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Per almeno altri quattro anni nessun permesso alla Franzoni

Lo ha deciso la Cassazione: per la gravità del reato commesso deve aver scontato in carcere “almeno metà della pena”

Anna Maria Franzoni
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31/luglio/2012 - h. 12.16

TORINO -  Anna Maria Franzoni, condannata a 16 anni di reclusione per aver ucciso il 30 gennaio 2002 a Cogne il figlioletto Samuele, non potrà chiedere permessi premio per uscire dal carcere. Lo spiega la Cassazione nella sentenza depositata ieri che ne contiene le ragioni del no: la gravità del reato commesso e le regole fissate dall'Ordinamento penitenziario nei confronti dei detenuti pericolosi.

Rispetto ai sedici anni ai quali ammonta la condanna, i supremi giudici osservano che la Franzoni deve scontare ancora dodici anni, tre mesi e dodici giorni per omicidio aggravato. Quindi dovrà attendere circa quattro anni per tentare di uscire dalla cella in quanto per i reati gravi come il suo, i detenuti devono aspettare di aver scontato in carcere “almeno metà della pena”.

I legali di Anna Maria Franzoni
hanno sostenuto che così “ci sarebbe contrasto con i principi dell'Ordinamento penitenziario e della Costituzione sulla finalità rieducativa della pena e che ogni rigido automatismo, nella concessione dei permessi, è in linea di principio da ritenersi sempre superabile”. Già nell'agosto del 2010, la Franzoni aveva chiesto - senza ottenerlo - un permesso straordinario per assistere il suocero malato e poi deceduto lo stesso mese.