Conversazioni dantesche

Sull’orizzonte di Dante2021: Maurizio Molinari e Antonio Patuelli

Conversazione dedicata al senso del “noi” e alla sua perdita nella società contemporaneatra

Sull’orizzonte di Dante2021: Maurizio Molinari e Antonio Patuelli

Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana

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13/settembre/2017 - h. 10.34

Sull’orizzonte di Dante2021 passato e presente si intrecciano: il viaggio della VII edizione continua e sceglie per cornice quella Sala Dantesca che fu così ribattezzata nel 1921, tributo al Poeta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della morte. Fra i più squisiti spazi della Biblioteca Classense, la Dantesca accoglierà alle 17 di giovedì 14 settembre – ingresso libero fino ad esaurimento posti - la conversazione fra il direttore de «La Stampa» Maurizio Molinari e Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana, sul valore di “comunità” al tempo della globalizzazione - ovviamente a partire da una citazione, e quindi una prospettiva, dantesca. I versi «e sonar nella voce e “io” e “mio” / quand’era nel concetto “noi” e “nostro”» (ParadisoXIX, vv. 11-12) svelano un nuovo punto di vista su un dibattito attualissimo, confermando ancora una volta la sensibilità di Dante2021 - e dei suoi protagonisti - per argomenti a noi vicini. 
Un ex refettorio, cuore della vita comunitaria dei monaci camaldolesi, per una conversazione dedicata al senso del “noi” e alla sua perdita nella società contemporanea; la Biblioteca Classense, rifugio d’ogni studioso e appassionato di cultura, per alcuni degli appuntamenti del Festival dedicato al padre della lingua italiana, che per la propria settima edizione ha scelto come motto «il lungo studio e ’l grande amore» (InfernoI, v. 83). La seconda giornata dell’edizione 2017 di Dante2021 non poteva scegliere sede migliore della Sala Dantesca, dove Maurizio Molinari e Antonio Patuelli si confronteranno su un tema dei giorni nostri. 
Se al ricorrere del sesto centenario dalla morte di Dante l’ex refettorio del convento camaldolese di Ravenna, divenuto Biblioteca Classense, venne dedicato alle letture della Commedia, quest’anno la Sala Dantesca torna a ospitare Dante2021, il Festival che ci accompagna sul cammino verso il settimo centenario. Recentemente (e splendidamente) restaurata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e così restituita alla propria funzione culturale e civica, la cinquecentesca Sala Dantesca, preziosa di affreschi e secoli di storia, torna così fra i luoghi “danteschi” di Ravenna che Dante2021 visita con il proprio ricco programma di incontri, spettacoli, concerti - sempre tutti a ingresso libero. Programma promosso, per altro, dalla stessa Fondazione della Cassa con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. 
Presso la Sala Dantesca anche l’incontro di venerdì 15 settembre con la dantista Teodolinda Barolini della Columbia University di New York, mentre continuano gli appuntamenti fino a domenica 17, protagonisti fra gli altri Sandro Lombardi, Davide Riondino, Stefano Salis, Carlo Ossola, Giuseppe Polimeni, Bruno Cucinelli nonché Corrado Augias e Enrico Ruggeri, che riceveranno rispettivamente i premi Dante-Ravenna e Musica e Parole 2017.
Sull’orizzonte di Dante2021 passato e presente si intrecciano: il viaggio della VII edizione continua e sceglie per cornice quella Sala Dantesca che fu così ribattezzata nel 1921, tributo al Poeta in occasione delle celebrazioni del sesto centenario della morte. Fra i più squisiti spazi della Biblioteca Classense, la Dantesca accoglierà alle 17 di giovedì 14 settembre – ingresso libero fino ad esaurimento posti - la conversazione fra il direttore de «La Stampa» Maurizio Molinari e Antonio Patuelli, Presidente della Cassa di Risparmio di Ravenna e dell’Associazione Bancaria Italiana, sul valore di “comunità” al tempo della globalizzazione - ovviamente a partire da una citazione, e quindi una prospettiva, dantesca. I versi «e sonar nella voce e “io” e “mio” / quand’era nel concetto “noi” e “nostro”» (ParadisoXIX, vv. 11-12) svelano un nuovo punto di vista su un dibattito attualissimo, confermando ancora una volta la sensibilità di Dante2021 - e dei suoi protagonisti - per argomenti a noi vicini. 

Un ex refettorio, cuore della vita comunitaria dei monaci camaldolesi, per una conversazione dedicata al senso del “noi” e alla sua perdita nella società contemporanea; la Biblioteca Classense, rifugio d’ogni studioso e appassionato di cultura, per alcuni degli appuntamenti del Festival dedicato al padre della lingua italiana, che per la propria settima edizione ha scelto come motto «il lungo studio e ’l grande amore» (InfernoI, v. 83). La seconda giornata dell’edizione 2017 di Dante2021 non poteva scegliere sede migliore della Sala Dantesca, dove Maurizio Molinari e Antonio Patuelli si confronteranno su un tema dei giorni nostri. 

Se al ricorrere del sesto centenario dalla morte di Dante l’ex refettorio del convento camaldolese di Ravenna, divenuto Biblioteca Classense, venne dedicato alle letture della Commedia, quest’anno la Sala Dantesca torna a ospitare Dante2021, il Festival che ci accompagna sul cammino verso il settimo centenario. Recentemente (e splendidamente) restaurata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e così restituita alla propria funzione culturale e civica, la cinquecentesca Sala Dantesca, preziosa di affreschi e secoli di storia, torna così fra i luoghi “danteschi” di Ravenna che Dante2021 visita con il proprio ricco programma di incontri, spettacoli, concerti - sempre tutti a ingresso libero. Programma promosso, per altro, dalla stessa Fondazione della Cassa con la direzione scientifica dell’Accademia della Crusca. 

Presso la Sala Dantesca anche l’incontro di venerdì 15 settembre con la dantista Teodolinda Barolini della Columbia University di New York, mentre continuano gli appuntamenti fino a domenica 17, protagonisti fra gli altri Sandro Lombardi, Davide Riondino, Stefano Salis, Carlo Ossola, Giuseppe Polimeni, Bruno Cucinelli nonché Corrado Augias e Enrico Ruggeri, che riceveranno rispettivamente i premi Dante-Ravenna e Musica e Parole 2017.