Romagna

Goccia per goccia: cos'è successo il 6 febbraio

Neve, mareggiate, allagamenti, cronaca di un disastro eccezionale

Goccia per goccia: cos'è successo il 6 febbraio
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10/febbraio/2015 - h. 20.48

ROMAGNA - Giovedi 5 e venerdi 6 febbraio sono state giornate drammatiche per le migliaia di persone che si sono trovate a combattere contro le forze della natura, con esito disastroso tanto che una stima complessiva dei danni non è ancora stata calcolata. E non si sa ancora quanto tempo occorrerà per il conteggio vista la quantità di disagi causati da bufere di neve e pioggia che hanno messo al tappeto intere città della Riviera e non solo.

Un quadro metereologico dell'assessore Paola Gazzolo spiega dettagliatamente quanto successo. Forlì è la città della Romagna più colpita dalla neve che ha raggiunto i 50 centimetri di altezza. Ma dove non ha nevicato ha piovuto. E anche parecchio. Il record, per quanto riguarda venerdi 6 febbraio, si è registrato a Cesena, 100 mm d'acqua in 48 ore, con la punta a Carpineta (114mm); ma notevoli sono anche i dati relativi Roversano (95mm), Santa Paola (90), Forlì (80), Tebano, Ponte Verucchio e Corsicchia (75); meno pioggia invece a Mesola (48), Cusercoli (47), Ravenna (45), Rimini (28).

Nella stessa giornata, in corrispondenza al transito delle perturbazioni, si sono verificati forti venti con raffiche fino a 89 km\h a Cesenatico, Rimini e Cesena (a Ravenna 75 km\h) dunque in particolare lungo la fascia costiera e sul mare che, di conseguenza, è risultato molto agitato causa il vento di bora che ha provocato onde superiori ai 4 metri nelle prime ore del mattino del 6 febbraio. Contestualmente, elevatissime sono risultate le altezze del livello del mare, con valori superiori a 1.2 metri; la corrispondenza tra i picchi di onda e di livello del mare ha determinato una violentissima mareggiata, con tracimazione di acqua marina sulla spiaggia e allagamenti di molte aree litoranee.

Rilevantissimi i danni: anche in località dotate di ampie spiagge, come a Rimini Centro zona Grand Hotel, dove gli stabilimenti balneari sono stati sommersi. Ma allagamenti notevoli si sono verificati a Lido di Savio, Lido Adriano, Milano Marittima, Cesenatico, Gatteo Mare, Porto Garibaldi e Lido degli Estensi. Da rilevare che a Cesenatico nella zona Valverde e Ponente l'acqua del mare è arrivata fino a 200 metri verso l'entroterra; interessando perfino il depuratore di Hera; e così anche a Rimini per oltre 3 chilometri la spiaggia è quasi sparita: i punti più critici a Bellaria Nord, zona Cagnona, Bellaria Sud zona Colonie, Riccione Sud fino al confine con Misano.

Gli episodi considerati più anomali se non eccezionali, a Cesenatico e Porto Corsini. Per quanto riguarda i fiumi, le abbondanti piogge hanno provocato la piena degli affluenti del Reno e fino ai bacini di Lavino, Ghironda, Navile, Ilice, Sillaro, Senio, Bevano, Uso e Rubicone; particolarmente difficile lo scolo di fiumi e canali per le condizioni di ricettività a mare. Le piene del Quaderna e del Gaiana a Medicina hanno provocato l'evacuazione di due famiglie; a Castel San Pietro invece l'allagamento e la chiusura della strada comunale. Le piene dei corsi d'acqua principali e della rete di bonifica nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini hanno provocato una serie di allagamenti interessando edifici ad uso civile e produttivo causa rotture arginali e tracimazioni; gravi in particolare la fuoriuscita d'acqua del Ronco, Bevano e Savio; a San Giovanni in Marignano chiuso il ponte sul Ventena; a Palazzina evacuate 3 abitazioni; vistosi allagamenti a Cesena, gravi danni a Villa Franca, Villa Selva, Santa Maria Nuova, Bagnacavallo, Massa Lombarda, Rossetta, Mandriole e Sant'Alberto.

Gli effetti dell'evento hanno determinato allagamenti paragonabili a quelli, eccezionali, avvenuti nel 1996; critica la situazione dei canali di bonifica, con rotture arginali che hanno reso necessario mettere in sicurezza gli abitati di Villanova di Bagnacavallo, Casal Borsetti e Sant'Alberto. Dissesti si sono verificati nei comuni di Roncofreddo, Bertinoro, Castrocaro, Mercato Saraceno e Civitella di Romagna. La nevicata ha provocato cadute di alberi in serie, problemi ai trasporti e interruzioni della fornitura della rete elettrica per più giorni (coinvolte 200mila utenze a livello regionale), con ripercussioni sul riscaldamento e il servizio idrico; notevoli anche i ritardi e le sospensioni dei treni, del trasporto aereo, della viabilità principale e secondaria.

Dal 3 febbraio sono state complessivamente 7 le allerte della Protezione Civile, con attivazione dei Centri di Coordinamento Soccorsi e dei Centri Operativi per la Viabilità. Tuttavia a partire dalla serata di venerdi 6 febbraio il numero dei disservizi risultava più che dimezzata. Mentre nella giornata successiva, sempre a livello regionale, le problematiche più importanti risultavano localizzate nel Reggiano e nel Bolognese. Da sottolineare i numerosi e provvidenziali interventi forniti dai Vigili del fuoco, soprattutto nel prosciugamento delle aree allagate e nei soccorsi per il recupero di persone in difficoltà; nondimeno è stata l'opera incessante del Volontariato di Protezione civile della regione che ha visto impiegate 270 squadre con 1220 volontari. La regione ha deciso di destinare subito 2.5 milioni per le emergenze prioritarie post-maltempo.