Rimini

Nuova questura, pasticcio infinito: che succede ora?

Il patto con il governo firmato lo scorso anno sembra destinato a saltare. Ecco le posizioni in campo

La nuova Questura di Rimini ancora in stallo

La nuova Questura di Rimini ancora in stallo

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23/dicembre/2018 - h. 13.24

RIMINI - È esploso di nuovo il caso della "nuova" questura di Rimini. Le virgolette sono obbligatorie perché, se le cose andranno come previsto dal governo giallo - verde, passeranno almeno 18 anni prima di vedere le volanti in via Ugo Bassi, ma è evidente che questa ipotesi è da escludere. A quel punto infatti l'edificio, costruito e mai utilizzato ne avrà trenta e, si spera, avrà trovato altro utilizzo. Lo scorso anno il ministro dell'Interno Marco Minniti la inserì nel patto per la sicurezza che prevedeva questo meccanismo: l'Inail avrebbe acquisito l'edificio all'asta per circa sette milioni di euro (e altri otto ne sarebbero serviti per il ripristino) per poi affittarla al Ministero che l'avrebbe trasformata in una sorta di cittadella della sicurezza, con polizia, guardia di finanza e carabinieri.

Il governo ha cambiato ora le carte in tavola. L'Inail ha ritirato la sua offerta d'acquisto e l'ipotesi del sottosegretario alla Giustizia, il forlivese Jacopo Morrone, è quella di affittare lo stabile in piazzale Bornaccini per 18 anni. La sede provvisoria diventerà così, in pratica, definitiva. Nei giorni scorsi il sindaco di Rimini Andrea Gnassi ha tuonato contro questa idea: "Ci opporremo in ogni modo", ha detto il primo cittadino. La nuova Questura è il "bubbone da estirpare, e lo Stato- che l’ha creato - si è formalmente impegnato a eliminarlo. Pacta sunt servanda. Non si pensi che il Comune di Rimini, davanti all’ipotesi di trasformare il temporaneo in definitivo, se ne stia buono e zitto, osservando una gigantesca piaga di 30 mila metri quadri, richiesta dal Ministero dell’Interno e abbandonata per sempre nel cuore della città al degrado, ai pericoli per cittadini e magari anche bambini". 

Gnassi si rivolge a Morrone torna a sottolineare le esigenze della città, che in estate ha numeri da grande metropoli, e anche delle Fiamme Gialle: "Mi limito a ricordare, a Lei che è sottosegretario, i grandi numeri riminesi  e le relative esigenze: la Cittadella della sicurezza serve alla città e alla comunità provinciale e serve- se lo avesse dimenticato- anche per dare dignità e spazi congrui alla Guardia di Finanza che si vede costretta ad operare, seppur brillantemente, in una logistica non adeguata alla complessità riminese. La stessa Cittadella, secondo i patti, darà beneficio alla polizia stradale . Non permetteremo che tutto ciò svanisca perché a qualcuno non interessa Rimini".

A parlare oggi, 23 dicembre, sulle pagine del Resto del Carlino, è un altro leghista. Si tratta di Gianni Tonelli - parlamentare imolese - che in passato aveva criticato, nella veste di segretario nazionale del sindacato di polizia (Sap), la situazione della questura. Tonelli spiega: "Il problema resta ma quello di via Bornaccini è oggi la soluzione più immediata e praticabile". Secondo Tonelli le parole del sindaco Gnassi sono "fuori luogo". L'ex sindacalista spiega anche che la situazione dello stabile è ormai compromesso e recuperarlo costerebbe troppo: "Non mi pare il caso di buttare via altri soldi per un intervento di ristrutturazione molto corposo". Ma il parlamentare dice anche che la situazione non pregiudicherà l'aumento di organico sul territorio riminese.