Ravenna

Autocostruzione, il pasticcio continua

Il cantiere di Filetto doveva essere ieri all'ordine del giorno in Consiglio, ma la discussione salta. Movimento 5 Stelle infuriato: “Un caso che ci costerà 800mila euro"

Autocostruzione, il pasticcio continua
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22/novembre/2013 - h. 14.43

RAVENNA - Aggiungi pasticciaccio a pasticciaccio. Prima quello tragico degli autocostruttori di Filetto, rimasti coinvolti nel fallimento di Alisei e nella fine di un sogno. Poi quello istituzionale, andato in scena nel pomeriggio di ieri, in Consiglio comunale. Riassumendo: in programma c'era proprio la discussione, dopo mesi, del caso Filetto. Ordini del giorno che sono sul tavolo del Comune da più di un anno e che erano calendarizzati. La discussione si è però protratta a lungo - solo l'odg riguardo violenza sulle donne ha richiesto buoni tre quarti d'ora - e il turno degli autocostruttori è arrivato alle 19.20, dopo cinque ore di consiglio. Non esattamente il massimo per ottenere attenzioni, così Pietro Vandini, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha chiesto di rinviare i lavori, magari con una seduta ad hoc. Impossibile a breve termine, hanno fatto sapere dalla presidenza del Consiglio, al massimo se ne parla nel 2014. Vandini ha allora rinunciato a discutere di un tema che avrebbe richiesto “maggiore attenzione".

Certo, la conferenza stampa che alle 13
era stata convocata da Palazzo Merlato, prima del Consiglio, e nella quale l'assessore Massimo Cameliani ha fornito le risposte dell'amministrazione non ha contribuito a rasserenare gli animi. L'impressione dell'opposizione è stata quella di un'amministrazione interessata a chiarire con l'opinione pubblica ma non con le istituzioni. Non ha aiutato nemmeno la comunicazione del sindaco, che ha chiuso il consiglio comunale, in cui Fabrizio Matteucci ha parlato senza mezzi termini di "sciacallaggio politico" sulla pelle degli autocostruttori. Non aiuta, infine, la comunicazione arrivata oggi dall'amministrazione ai consiglieri in cui si legge che per “motivi tecnici" la visione della seduta del consiglio sarà visibile solo da lunedì. Una coincidenza, certo, ma in questo contesto assomiglia molto ad una ciliegina sulla torta.

Pietro Vandini già giovedì sera era infuriato.
Oggi il Movimento 5 Stelle prende carta e penna e riassume la situazione, ricordando la data della prima interrogazione sulla vicenda degli autocostruttori: 4 giugno 2012. Assessore era ancora Gabrio Maraldi che suggerì loro di aspettare perché da lì a poco sarebbero iniziati gli incontri tra Comune e amministrazione. Consiglio accolto. Ma un anno e mezzo dopo, attaccano i grillini, l'assessore Massimo Cameliani,  che segue la vicenda, “ha pensato di snobbare totalmente le istituzioni". Nella conferenza convocata “l'assessore ha potuto raccontare quello che voleva senza contradditorio" mentre in Consiglio ci sono atti “che aspettano di essere discussi dal 2012". L'amministrazione in tutto questo tempo “non ha mai formulato una proposta scritta agli autocostruttori: sempre e solo parole, spesso al condizionale, o cifre che cambiavano a seconda delle circostanze".

La proposta del Comune
(affitto da 452 euro al mese per 5 o 10 anni, per poi riscattare la casa a 130 mila euro, che diventerebbero 110 mila se la Regione offrisse 20 mila euro a famiglia) “deve essere ancora formalizzata" e al momento, dice Vandini, gli autocostruttori “pare non siano molto propensi ad accettare", anche perché il progetto al quale avevano aderito era ben diverso. Di certo c'è, dice il Movimento Cinque Stelle, “un altro gravissimo fallimento della parte politica che da decenni amministra il nostro territorio" che costerà ai ravennati 800mila euro. Quello infatti è quanto spenderà il Comune per chiudere il debito con Banca Etica. Senza contare che gli autocostruttori potrebbero anche avere vari appigli per procedere in tribunale, con nuove spese legali.

Nel protocollo firmato a suo tempo,
attacca il Movimento, era scritto che ssi sarebbero anche dovute tenere commissioni consiliari per monitorare l’andamento del progetto". Se così fosse stato fatto, magari “ci si sarebbe potuto accorgere di quanto mai balzato agli occhi di chi doveva controllare". I cittadini di Ravenna “devono sapere che chi ci ha amministrato ha commesso un errore che costerà alle loro tasche, alle nostre tasche, 800 mila euro di soldi pubblici, in attesa poi di sapere quanto verrà a costare portare a termine gli appartamenti grezzi e a quanto ammonteranno le spese legali, e che ha lasciato senza casa gli autocostruttori, al netto degli annunci trionfali dell'amministrazione".

Alessandro Montanari