Imola

Tentato furto col pancione in abitazione

Una serba e una croata ci hanno provato ma il padrone di casa chiama il 112. Arrestate

Tentato furto col pancione in abitazione
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17/febbraio/2017 - h. 15.13

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Imola hanno arrestato una 22enne serba e una 28enne croata, per tentato furto aggravato in concorso in abitazione, ai danni di un imolese residente in via Bellaria che si trovava in casa al momento dei fatti. 
Alla vista delle due donne, la vittima ha chiamato subito il 112. All’arrivo dei Carabinieri, la 22enne e la 28enne sono finite in manette, non solo per il tentato furto, ma anche per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e a seguito di un ordine di carcerazione. 
Il provvedimento era stato emesso un paio di settimane fa dall’Autorità Giudiziaria di Perugia nei confronti della 22enne e dall’Autorità Giudiziaria di Padova nei confronti della 28enne, in entrambi i casi per scontare una pena rispettivamente di tre e sei anni di reclusione, per reati contro il patrimonio. 
Al momento dell’arresto, la 28enne era in avanzato stato di gravidanza. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna le due donne sono state tradotte in carcere.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Imola hanno arrestato una 22enne serba e una 28enne croata, per tentato furto aggravato in concorso in abitazione, ai danni di un imolese residente in via Bellaria che si trovava in casa al momento dei fatti. 

Alla vista delle due donne, la vittima ha chiamato subito il 112. All’arrivo dei Carabinieri, le due giovani donne sono finite in manette, non solo per il tentato furto, ma anche per possesso ingiustificato di chiavi alterate o grimaldelli e a seguito di un ordine di carcerazione. 

Il provvedimento era stato emesso un paio di settimane fa dall’Autorità Giudiziaria di Perugia nei confronti della 22enne e dall’Autorità Giudiziaria di Padova nei confronti della 28enne, in entrambi i casi per scontare una pena rispettivamente di tre e sei anni di reclusione, per reati contro il patrimonio. 

Al momento dell’arresto, la 28enne era in avanzato stato di gravidanza. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna le due donne sono state tradotte in carcere.