Imola

“Troppi morti dopo interventi al colon retto”

Un gruppo di cittadini lancia l’allarme. L’Ausl: “Nel nostro ospedale è tutto a posto”

“Troppi morti dopo interventi al colon retto”
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09/settembre/2015 - h. 11.19

La mortalità chirurgica a 30 giorni per i tumori del colon retto a Imola è la più alta d’Italia. A lanciare la “bomba” di una notizia inquietante anche per chi fa informazione sono stati “alcuni cittadini imolesi” tramite una email inviata alla stampa 54 minuti dopo la mezzanotte dell’altro ieri dalla casella di posta elettronica sunflower556@yandex.com (l’italico vezzo dell’anonimato trionfa ancora: applausi!), manifestando “forte preoccupazione per l’ospedale di Imola” nel vedere “diffusi i dati del Piano Nazionale Esiti sito internet 95.110.213.190/PNEed14/, relativi al 2010-2013”. “Perché la direzione dell’Ausl che sapeva, in questi 3 anni non ha fatto niente? - si chiedono gli anonimi commentando una tabella coi dati -. Gli imolesi hanno il diritto di sapere cosa funziona bene e cosa funziona male dentro l’ospedale! E siamo convinti che molte cose buone ci siano state e ci siano tuttora dentro il nostro ospedale. Ma le direzioni hanno il dovere di sorvegliare e intervenire tempestivamente!

Quanti imolesi hanno pagato per questa inefficienza? Quanti pazienti operati nel corso tra il 2010 e il 2013 sono deceduti a Imola? I cittadini imolesi pretendono delle risposte a queste domande!”.

Non ha tardato l’Ausl a diffodere una nota per mettere chiarezza. “Quella inviata dagli anonimi cittadini è la tabella relativa ai casi degli assistiti dell’Ausl di Imola e non relativa a casi trattati all’ospedale ‘ ’ - si legge tra l’altro nella nota -. Il dato non è statisticamente significativo quando il valore di P (che compare nel’ultima colonna della tabella) è superiore a 0,05%. In questo caso non esistono sufficienti elementi per dichiarare che la differenza dalla media nazionale non sia dovuta solo al caso. Per la nostra struttura P è pari a 0,131. I casi di intervento per tumore maligno al colon effettuati nel nostro ospedale sono in genere complessi, perché a Imola è presente un’Unità operativa di Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva che interviene sui tumori allo stadio iniziale per via endoscopica, senza necessità di effettuare un intervento ‘classico’.

Questo è un elemento che influisce sulla nostra casistica operatoria. Il Programma Nazionale Esiti non produce classifiche - sottolinea l’Ausl -: i risultati possono essere utilizzati in modo appropriato esclusivamente in contesti di valutazione critica, soprattutto nell’ambito di processi e programmi integrati di valutazione a livello regionale e locale. La preoccupazione (?) espressa nella mail dei cittadini imolesi non è assolutamente giustificata e, come più volte ribadito, ben altre sono le motivazioni che hanno portato alla riorganizzazione della Chirurgia generale avvenuta nell’estate del 2014 - conclude la nota dell’Ausl -: rafforzamento delle reti cliniche di area metropolitana con superamento delle frammentazioni ed integrazione di professionisti e competenze, da un lato, e potenziamento del Day Surgery chirurgico di Castel San Pietro dall’altro”.

Tutto chiarito sembra, ma come in altre situazioni, ma è difficile che finisca qui.