Ravenna

Coca, riviera e locali

Seba Rossi inguaiato dalle telefonate

Coca, riviera e locali
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01/agosto/2014 - h. 13.42

RAVENNA - Tutto era partito da quell’hotel di Lido di Savio. Quindici luglio del 2009, dentro c’era tal Bashkim Mane, 49 anni, albanese di Valona con un domicilio nel torinese. Lui oggi “abita” in carcere per un cumulo pene davvero cospicuo. Ma quando i carabinieri del Nor di Milano Marittima avevano bussato alla stanza 107, dentro oltre allo straniero ci avevano trovato anche 82,5 grammi di cocaina, una pistola Rhoner “Sm 12” calibro 6.35 con sei cartucce, un coltello a serramanico lungo 21 centimetri, 11 mila e 100 euro in contanti e vari documenti fasulli. Ma soprattutto c’erano un’agenda con nomi associati a crediti per droga e quattro telefonini. L’analisi dei tabulati aveva restituito una fitta rette di contatti. Ed è così che erano via via scattate quelle intercettazioni telefoniche che avrebbero alimentato l’intera operazione. Nome in codice “Pegasus”, con un indagato eclatante nel gruppo. Perché tra le persone con le quali parlava l’albanese, c’era anche Sebastiano “Seba” Rossi, il 50enne cesenate già portierone del Milan campione d’Italia e tutt’ora detentore del record di imbattibilità in campionato.

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