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Dopo il blitz della Finanza in Regione, scatta la solidarietà bipatisan

Consiglieri indignati dai banchi del Consiglio. Tutti tranne Giovanni Favia

Fotoarchivio Sanna
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03/ottobre/2012 - h. 14.54

BOLOGNA - L’ennesimo blitz della Guardia di Finanza in Regione (anche se i faldoni son rimasti negli uffici per essere fotocopiati), proprio mentre in aula si discute sulla sforbiciata ai budget dei gruppi consiliari, porta scompiglio e nervosismo tra i consiglieri. In una atmosfera da fortino assediato, nessuno ci sta a finire nel calderone della malapolitica, e tra Pd e Pdl scatta una (non inedita) alleanza per difendere “la dignità di questa Regione”. Marco Monari, capogruppo Pd, prende la parola durante l’Assemblea legislativa, per dare voce alla sua amarezza: “Nonè’ stato bello per me vedere la visita della Guardia di finanza in una istituzione costituzionalmente eletta. Noi - incalza - siamo la gente che vedete, non mi interessa qui fare distinzione tra maggioranza e opposizione. Noi siamo consiglieri regionali eletti, siamo fieri di essere in quest’aula e di rappresentare i cittadini”. Ci “sono stati - chiede Monari - degli errori? Verificheremo, vedremo”. Ma di una cosa il capogruppo Pd si dice certo fin d’ora: “Tutti hanno nel cuore la dignità delle istituzioni, e lo dimostra questo ordine del giorno”, dice riferendosi al documento con cui si dà il via libera al taglio del 30% al budget dei gruppi.

Il capogruppo Pdl, Luigi Villani, si esprime praticamente con gli stessi toni e si lancia in una difesa appassionata, mettendo da parte per un attimo il suo ruolo di consigliere d’opposizione, della “dignità” di “questa Regione, che è sempre stata all’avanguardia” sul fronte della sobrieta’. “Mi associo al dolore e al dispiacere che in questo palazzo sia arrivata la Guardia di finanza”, aggiunge precisando che le Fiamme Gialle fanno “il loro dovere, che noi rispettiamo e agevoliamo”. Ma “se c’è un problema, questo non deve intaccare la dignità di quest’aula e di ogni singolo consigliere”. E “questa dignità dobbiamo avere il coraggio di ribadirla”. Gian Guido Naldi, di Sel, non nasconde un certo fastidio: “Durante la seduta, ci siamo dovuti assentare per andare a firmare” le notifiche di acquisizione di documenti presentati dalla Guardia di finanza. Ma la Guardia di finanza “poteva venire anche in altri giorni e non sarebbe cambiato nulla”. Naldi assicura massima collaborazione alle indagini, ma si augura “che facciano in fretta. Non si può continuare a lavorare serenamente in questo clima”. Il vendoliano, infine, reagisce al “tentativo di voler fare di tutta l’erba un fascio”, come denuncia il capogruppo della Lega Nord, Mauro Manfredini: “Mentre noi qui riducevamo i fondi per le spese, in Lazio se le aumentavano. C’e’ differenza o no?”, chiosa Naldi.

In parte fuori dal coro Giovanni Favia
, del Movimento 5 stelle: “Non è vero che è sempre andato tutto bene. E’ una sconfitta vedere la Guardia di Finanza qui, e neanche a me piace, però ce la siamo cercata. Se non ci fossimo chiusi in un bunker non saremmo arrivati a questo punto. Ora ci stiamo facendo dettare l’agenda dai media e dalle Procure, è questa la nostra sconfitta”. E, conclude il grillino, “non credo che siamo una banda di disonesti. Non ci sarà Batman (soprannome di Franco Fiorito, il consigliere Pdl del Lazio, arrestato proprio stamane), perché è chiaro che non siamo il Lazio, ma ci può essere Robin...”.
E in serata Favia ha annunciato sulla sua pagina Facebook: “Domani (oggi per chi legge, ndr) state molto attenti, perché si ballera’... abbiamo intenzione di aiutare la Procura a fare il suo lavoro”.