Rimini

Scavi a Porta Galliana: il passato medioevale riminese emerge dal sottosuolo

Si tratta di strutture difensive di grande interesse e valore storico perché permettono di comprendere appieno il funzionamento dei sistemi dell'area

Scavi a Porta Galliana: il passato medioevale riminese emerge dal sottosuolo
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14/novembre/2018 - h. 13.49

RIMINI - E’ una parte sconosciuta della storia della città quella che, giorno dopo giorno, sta emergendo dalle indagini archeologiche per la valorizzazione di Porta Galliana, punto privilegiato di passaggio dalla Rimini malatestiana alla marina, per secoli interrata fino a quasi la sua sommità. Dopo la scoperta in provincia di Cesena di resti risalenti all'epoca romana, una nuova scoperta archeologica in Romagna. Sono rinvenimenti così significativi di consentire di trovare risposte all’organizzazione di questo bastione difensivo strategico della città medioevale.

Dagli scavi eseguiti dagli archeologi di adArte sono emersi infatti i resti del cosiddetto "ponte morto" nonché i muri di contenimento del fossato. Il "ponte morto" è una struttura difensiva di grande importanza che si protrae all'interno del fossato per portarsi, a partire dal muro di contenimento, verso l'ingresso dell'avancorpo della porta che veniva raggiunto con un altro ponte in legno mobile funzionante come un vero e proprio ponte levatoio.

Si tratta di strutture difensive di grande interesse e valore storico perché permettono di comprendere appieno non solo il funzionamento dei sistemi difensivi dell'area in epoca malatestiana, ma anche di restituire agli storici e ai progettisti le linee guida su cui incardinare il futuro intervento di riqualificazione e valorizzazione dell'area che farà seguito alle indagini. Sarà infatti proprio sulla base di ciò che sta emergendo dall’intervento in questa fase  che sarà sviluppato il progetto esecutivo per la valorizzazione di tutta l’area della porta tre – quattrocentesca, parte dell’intervento più generale di valorizzazione dell’intera area del bacino del ponte di Tiberio di cui costituisce il 5° stralcio.

Le indagini sono coordinate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, volute dal Comune di Rimini ed eseguite grazie ad Hera Spa che si avvale della ditta specializzata adArte di Rimini.