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Mattarella: "Confronto tra i partiti non ha fatto progressi. Valuterò soluzioni per uscire dallo stallo"

Una breve comunicazione del Presidente della Repubblica fa seguito alla fine del secondo giro di consultazioni

Mattarella: "Confronto tra i partiti non ha fatto progressi. Valuterò soluzioni per uscire dallo stallo"
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13/aprile/2018 - h. 12.45

ROMA Il confronto tra i partiti non ha fatto progressi. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne ha preso atto e nella tarda mattinata del 13 aprile ha detto: "Aspetterò alcuni giorni, trascorsi i quali valuterò le soluzioni per uscire dallo stallo che si registra". Mattarella ha spiegato di aver ricordato ai partiti l'urgenza di aver un governo operativo per far fronte alle questioni nazionali e internazionali sul tavolo. Le due possibili soluzioni che secondo gli addetti ai lavori sono più probabili sono quelle di un mandato esplorativo o un pre incarico. 

La situazione politica uscita dal giro dei partiti al Quirinale è la seguente: il Movimento 5 Stelle si dice pronto a trovare una sintesi con la Lega Nord a cui però non deve partecipare Forza Italia. Il Carroccio, da parte sua, non vuole rompere l'alleanza del centrodestra anche se nella coalizioni la posizione di Salvini e quella di Berlusconi sono diverse: il primo predilige la linea con il M5s, il secondo vorrebbe tentare la strada del patto con il Pd, lasciando all'angolo Di Maio. Da parte loro i Dem ribadiscono la strada dell'opposizione. Anche tra i democratici le posizioni sono molto sfumate. I più decisi su questa linea sono i renziani, mentre le minoranze vorrebbero tentare la strada di un dialogo, il che non significa forzatamente un governo, con i Cinque Stelle.

Al momento nessuno ha i numeri per governare, nel caso dovessero continuare ad esserci queste posizioni. Nuove elezioni? Improbabili. Sia perché l'unico che continua a evocarle, a parole, è Salvini. Sia perché probabilmente non uscirebbe dalle urne una situazione molto diversa. Da non sottovalutare il fatto che Mattarella, nella sua breve comunicazione, abbia dato molto spazio alla situazione per la quale un governo è necessario. Per questo potrebbe uscire dal cappello del presidente il nome di una personalità di prestigio attorno al quale far nascere un "governo del presidente".