Ravenna

Scoperto e denunciato bracconiere di tordi

Agiva nella zona portuale diffondendo potenti richiami artificiali proiettati verso il cielo. 22 uccelli liberati

Scoperto e denunciato bracconiere di tordi

Immagine di repertorio da www.migratoria.it

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18/ottobre/2017 - h. 10.53

Sono state necessarie tre ore agli agenti della Polizia provinciale per portare a termine con successo un intervento di antibracconaggio nella zona portuale. 
Il bracconiere aveva scelto una zona ideale per il passo notturno dei tordi che, in questo periodo dell'anno, affrontano la fase migratoria invernale. La posizione attenuava, al suolo, la diffusione dei potenti richiami artificiali proiettati verso il cielo allo scopo di attirare i tordi nelle reti. Da quel punto, il bracconiere controllava tutto il territorio circostante, dai ripari naturali alle eventuali vie di fuga. 
Ventidue i Tordi bottaccio catturati, bottino del bracconiere nella nottata, tutti liberati sul posto. Sequestrati anche trenta i metri di rete verticale da uccellagione utilizzati assieme al potente amplificatore per riprodurre i richiami artificiali. Il bracconiere è stato subito denunciato all'autorità giudiziaria. 
I Tordi bottaccio avrebbero fruttato, al mercato nero dei richiami vivi da utilizzare nella caccia da appostamento, centinaia di euro. 
Ogni anno, in occasione del passaggio più cospicuo di uccelli migratori (tra settembre e novembre), la Polizia provinciale impegna personale e mezzi in operazioni di contrasto alla pratica illegale dell'uccellagione che alimenta il mercato nero dei richiami vivi a uso venatorio e quello degli esemplari protetti destinati all'allevamento amatoriale. 
Questi gravi illeciti sono sanzionati dalla Legge 157/92 sull'attività venatoria che vieta l'esercizio dell'uccellagione e l'utilizzo di richiami acustici elettromagnetici. Una pratica che alimenta, in modo non sostenibile dalle popolazioni selvatiche, il commercio illegale di avifauna.
Dall’inizio dell'attività venatoria ad oggi, la presenza costante sul territorio degli ispettori e degli agenti di Polizia provinciale, oltre a un valido monitoraggio preventivo sul regolare svolgimento dell’attività venatoria, ha garantito la sicurezza, la salute pubblica, la tutela e la conservazione della fauna selvatica.
Sono state necessarie tre ore agli agenti della Polizia provinciale per portare a termine con successo un intervento di antibracconaggio nella zona portuale.  Il bracconiere aveva scelto una zona ideale per il passo notturno dei tordi che, in questo periodo dell'anno, affrontano la fase migratoria invernale. La posizione attenuava, al suolo, la diffusione dei potenti richiami artificiali proiettati verso il cielo allo scopo di attirare i tordi nelle reti. Da quel punto, il bracconiere controllava tutto il territorio circostante, dai ripari naturali alle eventuali vie di fuga. 

Ventidue i Tordi bottaccio catturati, bottino del bracconiere nella nottata, tutti liberati sul posto. Sequestrati anche trenta i metri di rete verticale da uccellagione utilizzati assieme al potente amplificatore per riprodurre i richiami artificiali. Il bracconiere è stato subito denunciato all'autorità giudiziaria. 

I tordi bottaccio avrebbero fruttato, al mercato nero dei richiami vivi da utilizzare nella caccia da appostamento, centinaia di euro. Ogni anno, in occasione del passaggio più cospicuo di uccelli migratori (tra settembre e novembre), la Polizia provinciale impegna personale e mezzi in operazioni di contrasto alla pratica illegale dell'uccellagione che alimenta il mercato nero dei richiami vivi a uso venatorio e quello degli esemplari protetti destinati all'allevamento amatoriale. 

Questi gravi illeciti sono sanzionati dalla Legge 157/92 sull'attività venatoria che vieta l'esercizio dell'uccellagione e l'utilizzo di richiami acustici elettromagnetici. Una pratica che alimenta, in modo non sostenibile dalle popolazioni selvatiche, il commercio illegale di avifauna.

Dall’inizio dell'attività venatoria ad oggi, la presenza costante sul territorio degli ispettori e degli agenti di Polizia provinciale, oltre a un valido monitoraggio preventivo sul regolare svolgimento dell’attività venatoria, ha garantito la sicurezza, la salute pubblica, la tutela e la conservazione della fauna selvatica.