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Semina di cannabis alla Camera dei Deputati

Rita Bernardini ha interrato alcuni semi durante la conferenza stampa per il riconoscimento del suo uso terapeutico

Rita Bernardini
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19/giugno/2012 - h. 12.29

ROMA - Classica azione di disobbedienza civile in stile Radicale alla Camera dei deputati. Nel corso di una conferenza stampa indetta per chiedere il riconoscimento del diritto dei malati affetti da patologie che possono essere curate con la cannabis, dalla Sclerosi multipla all'Aids, la deputata Radicale Rita Bernardini ha piantato alcuni semi di cannabis in alcuni vasetti. Il Parlamento "affronti il problema della legalizzazione ad uso terapeutico dei derivati della cannabis, regolamentando la materia a favore dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza", hanno chiesto i Radicali.

In Italia, invece, ha detto la deputata Bernardini, “il cammino dei malati affetti da patologie che possono essere curate con la cannabis è invece un percorso ad ostacoli che a volte diviene un vero calvario e che trova ragione solo nella follia proibizionista”. Bernardini ha ricordato come per legge l'attività di coltivazione della cannabis sia vietata e sanzionata penalmente anche se la finalità è il consumo personale. Secondo alcune sentenze, ha sottolineato, la coltivazione inizia con la posa dei semi: “La pena - ha spiegato - prevede la reclusione da sei a 20 anni e la multa da 26 mila a 260 mila euro. Per coltivazioni rudimentali e di minima quantità, la pena è più bassa e prevede da uno a sei anni di reclusione e la multa da tremila a 26 mila euro. Forse - ha commentato Bernardini - ci riconosceranno questa fattispecie”. Con questa azione non violenta, ha annunciato la deputata Radicale, “diamo inizio alla nostra coltivazione di cannabis e terremo informati i mezzi di comunicazione”.

Ad oggi, hanno ricordato i Radicali,
solo la Regione Toscana, la Provincia di Bolzano ed alcune Asl consentono ai malati di accedere a farmaci a base di cannabinoidi, ma spesso con enormi difficoltà e iter procedurali molto lunghi. Alla conferenza stampa è intervenuto anche il leader Radicale, Marco Pannella, che ha sottolineato la necessità che il governo affronti questa tematica al più presto: “La sostanza di questo Regime - ha commentato - è invece purtroppo quella di impedire strutturalmente qualsiasi forma di dibattito che possa raggiungere effettivamente l'opinione pubblica”.