Roma

Ignazio Marino condannato in appello per il "caso scontrini"

Assoluzione non confermata, due anni all'ex primo cittadino della Capitale. Il commento: "Sentenza politica"

Ignazio Marino condannato in appello per il "caso scontrini"

Ignazio Marino

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11/gennaio/2018 - h. 19.59

ROMA - L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino e' stato condannato nel processo d'appello per la vicenda degli scontrini a due anni di reclusione. In primo grado era stato assolto. E' accusato di peculato e falso. L'ex primo cittadino è stato assolto per truffa, sui presunti pagamenti irregolari a un dipendente della sua Onlus Imagine. Secondo l'accusa, l'allora primo cittadino avrebbe pagato delle cene, per un totale di tredicimila euro, con la carta di credito del Campidoglio ad amici e parenti. L'ex sindaco era stato assolto in primo grado. Nei confronti di Marino il procuratore generale Vincenzo Saveriano aveva sollecitato una condanna a due anni e mezzo. 
"La corte di Appello di Roma oggi condanna l'intera attività di rappresentanza del sindaco della Città Eterna. In pratica - commenta l'ex primo cittadino  - i giudici sostengono che in 28 mesi di attività, il sindaco non abbia mai organizzato cene di rappresentanza ma solo incontri privati. Un dato che contrasta con la più ovvia realtà e la logica più elementare. Non posso non pensare - continua l'ex sindaco - che si tratti di una sentenza dal sapore politico proprio nel momento in cui si avvicinano due importanti scadenze elettorali per il Paese e per la Regione Lazio. Sono amareggiato anche se tranquillo con la mia coscienza perché so di non aver mai speso 1 euro pubblico per fini privati. Con lo studio Musco continuerò la mia battaglia per la verità e la giustizia in Cassazione".