Imola

Rompe vaso con droga davanti ai carabinieri

I militari erano arrivati nella casa per sedare un litigio di coppia. Lui compie il gesto maldestro per prendere i documenti da mostrare ai militari, lei lo scagiona dicendo che le 85 pasticche erano sue

Rompe vaso con droga davanti ai carabinieri
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22/maggio/2015 - h. 08.57

IMOLA - Per una disattenzione si sono ritrovati nei guai con la giustizia: guai prevedibili nel momento in cui con i carabinieri in casa propria si fa cadere maldestramente un contenitore che si spacca rivelando una bella quantità di pasticche stupefacenti. La vicenda che ha avuto un parziale epilogo ieri ha preso il via nel 2010 quando una coppia di fidanzati sulla trentina, lui italiano, lei straniera ma da anni nel nostro paese si ritrovano a litigare con tanto di urla nell’appartamento di Imola in cui vivono. I vicini, allarmati, avvertono il 112 e di lì a poco arriva una pattuglia dei carabinieri di Imola, che dopo avere suonato il campanello viene fatta entrare in casa. I giovani ammettono di avere litigato ma che ormai era tutto a posto, così i militari per formalità chiedono i documenti a entrambi, ma quando lui affer- ra il portafoglio con una mano colpisce un vaso che cadendo a terra libera sul pavimento delle pasticche sospette, 85 per la precisione.

I carabinieri chiedono spiegazioni senza avere risposte accettabili, sequestrano il materiale ipotizzando che si trattasse di sostanza stupefacente e lo consegnano al laboratorio ana- lisi denunciando il padrone di casa per detenzione di droga ai fini di spaccio. All’analisi è risultato che si trattava di benzilpi- perazina: niente di eccezionale, ma comunque classificata sostanza stupefacente. Dopo qual- che giorno la ragazza ha dichiarato che le pasticche erano sue, consentendo al fidanzato di venire assolto in giudizio nel 2012. L’accusa, naturalmente, è finita tutta sulle sue spalle: in base alla prima richiesta del pubblico ministero avrebbe rischiato una pena da 6 mesi a 4 anni. Ieri mattina, durante l’udienza preliminare in tribunale a Bologna, l’avvocato Filippo Bianchini di Ravenna, difensore della ragazza, oggi 36enne, ha chiesto per lei un’imputazione più lieve che consente la “messa alla prova” dell’imputata secondo un percorso a carattere rieducativo e il rinvio dell’udienza. Il pm non avuto obiezioni e il giudice ha stabilito il rinvio al prossimo 29 ottobre.