Salute

Cala il numero degli aborti e cresce quello degli obiettori

Sette ginecologi su dieci si rifiutano. In alcune regioni la percentuale sfiora il 90 per cento: Campania, Molise, Basilicata e Sicilia

Cala il numero degli aborti e cresce quello degli obiettori
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14/settembre/2013 - h. 11.52

ITALIA - Nel 2012 diminuiscono ancora le interruzioni volontarie di gravidanza, in calo del 4,9 rispetto al 2011. E' quanto emerge dalla relazione annuale sull'attuazione della legge 194/78 trasmessa al Parlamento dal ministero della Salute. L'indagine considera i dati definitivi del 2011 e quelli preliminari del 2012. Lo scorso anno le Ivg sono state 105.968 rispetto ai 111.415 dei dodici mesi precedenti. Dal 1982, anno nel quale si è registrato un vero e proprio record di aborti volontari (234.801), il calo è stato del 54,9%.

Ogni 100 donne di età compresa i 15 e i 49 anni gli aborti sono stati 7,8, con un decremento dell'1,8% rispetto al 2011 (8 su 1000) e del 54,7% rispetto al 1982 (17,2 su 1000). Il valore italiano è tra i più bassi di quelli osservati nei paesi industrializzati. Dal 1983 il tasso di abortività è diminuito in tutti i gruppi di età, più marcatamente in quelli centrali. Tra le minorenni, nel 2011 è risultato pari a 4,5 per 1000 (stesso valore del 2010), con livelli più elevati nell'Italia settentrionale e centrale. Come negli anni precedenti, si conferma il minore ricorso all'aborto tra le giovani in Italia rispetto a quanto registrato negli altri Paesi dell'Europa Occidentale, così come minore è la percentuale di aborti ripetuti e di quelli dopo novanta giorni di gravidanza.

Rimane elevato il ricorso all'interruzione di gravidanza da parte delle donne straniere, a carico delle quali si registra un terzo dei casi totali in Italia: un contributo che è andato crescendo negli anni e che si sta stabilizzando. Anche tra queste donne, comunque, si inizia a osservare una tendenza alla diminuzione. Nella relazione si osserva come l'esercizio del diritto all'obiezione di coscienza abbia riguardato elevate percentuali di ginecologi fin dall'inizio dell'applicazione della Legge 194, con un aumento percentuale del 17,3% in trent'anni, a fronte di un dimezzamento delle interruzioni nello stesso periodo. Dal 1983 al 2011 le interruzioni eseguite mediamente ogni anno da ciascun non obiettore si sono dimezzate, passando da un valore di 145.6 nel 1983 (pari a 3.3 a settimana, ipotizzando 44 settimane lavorative annuali) a 73,9 nel 2011 (pari a 1,7 a settimana).

"Per la prima volta - ha detto il ministro della Salute Beatrice Lorenzin - è stato avviato un monitoraggio articolato sul territorio che arriva fino a ogni singola struttura e a ogni singolo consultorio. I dati della relazione indicano che relativamente all'obiezione di coscienza e all'accesso ai servizi la legge ha avuto complessivamente una applicazione efficace. Stiamo lavorando per verificare, insieme alle Regioni, la presenza di eventuali criticità locali per giungere al più presto al loro superamento".