Parigi

Attacco a “Charlie Hebdo”: 12 morti. Identificati i tre assalitori, è caccia all'uomo

Tra i morti il direttore Charb e tre noti disegnatori, Cabu, Wolinski e Tignous. Ricercati due franco-algerini e un 19enne

Attacco a “Charlie Hebdo”: 12 morti. Identificati i tre assalitori, è caccia all'uomo
| Altro
N. Commenti 0

08/gennaio/2015 - h. 00.08

Attacco armato a Parigi nella sede del settimanale satirico "Charlie Hebdo". Tre uomini armati hanno fatto irruzione nel palazzo e poi nella redazione, uccidendo 12 persone e ferendone 11, quattro in modo grave. Tra i morti il direttore Charb e altri tre noti disegnatori, Cabu, Wolinski e Tignous. Poi due poliziotti, una persona invitata in redazione e un usciere. Gli assalitori sono fuggiti e si è aperta una frenetica caccia all'uomo. Intorno alle 21 si è diffusa la notizia: i tre sono stati identificati. Due di loro sarebbero franco-algerini tornati dalla Siria nell'estate, di 32 e 34 anni, mentre un terzo sarebbe un dicianovenne. 

La Francia è sotto shock e con lei tutta l'Europa. Cortei silenziosi si sono svolti in  molte città, portando a Tolosa, Lione e Parigi oltre 15mila persone. Anche a Londra, Berlino e Bruxelles le persone sono scese in piazza in solidarietà alle vittime. Il presidente François Hollande, che ha ricevuto messaggi di solidarietà da tutto il mondo, ha proclamato per domani una giornata di lutto nazionale. Hollande è arrivato sul posto dell'attacco poco dopo che era avvenuto, parlando subito di terrorismo. E mentre le ricerche degli assalitori proseguivano ha promesso che la Francia non sarà sconfitta, perché sarà capace di restare unita. Le bandiere francesi resteranno a mezz'asta per tre giorni, ha annunciato Hollande.

Il settimanale "Charlie Hebdo" divenne particolarmente noto quando fu bersaglio di accuse e minacce nel 2006 a causa di una serie di caricature del profeta Maometto, diffuse inizialmente dal quotidiano danese "Jyllands-Posten". Nel 2011 la sede del giornale venne colpita da alcune bombe molotov; l'attacco fu lanciato prima dell'uscita nelle edicole di un numero con in copertina un'altra vignetta satirica con Maometto. Il direttore Charb, secondo fonti di polizia, "negli ultimi giorni sarebbe stato oggetto di minacce sempre più pesanti".

Il direttore del settimanale satirico, Stéphane Carbonnier, conosciuto come Charb, è tra i 12 morti. Tra i morti ci sono anche i vignettisti Cabu, Tignous e Wolinski. Ucciso inoltre l'economista Bernard Maris, azionista della testata parigina e collaboratore di France Inter. Un poliziotto è stato ucciso all'esterno, con un colpo d'arma da fuoco sparato a freddo. Lo scioccante video della sua uccisione, ripreso da un testimone, è stato diffuso sul web e sui social media. Uccisa anche la guardia del corpo di Charb, che era in redazione con i disegnatori. Infine, è stato freddato anche un uomo di Clermont-Ferrant, organizzatore di un festival, che era stato invitato a incontrare la redazione. 

"Tutti i mezzi dello Stato sono all'opera per trovare i tre criminali", ha assicurato il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve, secondo quanto riporta le Figaro. Il ministro ha assicurato che tutti i mezzi dello Stato sono all'opera per neutralizzare i tre criminali all'origine di questo atto barbaro. "I francesi saranno informati continuamente dell'evoluzione dell'inchiesta, ha assicurato. 

Secondo alcuni esperti, il modo in cui hanno agito gli assalitori dimostra chiaramente che hanno avuto un addestramento avanzato di tipo militare."Lo si vede chiaramente dal modo in cui tengono le armi, da come avanzano in modo calmo e freddo. Hanno di certo ricevuto una formazione di tipo militare", afferma una fonte, un ex ufficiale della polizia, che ha parlato a Le Figaro. Un altro ex poliziotto sottolinea "il loro sangue freddo: sono stati addestrati in Siria, Iraq o altrove, forse persino in Francia. Ciò che è certo è che sono stati addestrati".

Il giornale danese "Jyllands-Posten", che aveva pubblicato caricature di Maometto ed è stato bersaglio di minacce, a seguito dell'attacco ha rafforzato le misure di sicurezza. Anche la Spagna ha aumentato il livello di allerta, mentre Norvegia e Danimarca hanno avvisato di osservare con attenzione la situazione. E a Parigi 500 agenti e gendarmi sono stati schierati per rafforzare i controlli, mentre sono stati dispiegati soldati anche negli aeroporti. L'Fbi ha fatto intanto sapere che sta collaborando alle indagini.

La destra europea non è stata in silenzio. Marine Le Pen, presidente del Front National, ha esosrtato a "dire le cose come stanno: non bisogna tacere, ma cominciare a osare dare un nome a quanto accaduto. Si tratta di un attentato terroristico commesso in nome dell'islamismo radicale". Secco anche Pegida, il movimento contro l'islamizzazione dell'Occidente che nelle ultime manifestazoni in Germania è riuscito a richiamare 18mila persone:  "Gli islamisti, contro i quali Pegida sta cercando di mettere in guardia da 12 settimane, hanno dimostrato oggi in Francia di non essere in grado di praticare la democrazia, ma di vedere la violenza e la morte come la soluzione".