Cervia

Per il negato lavoro a ragazzo di colore la Cgil annuncia causa

"Siamo di fronte a un evidente caso di discriminazione razziale". "Chiediamo soddisfazione in tribunale"

Per il negato lavoro a ragazzo di colore la Cgil annuncia causa

Foto di repertorio

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03/agosto/2017 - h. 20.24

Che non finisse lì, magari con delle scuse, il fatto che risale al 18 giugno scorso quando il lavoratore, dopo avere inviato via email la copia della carta di identità necessaria a perfezionare il contratto di assunzione in un albergo di Cervia, per il quale c'era già un accordo, ha ricevuto un messaggio di diniego del datore di lavoro, c'era da aspettarselo. Infatti, la Filcams Cgil di Ravenna sta preparando un'azione legale per una "gravissima discriminazione razziale che si è verificata a Cervia in piena stagione turistica". 
Questo il testo integrale del messaggio: 'Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala, qui in Romagna la gente è molto indietro con mentalità scusami ma non posso farti venire giù ciao'.
Paolo aveva risposto da Milano a un annuncio per lavorare nella stagione giugno-settembre 2017 in un hotel di Cervia. Non si sarebbe trattato del primo impiego, il giovane infatti vanta una certa esperienza nel settore e aveva già lavorato, nella passata stagione turistica, nella riviera romagnola.
"Siamo di fronte a un evidente caso di discriminazione razziale in cui a un danno patrimoniale per avere perso la stagione lavorativa - commentano la Cgil e la Filcams di Ravenna - si somma l'umiliazione e la profonda ingiustizia di cui si è vittima. Nessuno può essere discriminato in base al colore della pelle. La Cgil adotterà tutti gli strumenti necessari per tutelare il lavoratore che ha avuto la determinazione di denunciare il sopruso subito e ora si affida alla legge italiana, per vedersi riconosciuti diritti fondamentali per la difesa dei quali la Cgil è da sempre in campo. Confidiamo che le ragioni di Paolo trovino ampia soddisfazione in tribunale e siamo certi che la Romagna saprà distinguersi dall'inaccettabile connotazione riservatale dall'albergatore".
Che non finisse lì, magari con delle scuse, il fatto che risale al 18 giugno scorso quando il lavoratore, dopo avere inviato via email la copia della carta di identità necessaria a perfezionare il contratto di assunzione in un albergo di Cervia, per il quale c'era già un accordo, ha ricevuto un messaggio di diniego del datore di lavoro, c'era da aspettarselo. Infatti, la Filcams Cgil di Ravenna sta preparando un'azione legale per una "gravissima discriminazione razziale che si è verificata a Cervia in piena stagione turistica". 

Questo il testo integrale del messaggio: 'Mi dispiace Paolo ma non posso mettere ragazzi di colore in sala, qui in Romagna la gente è molto indietro con mentalità scusami ma non posso farti venire giù ciao'.

Paolo aveva risposto da Milano a un annuncio per lavorare nella stagione giugno-settembre 2017 in un hotel di Cervia. Non si sarebbe trattato del primo impiego, il giovane infatti vanta una certa esperienza nel settore e aveva già lavorato, nella passata stagione turistica, nella riviera romagnola.

"Siamo di fronte a un evidente caso di discriminazione razziale in cui a un danno patrimoniale per avere perso la stagione lavorativa - commentano la Cgil e la Filcams di Ravenna - si somma l'umiliazione e la profonda ingiustizia di cui si è vittima. Nessuno può essere discriminato in base al colore della pelle. La Cgil adotterà tutti gli strumenti necessari per tutelare il lavoratore che ha avuto la determinazione di denunciare il sopruso subito e ora si affida alla legge italiana, per vedersi riconosciuti diritti fondamentali per la difesa dei quali la Cgil è da sempre in campo. Confidiamo che le ragioni di Paolo trovino ampia soddisfazione in tribunale e siamo certi che la Romagna saprà distinguersi dall'inaccettabile connotazione riservatale dall'albergatore".