Elezioni politiche 2018

Tutte le volte che "è nata la Terza Repubblica"

Più o meno ad ogni tornata elettorale la Seconda Repubblica muore. Cerchiamo di capirci qualcosa di più

Tutte le volte che "è nata la Terza Repubblica"
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05/marzo/2018 - h. 21.11

Ma quante volte è finita la Seconda Repubblica? Per Luigi Di Maio il 4 marzo del 2018 è nata la Terza Repubblica. Soltanto che, se dovessimo dare retta a tutte le volte in cui questa nuova Repubblica è stata dichiarata saremmo già alla 63esima. Tanti sono i risultati dell’archivio del quotidiano La Repubblica (la prendiamo come esempio solo per il nome…) digitando la parola chiave “fine della Seconda Repubblica”. 

Qui serve intendersi. Perché come tutti i termini giornalistici, la Seconda Repubblica Italiana è una convenzione, presa mutuando in maniera imprecisa la periodizzazione storica e repubblicana francese. In Francia sono oggi alla quinta repubblica: la prima nacque con la Rivoluzione, la seconda dopo la rivoluzione del 1848, la terza dopo la sconfitta del Secondo Impero. La Quarta Repubblica arrivò alla fine della Seconda Guerra Mondiale, la quinta nacque dopo la riforma costituzionale del 1958. Insomma, in Francia ogni Repubblica è conseguente ad un cambio di regime o di Costituzione.

Seguendo questa logica, in Italia saremmo ancora alla prima repubblica, quella nata dopo il fascismo e il referendum che fece cadere la monarchia. Per convenzione giornalistica, la Prima repubblica sarebbe morta con Tangentopoli che sancì la fine della Dc e l’avvento di Berlusconi. Da allora, più o meno ad ogni tornata elettorale, si cerca di far morire la Seconda Repubblica e fare nascere la Terza.

Hanno tentato di seppellirla, limitandoci alla storia dal 2000 ad oggi, già nel 2005, quando venne approvato la legge elettorale che poi sarebbe nata come Porcellum. Nel 2007 si parlava ancora di crisi della sinistra e di “fine della Seconda Repubblica” e di “certi salotti milanesi” che il professor Tremonti riteneva fossero - citiamo testualmente - i “ laboratori in cui si fabbrica in vitro l' ipotesi di un allineamento temporale tra 2007 e 1992”.  

Spostiamoci avanti. Eugenio Scalfari nel 2009 parlava di “aria di torbida fine di Regno” .Si era verso la crisi dell’ultimo governo Berlusconi. Nel 2012 c’erano state elezioni amministrative vinte dal centrosinistra. Anche in quel caso si leggeva che “i risultati di queste elezioni segnano, in modo definitivo, la fine della Seconda Repubblica e del sistema partitico su cui si è fondato” e la fine “dell’asse forza-leghista fondato sull’intesa e la contiguità elettorale tra la Lega e Berlusconi”. Sempre quell’anno, si cominciava a parlare della lista di Montezemolo che avrebbe dovuto sostituire Berlusconi nella Terza Repubblica. 

Il 2012 in effetti era un anno di profonda crisi: Berlusconi sembrava finito e con lui il Pdl. Si affacciava il Movimento 5 Stelle e il rottamatore Renzi. Il 6 dicembre del 2013 ancora una volta si legge che “vent’anni dopo la seconda Repubblica è finita”. Si era ad una nuova tornata amministrativa. La Lega era “scomparsa” e il centrodestra era stato sconfitto. “Alla fine della seconda repubblica riemerge il centrosinistra”, scrivevano gli analisti.

Poi è arrivato Renzi che intendeva “segnare la fine della Seconda Repubblica”. Ora anche Renzi sembra aver imboccato la parabola discendente. Di Maio dice che è l'inizio della Terza Repubblica. Ma un dubbio rimane: e se  fossimo alla quarta?