevede un investimento da 98 milioni di euro. Per Cappella il problema non è solo quello di deturpare i paesaggi. Servono certezze. «se si parte per investimento, non rimanga a metà – conclude il sindaco di Casteldelci – L’impianto generi ricadute positive per i territori dell’alta Valmarecchi». 
Il nuovo progetto presentato da Geo Italia, la società italo-tedesca che dal 2009 sta provando a far ‘girare’ l’impianto a metà fra Emilia Romagna e Toscana (dal comune di Casteldelci fino a Badia Tedalda e Verghereto), è nettamente diverso da quello precedente e prevede almeno la metà in meno di pale eoliche. Da qui, il documento nato in seno all’Unione dei Comuni Valmarecchia più possibilista rispetto alle posizioni nettamente contrarie espresse in precedenza da varie amministrazioni. 

Se Novafeltria e Pennabilli sono sempre stati più morbidi rispetto al parco eolico, spicca la nuova posizione di Casteldelci. «Ero imbestialito quando la ditta utilizzava approcci inappropriati, con interventi su singoli consiglieri e raccolta firme all’incrocio delle strade – ribadisce la sua posizione il primo cittadino di Casteldelci, Luigi Cappella – Il nostro territorio vive delle problematiche serie ma non intendiamoci svenderci. Ora la dialettica è più condivisa».

In origine doveva essere composto da 12 turbine poi prese il volo e divenne faraonico: 36 turbine, alte 175 metri, ciascuna diventando la struttura più grande in Italia e la seconda in Europa. Per diversi cittadini e ambientalisti l’impatto ambientale e i costi elevati, non giustificherebbe il vantaggio in termini di risparmio energetico. Dopo il blocco del progetto e il ricorso al Tar da parte di Geo Italia, ora la ditta ha presentato un nuovo progetto che comporterebbe sostanziali modifiche riduttive, sia a livello quantitativo che qualitativo, dell’impianto. 

L’Unione dei Comuni della Valmarecchia si è espressa in materia con un documento più possibilista, in cui cita anche il vescovo di San Marino-Montefeltro, Andrea Turazzi, che ha di recente affermato che i soldi non sono il male in assoluto, anzi se usati bene possono creare miglioramenti nelle condizioni anche ambientali. Al documento è seguita una Conferenza di servizi a Bologna. L’Autorità di bacino del Po ha bisogno di tempo per studiare la documentazione relativa al progetto e alle criticità segnalate in precedenza. In totale sono 32 gli enti tra Toscana ed Emilia Romagna ai quali è stato presentato il progetto di Geo Italia che prevede un investimento da 98 milioni di euro. Per Cappella il problema non è solo quello di deturpare i paesaggi. Servono certezze. «se si parte per investimento, non rimanga a metà – conclude il sindaco di Casteldelci – L’impianto generi ricadute positive per i territori dell’alta Valmarecchia».