Faenza

Scoperto giro di fatture false per oltre un milione

Sequestrati 2 immobili, 2 autoveicoli e disponibilità finanziarie per un valore di mezzo milione di euro

Scoperto giro di fatture false per oltre un milione
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19/luglio/2017 - h. 11.04

La Compagnia della Guardia di Finanza di Faenza ha concluso una indagine nei confronti di un sodalizio di etnia cinese dedito all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La ditta individuale risultata essere l’utilizzatrice di dette fatture ha sede in Faenza ed è operante nel settore della fabbricazione di poltrone e divani.
Le attività di indagine hanno permesso di constatare il fraudolento abbattimento dei redditi e dell’IVA mediante il sistematico utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti, emesse da imprese “cartiere” prive di concreta ed effettiva attività aziendale, anch’esse riconducibili a cittadini cinesi, per una somma complessiva di oltre un milione di euro.
Il titolare di diritto e l’amministratore di fatto della ditta sono stati denunziati dalle Fiamme Gialle faentine alla Procura della Repubblica di Ravenna per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000), mentre altri quattro soggetti, titolari delle imprese “cartiere” compiacenti, sono stati segnalati per il delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000).
Sulla base delle evidenze raccolte, il GIP del Tribunale di Ravenna, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso nei confronti dei due principali indagati un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza di 530 mila euro, importo corrispondente all’imposta evasa per effetto della frode fiscale realizzata. 
Pertanto, in esecuzione del provvedimento emesso, la Guardia di Finanza di Faenza ha sottoposto a sequestro 2 immobili, 2 autoveicoli e disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti direttamente riconducibili agli indagati.
Tale operazione sottolinea, ancora una volta, il costante e quotidiano impegno delle Fiamme Gialle di Ravenna nella lotta all’evasione fiscale, la quale, oltre ad arrecare un danno alle entrate erariali consente, a quanti operano scorrettamente, di perpetrare un’illecita concorrenza nei confronti delle aziende rispettose della legalità.
La Compagnia della Guardia di Finanza di Faenza ha concluso una indagine nei confronti di un sodalizio di etnia cinese dedito all’emissione e all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. La ditta individuale risultata essere l’utilizzatrice di dette fatture ha sede in Faenza ed è operante nel settore della fabbricazione di poltrone e divani.

Le attività di indagine hanno permesso di constatare il fraudolento abbattimento dei redditi e dell’IVA mediante il sistematico utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti, emesse da imprese “cartiere” prive di concreta ed effettiva attività aziendale, anch’esse riconducibili a cittadini cinesi, per una somma complessiva di oltre un milione di euro.

Il titolare di diritto e l’amministratore di fatto della ditta sono stati denunziati dalle Fiamme Gialle faentine alla Procura della Repubblica di Ravenna per il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (art. 2 del D.Lgs. n. 74/2000), mentre altri quattro soggetti, titolari delle imprese “cartiere” compiacenti, sono stati segnalati per il delitto di emissione di fatture per operazioni inesistenti (art. 8 del D.Lgs. n. 74/2000).

Sulla base delle evidenze raccolte, il GIP del Tribunale di Ravenna, accogliendo la richiesta della Procura, ha emesso nei confronti dei due principali indagati un decreto di sequestro preventivo per equivalente fino alla concorrenza di 530 mila euro, importo corrispondente all’imposta evasa per effetto della frode fiscale realizzata. Pertanto, in esecuzione del provvedimento emesso, la Guardia di Finanza di Faenza ha sottoposto a sequestro 2 immobili, 2 autoveicoli e disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti direttamente riconducibili agli indagati.

Tale operazione sottolinea, ancora una volta, il costante e quotidiano impegno delle Fiamme Gialle di Ravenna nella lotta all’evasione fiscale, la quale, oltre ad arrecare un danno alle entrate erariali consente, a quanti operano scorrettamente, di perpetrare un’illecita concorrenza nei confronti delle aziende rispettose della legalità.