Rimini

La Bomba snc vince la "guerra dei ghiaccioli" al Tar del Lazio contro il colosso Uniliver

La sentenza dà ragione alla snd di Santarcangelo che si era rivolta all'Antitrust contro la presunta posizione dominante dell'azienda di gelati

La Bomba snc vince la "guerra dei ghiaccioli" al Tar del Lazio contro il colosso Uniliver
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01/giugno/2018 - h. 16.13

La Bomba snc, piccola azienda di ghiaccioli di Santarcangelo, ha battuto il gruppo Uniliver anche al Tar del Lazio. Al centro della disputa la distribzuione di gelati nelle spiagge. L'autorità per la concorrenza aveva multato Uniliver per sessanta milioni di euro. L'Antitrust sosteneva in sintesi che il gruppo avesse messo in essere una strategia aggressiva per escludere i piccoli concorrenti dai freezer della riviera. La Bomba, che commercializzava un ghiacciolo, aveva fatto ricorso. Nella sentenza  il Tar del Lazio ha respinto il ricordo di Uniliver. 

Era stata proprio La Bomba snc a fare ricorso all'Antitrust che aveva dato ragione alla piccola snc. “L'Autorità garante della concorrenza e del mercato - ricorda il Tar - ha ritenuto che [Uniliver] abbia posto in essere un abuso di posizione dominante" consistito "nell’adozione di una strategia escludente, realizzata a mezzo dell’ampio utilizzo di clausole di esclusiva merceologica e da una serie articolata di ulteriori condizioni contrattuali, strumenti di politica commerciale e condotte, complessivamente volti a mantenere, durevolmente, l’esclusiva delle forniture sulla propria clientela e a ostacolare, per tale via, la competizione sui meriti".

Continua il Tar: "Il procedimento ha tratto origine da una denuncia della società La Bomba s.n.c., produttrice di “ghiaccioli” attiva nelle regioni Emilia Romagna, Marche e Lazio, la quale ha lamentato il fatto che Uniliver, nel corso degli ultimi anni, avrebbe intimato agli esercenti degli stabilimenti balneari e dei bar (in particolare sul litorale adriatico e laziale e per lo più aderenti ad associazioni di categoria che avevano sottoscritto un accordo-quadro con Unilever), di non commercializzare, unitamente ai propri prodotti, anche i ghiaccioli La Bomba, né all’interno dei “freezer Algida”, né in quelli propri di La Bomba, paventando, in caso contrario, la mancata applicazione degli sconti previsti nell’accordo già stipulato e imponendo altresì il pagamento di penali o la risoluzione del contratto". L'Antitrust avrebbe poi ampliato la contestazione, scrivendo che, la condotta del gruppo "ha pure arrecato un pregiudizio alla libertà di scelta del consumatore finale, la cui possibilità di reperire gelati offerti dalla concorrenza è stata sensibilmente ridotta".

Da parte sua, Uniliver ha ribattuto alle accuse con una serie di punti sul merito, premettendo in generale che il provvedimento "è caratterizzato da un’istruttoria gravemente carente e da diversi errori di diritto, con particolare riferimento all’assenza di una adeguata analisi economica o di mercato e al mancato esame della documentazione di parte". Oltre ad una serie di questioni legate ai regolamenti, Uniliver sottolinea in particolare di non essere responsabile della condotta utilizzata dai concessionari locali. "I concessionari locali sarebbero responsabili in proprio, ciascuno per la propria zona, della commercializzazione dei prodotti Unilever, così che gli effetti della loro condotta non potrebbero essere addebitati ad essa ricorrente. In considerazione del fatto che Unilever non esercita un controllo “antitrust” sui concessionari, né detiene una quota del patrimonio sociale degli stessi, l’Autorità avrebbe errato nel ritenerla responsabile della condotta degli stessi".

Inoltre la difesa del gruppo si accusa l'Autorità di diverse mancanze: "Ha rifiutato di incontrare gli economisti di Unilever in corso di istruttoria; si è disinteressata degli studi economici prodotti da Unilever;  non ha condotto alcuno studio economico volto a misurare la capacità delle condotte di escludere dal mercato concorrenti altrettanto efficienti; non ha condotto alcuna ponderazione degli effetti asseritamente anti-concorrenziali e di quelli pro-concorrenziali".

Obiezioni che non hanno convintoil Tar, secondo cui la conclusione dell'Autorità appare invece "assolutamente coerente con la funzione dei provvedimenti sanzionatori in materia di violazioni antitrust, che è quella di disincentivare comportamenti anticoncorrenziali sotto il duplice profilo dell’orientare, anche alla luce di un calcolo di non convenienza economica correlato alla comminabilità di una sanzione pecuniaria, il comportamento degli operatori economici, e di individuare, in maniera quanto più possibile netta e diffusa, singole ipotesi di comportamenti anticompetitivi, così da produrre un utile effetto conformativo. Ne deriva la sufficienza della riportata motivazione, incentrata sulla particolare rilevanza della fattispecie oggetto di esame, che appare pure espressione di un corretto utilizzo del potere discrezionale". Per quanto riguarda la questione dei concessionari, il Tar evidenzia "come quest’ultima definisce unilateralmente il cosiddetta piano operativo”, con cui fissa ai concessionari obiettivi commerciali di acquisti e vendite, fissando altresì i livelli minimi degli obiettivi da raggiungere, una griglia scalare di sconti commisurata al volume commercializzato". Il Tar ha confermato anche l'entità della sanzione. Ora per Uniliver potrà aprirsi la strada del ricorso al Consiglio di Stato.