Rimini

Trasformano il biglietto della metro in un bancomat e rubano 9mila euro

Arrestati due romeni. I soldi venivano prelevati da conti correnti americani

Trasformano il biglietto della metro in un bancomat e rubano 9mila euro
| Altro
N. Commenti 0

31/maggio/2014 - h. 16.25

RIMINI - Trasformavano il biglietto della metropolitana di Milano in un bancomat con cui prelevare denaro all’infinito dagli sportelli bancari. I due rumeni, arrestati l’altro ieri dalla squadra mobile e dalla polizia postale, si ritiene fossero i terminali di una organizzazione criminale altamente specializzata dal punto di vista tecnologico e informatico. Adrian Popartac 27 anni e Gabriel Parteni 25 anni, senza fissa dimora, negli ultimi giorni avevano prelevato 9 mila euro dagli sportelli di vari istituti di credito riminesi. Sono stati beccati e arrestati per truffa aggravata giovedì pomeriggio dopo aver prelevato in soli 15 minuti, 1650 euro dalla Carim di via 23 Settembre 1845. Ad accorgersi che qualcosa non andava al bancomat è stato il direttore dell’istituto di credito. Sentiva la macchina costantemente in funzione e si è insospettito perché venivano effettuati sempre e solo prelievi per un importo di 70 euro. Ha dato un’occhiata all’esterno e ha fatto in tempo a scorgere due individui che salivano a bordo di una Bmw 530 di cui è riuscito a prendere la targa. Poi ha chiamato la polizia ed è scattato l’allarme.

I due rumeni hanno cercato invano di disfarsi
di nove biglietti che all’apparenza sembravano normali ticket per la metropolitana di Milano e sono stati trovati in possesso di un tablet. Era da tablet, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, che i due rumeni acquisivano via e mail i codici da digitare per trasformare l’innocuo biglietto di tram con tanto di banda magnetica in un vero e proprio bancomat. Secondo la ricostruzione della polizia, per funzionare come bancomat le tessere hanno bisogno di due numeri, il pin della carta e il numero seriale. Negli Stati Uniti esperti hacker provvedevano, dopo aver violato i sistemi di sicurezza, a rintracciare i numeri relativi a tessere magnetiche e carte di credito regolarmente rilasciate a clienti del circuito Cirrus, informazioni che venivano poi girate ai terminali della banda attraverso il computer. I due stranieri si limitavano a prelevare solo importi fino a 70 euro da conti correnti americani perché il corrispettivo in dollari di tale importo avrebbe fatto scattare l’“allert” con un sms sui cellulari degli ignari correntisti che avrebbero così scoperto, in tempo reali, di essere derubati.