Imola

Il Tar blocca l'ampliamento della discarica di Imola

Accolto il ricorso del Wwf: decisivo il parere del Ministero, di cui la Regione non ha tenuto conto. L'area tocca anche il comune di Riolo Terme, nel Ravennate

Il Tar blocca  l'ampliamento della discarica di Imola
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11/gennaio/2018 - h. 16.41

IMOLA - Una bocciatura clamorosa per la Regione: l'ampliamento della discarica Tre Monti di Imola è stato bocciato dal Tar dell'Emilia-Romagna che ha accolto in via definitiva il ricorso di Wwf, Associazione Panda Imola e Legambiente Medicina contro l'ampliamento della discarica Tre Monti in via Pediano a Imola, condannando la Regione Emilia-Romagna "alla rifusione, in favore dei ricorrenti, delle spese processuali" (6mila euro). Il ricorso chiedeva l'annullamento della delibera regionale che dava l'ok alla Valutazione di impatto ambientale (Via) del progetto per l'ampliamento della discarica Tre Monti: ed era stato presentato anche contro Regione, Con.Ami, Herambiente, Agea. Non si erano costituiti in giudizio ma sono stati citati dagli ambientalisti Arpae Emilia Romagna, Provincia di Ravenna, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Riolo Terme, Comune di Imola, Agea (Agenzia per le erogazioni in agricoltura). Il Tar di Bologna, nella sentenza pubblicata il 10 gennaio, osserva che l'Amministrazione regionale "avrebbe dovuto tener conto del parere negativo espresso dal Ministero dei beni culturali il 16 settembre 2016 e successivamente confermato". Va qui ricordato che la discarica Tre Monti tocca anche il comune di Riolo Terme, nel ravennate. 
 
LA DECISIONE 

Le motivazioni dell'annullamento. Nel provvedimento del Tar  si legge che gli ambientalisti contestavano un "eccesso di potere" alla Regione che avrebbe ignorato il parere del Ministero contrario all'ampliamento. Da parte sua, la Regione sosteneva che il paerere riguardava il quarto lotto, poi stralciato dal bando e non avrebbe avuto effetto vincolante per la parte inerente alla sopraelevazione. Ma cosa diceva il Ministero? Nel suo parere del settembre del 2016 aveva parlato di un "irreversibile impatto negativo" per quanto riguarda l'estensione e una "grave alterazione del paesaggio" per la parte inerente la sopraelevazione. Secondo i giudici amministrativi, la Regione avrebbe dovuto tenere conto di questo parere che "riguarda anche la sopraelevazione e non soltanto il quarto lotto".
Continua il dispositivo: "Non vale obiettare che con la modifica del progetto quel parere, quanto alla prospettazione delle parti resistenti, non sarebbe stato più necessario: la valutazione di acquisire il pronunciamento del Ministero anche in relazione al progetto modificato è stata operata, nei fatti, dalla stessa Amministrazione regionale". Segue un passaggio piuttosto tecnico che però può essere riassunto così: secondo il Tar lo stralcio del quarto lotto e l'avvio di un iter parallelo per lo stesso non bastava perché la Regione avrebbe dovuto valutare ai fini del corretto iter procedurale, "l'impatto ambientale in un'ottica complessiva dell'intervento".
 
I COMMENTI

“La sentenza del TAR sulla discarica di Imola è l’ennesima bocciatura della politica portata avanti da Bonaccini e dalla sua Giunta sul tema dei rifiuti e che finalmente smaschera le bugie portante avanti in questi anni sulla chiusura degli inceneritori e la diminuzione dei conferimenti in discarica visto che a Imola hanno fatto di tutto per realizzarne un’altra anche andando contro ciò che stabilisce la legge”. È questo il commento di Silvia Piccinini, consigliera regionale del MoVimento 5 Stelle. 
Le sentenze si rispettano e così sarà anche per quella sul progetto di sopraelevazione della discarica Tre Monti di Imola. Il Tar ha rilevato principalmente un vizio di forma, senza mettere in discussione le valutazioni ambientali sul progetto. Stiamo già valutando quali provvedimenti siano necessari e le implicazioni con il Piano Paesaggistico”, dice invece ’assessore regionale all’ambiente Paola Gazzolo. “Nonostante lo stop al funzionamento della discarica - conclude Gazzolo - posso comunque assicurare che al momento il sistema regionale è in grado di reggere le necessità di smaltimento in autosufficienza”.