Santarcangelo

La Ferramenta ora è il regno del buon cibo

Una delle attività storiche di piazza Ganganelli ha cambiato volto grazie ai titolari della Galvanina e al loro socio Savini

La Ferramenta ora è il regno del buon cibo
| Altro
N. Commenti 0

03/ottobre/2015 - h. 18.17

Durante le ricerche per individuare gli elementi necessari per organizzare e promuovere il Distretto Turistico Integrato “RoMagnaCoast” siamo entrati in contatto con Rino e Patrizia Mini titolari della “Galvanina” l’azienda di acqua minerale.

A Rimini non essendoci una azienda famosa nel mondo nel campo vitivinicolo il ruolo di “prodotto ambasciatore” potrebbe ricoprirlo un’acqua minerale di epoca romana. Inoltre abbiamo scoperto la passione dei titolare per la storia, per Rimini, per l’Italia e per l’enogastronomia. Rino ci informa di voler aprire una attività enogastronomica con il recupero dei locali di una storica “ferramenta” di Santarcangelo. Mossi dalla curiosità giovedì sera siamo andati nella città clementina per assistere all’apertura del locale.

Arrivati in piazza Ganganelli, abbiamo notato un gruppo di persone intente a fotografare con i telefonini l’esterno di un locale. Arrivati nel luogo voluto da Rino Mini e dal socio della attività il santarcangiolese Paolo Savini ecco “La Ferramenta”. Osservandola dall’esterno abbiamo provato una certa empatia. Il locale è arredato con un gusto minimalista elegante, le pareti senza intonaco mostrano le trasformazioni subite nei secoli dall’antico immobile. Sono stati conservati alcuni mobili della centenaria “Ferramenta Semprini” conosciuta in tutta la Valmarecchia. Gli ospiti vengono accolti da un banco bar che esprime tradizione e innovazione. Da quel punto si nota una funzionale “cucina a vista”.

Il locale è diretto dal “cerimoniere” Paolo Savini e ai fornelli opera il “sacerdote culinario” Leonardo Rossetto, l’intermediario fra i prodotti e il cibo. Queste due storiche figure conferiscono al locale una particolare atmosfera di “Tempietto Culinario” di cui Santarcangelo sentiva la necessità, per completare il ruolo di “Città del Vino” avendo il locale nei sotterranei una antica cantina. La città si guadagna così l’appellativo di “Enopolis e le Grotte di Giove”, per la sua originalità, unica e inimitabile nel panorama enogastronomico mondiale. Il “Tempietto Culinario” riserva una particolare curiosità gastronomica; un piatto sacrificale che trasforma il classico “pollo alla diavola” santarcangiolese, in un “pollo stirato”. Vi invitiamo ad andare a visitare “La Ferramenta” per farvi raccontare da dove nasce questa intelligente rivisitazione culinaria.

Alfredo Monterumisi