Cesena

Viadotto E45 chiuso, la preoccupazione dei sindaci: "Italia spezzata in due"

Secondo quanto segnalano i Comuni della Valle del Savio la provinciale parallela alla Statale è inagibile da anni e con il sequestro "certamente motivato" si interrompe la circolazione

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16/gennaio/2019 - h. 15.11

Il sequestro del manufatto sull'E45 preoccupa i Comuni del Cesenate che ora si ritrovano senza il collegamento princpale verso sud. Chiesto un incontro urgente al governo 



CESENA - I sindaci della Valle del Savio sono molto preoccupati per la chiusura del Viadotto dell'E45 e scrivono al governo ricordando che questi territori sono attraversati per tutto il suo territorio dalla SS 3bis Tiberina (E45), ed anche in parte dal tratto sottoposto a sequestro e interdetto al traffico. Paolo Lucchi, Marco Baccini, Enrico Salvi, Enrico Cangini e Monica Rossi ritengono che "certamente la magistratura haadottato un provvedimento così impattante sulla base di ragioni fondate, sorrette da prove certe e non discutibili e per questo ci sentiamo di riconoscere l’interesse con cui è stata condotta l’attività e il coraggio della decisione". 


Ciò che più interessa i sindaci "è certamente la sicurezza dei nostri concittadini e delle persone in generale e se il provvedimento è indispensabile a garantire il bene primariio dell’incolumità, ne sosteniamo l’adozione. D’altra parte, la situazione che si viene a creare ci desta fortissima preoccupazione per il fatto che la totale interdizione al traffico sulla E45 non trova in quel tratto una viabilità alternativa, essendo la parallela strada provinciale non più agibile da anni". Ciò comporta "non solo l’interruzione della viabilità tra Emilia-Romagna e Toscana, ma spezza a metà l’intero sistema viario dell’Italia, con gravissimi danni di natura economica e sociale, con prevedibili e gravi disagi per i nostri territori e paesi, che si troveranno a subire il deflusso di migliaia di veicoli costretti a trovare vie secondarie per le strade dell’Appennino". In qualità di Sindaci dei territori interessati direttamente da questa situazione e dalle conseguenze che ne deriveranno in concreto, i primi cittadini cesenati chiedono al governo di attivarsi " con ogni sforzo e con tutti gli strumenti possibili al fine di attuare le migliori soluzioni alla situazione creata e per gestire le ripercussioni che la stessa avrà sui nostri paesi". Chiedono inoltre un incontro urgente "in qualsiasi orario" per risolvere la situazione.