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Lego, 80 anni, un nonno sempre giovane

Una storia di continue reinvenzioni quella del gruppo che ancora oggi appassiona milioni di hobbysti

Lego, 80 anni, un nonno sempre giovane
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20/agosto/2012 - h. 12.12

COPENAGHEN - Il gruppo Lego ha appena tagliato il traguardo di ottanta anni e attraversa l'immaginario collettivo da generazioni, fino a coinvolgere anche gli appassionati di robotica "fai da te". A fondare l'azienda all'inizio degli anni Trenta fu un piccolo imprenditore danese, Ole Kirk Christiansen. È una vicenda commovente. Aveva dovuto licenziare i dipendenti per difficoltà economiche e, poco dopo, perse anche la moglie. Aveva quattro figli. Decise poi di costruire giocattoli in legno nella sua falegnameria e, puntando sulla qualità, ottiene le prime commesse. Negli anni 40’ scommette su mattoncini di legno dipinti: in seguito, saranno prodotti in plastica e assumeranno la forma attuale. Inizia un'espansione globale. Diventa un'icona.

E nel tempo allarga gli orizzonti anche attraverso la ricerca scientifica sull'apprendimento e le tecnologie. Da allora il successo è stato infinito, fino ai giorni d’oggi, come la recente riproduzione in scala, con più di un migliaio di mattoncini di Curiosity, il rover sbarcato su Marte, completata da due hobbysti. Il nome Mindstorms proviene dal titolo di un libro pubblicato dal matematico Seymour Papert, cofondatore del laboratorio di intelligenza artificiale del Mit che ha ispirato lo sviluppo della piattaforma di gioco con la sua passione per la pedagogia. Sono radici culturali per i "makers": con hardware e software, replicano la logica dei mattoncini di assemblare, sperimentare, integrare. Il comune denominatore è sempre l'immaginazione.