Sequestro al bar di Sidney

Bilancio finale sequestro: 3 morti e 4 feriti nel blitz della polizia

Il sequestratore è tra i morti. Man Haron Monis, un iraniano, religioso musulmano, libero su cauzione per accuse legate ad azioni violente

Bilancio finale sequestro: 3 morti e 4 feriti nel blitz della polizia
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16/dicembre/2014 - h. 10.37

Tre persone sono morte e quattro sono rimaste ferite al termine dell'assedio di un bar di Sydney, in Australia, in cui un uomo armato aveva sequestrato diverse persone e dove la polizia ha fatto irruzione. Lo ha confermato la polizia, precisando che uno dei morti è il sequestratore, un sedicente religioso musulmano libero su cauzione mentre era incriminato per violenze, tra cui aggressione sessuale e complicità in omicidio.

La polizia ha fatto irruzione dopo circa 16 ore che diverse persone erano tenute in ostaggio nel Lindt Chocolat Cafe. Ha preso il via uno scontro a fuoco, dopo il quale un gruppetto di cinque o sei ostaggi è uscito dal bar. Dopo alcuni minuti si sono sentiti altri spari. Atlri cinque ostaggi erano usciti in precedenza. Non è chiaro per ora se gli ostaggi siano stati rilasciati a seguito dei negoziati con la polizia o siano fuggiti.

Dopo il blitz, una donna in lacrime è stata portata di peso all'esterno dagli agenti e altre due persone sono state portate fuori su delle barelle. Tra i feriti ci sono una donna colpita da uno sparo a una gamba e un poliziotto.

Per tutto il giorno la tensione è stata altissima attorno al Lindt Chocolat Cafe di Martin Place, nel cuore del distretto finanziario e commerciale della città. Nel corso delle ore, alcune immagini riprese attraverso la vetrata del bar hanno mostrato diverse persone con le mani in alto, schiacciate contro il vetro. Due tenevano, in modo che fosse visibile dall'esterno, una bandiera nera con la Shahada, cioè la dichiarazione di fede islamica.

Il sequestratore è un iraniano, sedicente religioso musulmano, libero su cauzione per diverse accuse legate ad azioni violente. Si chiama Man Haron Monis e ha circa 50 anni. Un ufficiale di polizia non ha confermato formalmente, ma ha commentato la notizia dicendo: "Non sbagliereste" nell'identificare il sequestratore come Monis. Lo scorso anno l'uomo era stato condannato a 300 ore di servizi per la comunità, dopo che aveva scritto lettere di offese alle famiglie di soldati uccisi in Afghanistan. In seguito, fu incriminato per complicità nell'omicidio della ex moglie. Quest'anno è stato incriminato per aggressione sessuale di una donna nel 2002.