"Il Nino" sta tornando

Nel 2010 un forte vento che porterà arsura e siccità

"Il Nino" sta tornando
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04/agosto/2009 - h. 08.06

ROMA - Il 2010 si preannuncia come uno degli anni più caldi. L'ondata di calore che farà schizzare i termometri globali proviene dal Pacifico ed è dovuta ad un fenomeno conosciuto come "El nino", che i metereologi dicono si stia già intensificando. Così, nei prossimi mesi potranno verificarsi incrementi dei casi di siccità in Africa, Australia e India, precipitazioni più abbondanti nel Sud America ed estremi di caldo e freddo in Gran Bretagna.

Il fenomeno è ciclico e si verifica ogni due-sette anni, riferisce il quotidiano Independent, ma è determinante nella meteorologia globale. Rese il 1998 un anno da record di calore a causa di un effetto combinato con il riscaldamento globale. Nell'anno si verificarono siccità e incendi nel Sud-Est asiatico tali da creare una cappa di fumo sopra la regione. Tuttavia gli esperti non ritengono che "El Nino" di quest'anno eguagli quello del 1998, anche se si crede che potrebbe essere il secondo più forte: tanto che gruppi da tutto il mondo, da compagnie assicurative a ong come Oxfam, ne seguono costantemente gli sviluppi, certi del sicuro impatto sul sistema economico e sociale.

"El Nino" è un fenomeno di riscaldamento periodico delle acque del Pacifico tropicale, la regione oceanica lungo la linea dell'equatore. Dal momento che il Pacifico è un serbatoio di calore all'origine dei venti di tutto il mondo, un suo cambiamento di temperatura può alterare la metereologia globale.

El Nino del '97-98, soprannominato "el Nino del secolo" - spiega Susanna Corti, dell'Istituto di scienza atmosferica e del clima di Bologna - ha rappresnetato una delle cause delle temperature registrate nel 1998, l'anno più caldo degli ultimi 150 anni: "Il Nino è un fenomeno che interessa la fascia equatoriale ma induce cambiamenti del tempo di ordine stagionale su molte parti del globo - sottolinea Corti - Con un Nino forte, si hanno in media temperature più alte". Le previsioni sul Nino - precisa la studiosa - sono "abbastanza attentibili", mentre meno sicure sono le previsioni sugli impatti. Soprattutto per quanto riguarda l'Europa, l'influenza del Nino è molto dibattuta. E' vero però - aggiunge Corti - che il Met Office è "il centro più attendibile d'Europa".