Ravenna

Primo risultato sulla vertenza Marcegaglia per il sindacato

Al 4° giorno di sciopero consecutivo oggi l'incontro in Prefettura. Ma la 'lotta' continuerà

Primo risultato sulla vertenza Marcegaglia per il sindacato
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29/agosto/2017 - h. 03.04

Ieri, lunedì 28 agosto, al 4° giorno di sciopero consecutivo, i lavoratori in appalto alla Marcegaglia, che presidiavano la fabbrica con SGB, hanno deciso di attuare il blocco delle merci.
Bloccate per ore le merci in entrata ed in uscita, si è creata una lunghissima fila di tir che ha “invaso” tutta l’area industriale. La determinazione degli operai ha fatto si che la prefettura convocasse per oggi un tavolo di trattativa a cui parteciperanno la Marcegaglia e tutte le ditte appaltatrici. 
Sindacato Generale di Base ricorda "che per questi operai dal primo settembre sarebbe scattato il licenziamento, con il tentativo, da parte dei padroni, di assorbirne solo alcuni, i “più fidati”, e a tempo determinato". 
Poi nel loro intervento prendono di mira i sindacati generali: "A questa vergognosa situazione si è arrivati a causa della complicità di CGIL CISL e UIL che hanno fatto loro il tentativo di ricatto padronale, senza però fare breccia fra la stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno, invece, partecipato allo sciopero". 
Ma nonostante questo primo risultato il presidio davanti alla fabbrica non smobilita e lo sciopero SGB prosegue. Molti gli attestati di solidarietà da parte di lavoratori (oggi i lavoratori iscritti ad USB di Ravenna sciopereranno in solidarietà), di studenti, di pensionati e di molte forze politiche che hanno preso posizione sull’intera vicenda.
"Registriamo invece un silenzio assordante da parte del ministro del lavoro Poletti che, evidentemente, concorda sul fatto che nel suo territorio di appartenenza una delle più importanti aziende del paese, come la Marcegaglia, possa cercare di lucrare ulteriori profitti sulla pelle dei lavoratori non applicando la normativa europea in tema di cambi di appalto".
Il comunicato dell'SGB conclude ricordando che "la lotta continuerà quindi fino alla vittoria contro questi interessi speculativi e contro la complicità politica e sindacale".
Ieri, lunedì 28 agosto, al 4° giorno di sciopero consecutivo, i lavoratori in appalto alla Marcegaglia, che presidiavano la fabbrica con SGB, hanno deciso di attuare il blocco delle merci.

Bloccate per ore le merci in entrata ed in uscita, si è creata una lunghissima fila di tir che ha “invaso” tutta l’area industriale. La determinazione degli operai ha fatto si che la prefettura convocasse per oggi un tavolo di trattativa a cui parteciperanno la Marcegaglia e tutte le ditte appaltatrici. 

Sindacato Generale di Base ricorda "che per questi operai dal primo settembre sarebbe scattato il licenziamento, con il tentativo, da parte dei padroni, di assorbirne solo alcuni, i “più fidati”, e a tempo determinato". 

Poi nel loro intervento prendono di mira i sindacati generali: "A questa vergognosa situazione si è arrivati a causa della complicità di CGIL CISL e UIL che hanno fatto loro il tentativo di ricatto padronale, senza però fare breccia fra la stragrande maggioranza dei lavoratori che hanno, invece, partecipato allo sciopero". 

Ma nonostante questo primo risultato il presidio davanti alla fabbrica non smobilita e lo sciopero SGB prosegue. Molti gli attestati di solidarietà da parte di lavoratori (oggi i lavoratori iscritti ad USB di Ravenna sciopereranno in solidarietà), di studenti, di pensionati e di molte forze politiche che hanno preso posizione sull’intera vicenda.

"Registriamo invece un silenzio assordante da parte del ministro del lavoro Poletti che, evidentemente, concorda sul fatto che nel suo territorio di appartenenza una delle più importanti aziende del paese, come la Marcegaglia, possa cercare di lucrare ulteriori profitti sulla pelle dei lavoratori non applicando la normativa europea in tema di cambi di appalto".

Il comunicato dell'SGB conclude ricordando che "la lotta continuerà quindi fino alla vittoria contro questi interessi speculativi e contro la complicità politica e sindacale".