Crisi di governo

Conte si dimette: al Colle dopo il dibattito in Senato

Duro attacco alla Lega Nord: "Matteo Salvini ha perseguito interessi personali"

Conte si dimette: al Colle dopo il dibattito in Senato
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20/agosto/2019 - h. 15.57

ROMA - Il premier Giuseppe Conte si dimette. Al termine della seduta in Senato il presidente del consiglio salirà al Colle per rimettere il proprio incarico nelle mani del presidente della Repubblica. Senza mezzi termini Conte ha dato l'intera colpa dell'interruzione dell'azione di un governo alla Lega. "E' possibile fare politica - dice Conte - senza bisogno dei social né insultare l'avversario. Potrò testimoniare che per quanto possano essere efficaci gli slogan, ancora di più lo sono i ragionamenti politici". 

L'avvocato dell'accusa, si potrebbe dire. Non le ha mandate a dire il premier Giuseppe Conte a Matteo Salvini, suo vice, nell'ambito delle comunicazioni al Senato sulla crisi di governo. Molti i fendenti lanciati da Conte al leghista, seduto vicino a lui. Tra le frecciate al leghista anche quella sulla mancata collaborazione nell'ambito del cosiddetto "Russiagate" ma anche critiche legate all'uso dei simboli religiosi utilizzati dal segretario della Lega Nord. "L'azione di questo governo si arresta qui". Conte nel suo discorso ha rivendicato l'azione dell'esecutivo da lui guidato e ha accusato Salvini e la Lega di averne, con la crisi di Ferragosto, sminuiti implicitamente i risultati. "Salvini ha perseguito interessi personali". L'invito anche al Movimento 5 Stelle: "Quando si governa non bisogna farsi influenzare dai sodaggi".

Conte nella parte finale del suo discorso ha elencato una serie di punti da cui l'Italia dovrebbe ripartire: piano di ricostruzione per il Sud, energie rinnovabili per "una transizione ecologica". Temi che, è evidente, strizzano l'occhio alla base del Movimento 5 Stelle ma anche alla sinistra: "Lo sviluppo ecosostenibile" non è di certo ai primi punti dell'agenda leghista. Che ci sia lo spazio per un Conte-Bis con una nuova maggioranza?