Ravenna

Il Pd fa restare il Duce cittadino onorario

Nessuna revoca della cittadinanza a Benito Mussolini - IL TESTO ORIGINALE DELLA NOMINA DEL '23

Il Pd fa restare il Duce cittadino onorario
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21/marzo/2014 - h. 15.56

RAVENNA - Il Partito Democratico di Ravenna vota contro la revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini. Una scelta che si differenzia da quella presa dal Pd di Bologna e di Torino, in cui il Duce sarà cancellato dall'elenco dei cittadini ad honorem. Nella città romagnola la proposta della lista civica Per Ravenna, formulata dal capogruppo Alvaro Ancisi, è stata respinta. Solo due i voti a favore, si è astenuto il Movimento 5 Stelle, con l'intera maggioranza del centrosinistra che ha votato insieme al Pdl respingendo l'ordine del giorno. La spiegazione, data dal consigliere Andrea Tarroni che già si era espresso in commissione consiliare, è stata quella di non voler procedere ad una sorta di “damnatio memoriae" che “negherebbe la funzione stessa della storia". Ancisi ha mandato oggi una nota in cui spiega però che la proposta non era “motivata da una sorta di revisionismo" ma dal fatto che la cittadinanza al Duce, conferita nel primo anniversario della marcia su Roma, “era inaccettabile anche nel contesto storico di allora". Secondo Lista per Ravenna, a costo di votare contro le proposte dell'opposizione, “la maggioranza ravennate fa ridere tutta Italia". Nello stesso consiglio comunale è stato respinto un altro ordine del giorno, presentato da Forza Italia, per revocare la cittadinanza onoraria a Roberto Saviano. Lo scrittore è stato nominato ravennate dal sindaco nel 2009 ma non è mai venuto a Ravenna per ritirare il riconoscimento.

Nel testo della cittadinanza onoraria al Duce, che riportiamo in questa gallery, si legge che “nello storico primo anniversario della marcia su Roma che segnò l'insuperabile confine ad un periodo di nefasto dissolvimento della vita politica, economica e morale dell'Italia ed iniziò una nuova era di romana grandezza che già si afferma infallibile e sicura pur fra gli ostacoli quotidiani di oscuri nemici interni e le pericolose invide altrui", la giunta di Ravenna (sindaco era Celso Calvetti) “non dimentica che del grande avvenimento fu primo artefice fu Benito Mussolini che, dalle rudi asprezza materiali e spirituali della trincea, trasse la forza e la costanza per rivolgere a vantaggio ed a onore della Patrie le fattive energie di nostra gente illuminandola di nuovo entusiasmo".