Faenza

Furti nella residenza per anziani: la ladra è una O.S.S.

Una 36enne, con il “vizietto” dei furti ai danni dei colleghi e dei ricoverati nella struttura

Furti nella residenza per anziani: la ladra è una O.S.S.
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30/luglio/2017 - h. 10.18

Un’operatrice socio sanitaria di una casa di riposo del Faentino è stata denunciata dai carabinieri perché ha messo a segno in pochi mesi una sfilza di furti ai danni dei colleghi di lavoro, senza risparmiare nemmeno gli anziani ricoverati nella struttura. I giudici le hanno anche applicato come misura cautelare l’obbligo di firma in caserma tutti i giorni. 
Nel “mirino” del personale dell'Arma di Faenza è finita una 36enne originaria della Basilicata, da anni residente a Faenza, accusata di "furti aggravati e continuati ai danni di anziani, con abuso di prestazione d’opera".
L’indagine è nata da una serie di furti denunciati ai militari da colleghe della donna e parenti di anziani ricoverati nella casa di cura. 
Mettendo assieme i pezzi del “puzzle”, gli inquirenti hanno appurato che tutti i furti erano accaduti nella medesima struttura pertanto hanno ipotizzato che il ladro seriale la frequentasse abitualmente per poi “colpire” ad ogni favorevole occasione. Per questo motivo, per mesi, i militari hanno monitorato tutte le persone che a qualsiasi titolo potevano avere accesso alle stanze riservate ai dipendenti oppure alle camere messe a disposizioni degli anziani ospiti della struttura.
Dopo un lungo lavoro d’indagine, andando per esclusione, i Carabinieri sono arrivati alla prova che ha “inchiodato” la 36enne con il “vizietto” dei furti: infatti hanno scoperto che un’operatrice (quella poi denunciata), in occasione dei furti era stata ripresa dalle telecamere della videosorveglianza interna alla struttura mentre si avvicinava al quadro di accensione e spegnimento e poi, dopo alcuni istanti, si erano verificati dei “misteriosi” black-out. In pratica, ogni volta che le telecamere erano rimaste al buio, si erano verificati i furti.
Per acquisire ulteriori prove, i Carabinieri hanno setacciato le attività di compro-oro della città, verificando che proprio la 36enne alcuni giorni dopo i furti aveva proposto oggetti e monili doro poi risultati proprio quelli rubati, comprese alcune fedi nuziali sottratte a due “nonnine” ricoverate nel residence. Gli investigatori, convinti di aver individuato la ladra, hanno depositato in Procura una copiosa informativa di reato, denunciando la 36enne.
Il pubblico ministero Angela Scorza, che ha coordinato le indagini sin dalle prime battute, ha chiesto per l’operatrice socio sanitaria il carcere. Il giudice non ha ravvisato l’attualità delle esigenze cautelari visto che la donna non lavorava più nella casa di riposo dove si erano verificati i fatti. Il pubblico ministero ha quindi presentato ricorso al tribunale del Riesame di Bologna che gli ha dato ragione, ravvisando nel comportamento della 36enne, già denunciata in passato per altri furti, una inclinazione a commettere reati contro il patrimonio caratterizzata da “serialità e ininterrotta continuità oltre che da insensibilità” a tutte le denunce che aveva subito prima di essere assunta come o.s.s. a faenza. I giudici hanno quindi riconosciuto un rischio di reiterazione del reato ed hanno applicato alla donna l’obbligo di presentarsi tutti i giorni in caserma per la firma, misura cautelare che è divenuta esecutiva in questi ultimi giorni.
Un’operatrice socio sanitaria di una casa di riposo del Faentino è stata denunciata dai carabinieri perché ha messo a segno in pochi mesi una sfilza di furti ai danni dei colleghi di lavoro, senza risparmiare nemmeno gli anziani ricoverati nella struttura. I giudici le hanno anche applicato come misura cautelare l’obbligo di firma in caserma tutti i giorni. 

Nel “mirino” del personale dell'Arma di Faenza è finita una 36enne originaria della Basilicata, da anni residente a Faenza, accusata di "furti aggravati e continuati ai danni di anziani, con abuso di prestazione d’opera". L’indagine è nata da una serie di furti denunciati ai militari da colleghe della donna e parenti di anziani ricoverati nella casa di cura. 

Mettendo assieme i pezzi del “puzzle”, gli inquirenti hanno appurato che tutti i furti erano accaduti nella medesima struttura pertanto hanno ipotizzato che il ladro seriale la frequentasse abitualmente per poi “colpire” ad ogni favorevole occasione. Per questo motivo, per mesi, i militari hanno monitorato tutte le persone che a qualsiasi titolo potevano avere accesso alle stanze riservate ai dipendenti oppure alle camere messe a disposizioni degli anziani ospiti della struttura.

Dopo un lungo lavoro d’indagine, andando per esclusione, i Carabinieri sono arrivati alla prova che ha “inchiodato” la 36enne con il “vizietto” dei furti: infatti hanno scoperto che un’operatrice (quella poi denunciata), in occasione dei furti era stata ripresa dalle telecamere della videosorveglianza interna alla struttura mentre si avvicinava al quadro di accensione e spegnimento e poi, dopo alcuni istanti, si erano verificati dei “misteriosi” black-out. In pratica, ogni volta che le telecamere erano rimaste al buio, si erano verificati i furti.

Per acquisire ulteriori prove, i Carabinieri hanno setacciato le attività di compro-oro della città, verificando che proprio la 36enne alcuni giorni dopo i furti aveva proposto oggetti e monili doro poi risultati proprio quelli rubati, comprese alcune fedi nuziali sottratte a due “nonnine” ricoverate nel residence. Gli investigatori, convinti di aver individuato la ladra, hanno depositato in Procura una copiosa informativa di reato, denunciando la 36enne.

Il pubblico ministero Angela Scorza, che ha coordinato le indagini sin dalle prime battute, ha chiesto per l’operatrice socio sanitaria il carcere. Il giudice non ha ravvisato l’attualità delle esigenze cautelari visto che la donna non lavorava più nella casa di riposo dove si erano verificati i fatti. Il pubblico ministero ha quindi presentato ricorso al tribunale del Riesame di Bologna che gli ha dato ragione, ravvisando nel comportamento della 36enne, già denunciata in passato per altri furti, una inclinazione a commettere reati contro il patrimonio caratterizzata da “serialità e ininterrotta continuità oltre che da insensibilità” a tutte le denunce che aveva subito prima di essere assunta come o.s.s. a faenza. I giudici hanno quindi riconosciuto un rischio di reiterazione del reato ed hanno applicato alla donna l’obbligo di presentarsi tutti i giorni in caserma per la firma, misura cautelare che è divenuta esecutiva in questi ultimi giorni.