Romagna

Taglio Province: nel 2014 sopravviverà solo Ravenna

Tutti gli altri enti emiliano-romagnoli saranno commissariati in attesa di applicare la riforma del ministro Delrio

Taglio Province: nel 2014 sopravviverà solo Ravenna

Il ministro Graziano Delrio

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23/dicembre/2013 - h. 15.12

ROMAGNA - L'unica Provincia in Emilia-Romagna che nel 2014 sopravviverà , così come la conosciamo, al taglio del governo è Ravenna. Le altre otto saranno tutte commissariate per effetto del decreto approvato alla Camera sabato e che ora dovrà passare attraverso il Senato. Perché solo la città bizantina manterrà la sua Provincia? Solo questione di tempi: le altre otto emiliano-romagnole dovrebbero rinnovare tutte la loro presidenza il prossimo anno mentre a Ravenna si voterà soltanto nel 2016. Quindi in Romagna Forlì e Rimini saranno commissariate in attesa che si applichi la riforma del ministro Graziano Delrio. Non si tratta di un'abolizione vera e propria: le Province rimarranno ma saranno enti di secondo livello, con i rappresentanti non eletti direttamente dai cittadini ma dai sindaci. Opereranno quindi come coordinamento di politiche di area vasta. I temi di cui si occupano attualmente (principalmente turismo, cultura, edilizia scolastica) passeranno in capo ai Comuni. 

Resta da capire che fine farà un progetto che aveva trovato molte adesioni in Romagna lo scorso anno: l'accorpamento delle Province. L'idea di creare la Provincia di Romagna era piaciuta, tanto che già si discuteva sul capoluogo, poi tutto si è arenato all'inizio del 2013. Sarà possibile ripensare a questo sistema col Ddl Delrio? Pare difficile. Anche solo limitandosi alla situazione romagnola, la scadenza ‘in differita' di Ravenna rispetto alle due cugine causa non pochi intoppi.

Un altro tema interessante è quello dell'annessione di Comacchio a Ravenna da Ferrara. I comacchiesi hanno votato una settimana fa e l'iter è partito. Ci vorranno però un paio d'anni: insomma, i comacchiesi rischiano di arrivare quando anche la Provincia di Ravenna sarà dipartita. Non dovrebbe però essere un problema insormontabile: è probabile che, nel caso, il sindaco della città lagunare sia chiamato a votare per il presidente della Provincia romagnola anziché di quella ferrarese.

Il ddl ha già provocato non poche polemiche. Antonio Saitta, presidente dell’Unione delle Province Italiane ha polemizzato contro la decisione di cancellare le prossime elezioni del 2014 per le 52 province in scadenza e le 20 commissariate: “Presenteremo ricorso alla magistratura contro questa norma che lede un diritto inalienabile dei cittadini”. Di tenore opposto la posizione del Movimento 5 Stelle: “Un altro dei disegni di legge truffa scritto dal Pd che finge di abolire le province - sottolinea la deputata Giulia Grillo - e di fatto cambia solo il nome se possibile peggiorando il groviglio amministrativo contabile e di responsabilità gestionale che già con le province era a livelli di allerta”.

Alessandro Montanari