Partito Democratico

Giornata elettorale intensa per Renzi: "In un mondo in cui tanti contestano, io gioco la mia partita a testa alta”

Ha aperto la giornata a Firenze, allo ‘State of the Union’, poi ad Aosta a sostegno di Centoz e a Genova per la Paita

Giornata elettorale intensa per Renzi: "In un mondo in cui tanti contestano, io gioco la mia partita a testa alta”
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09/maggio/2015 - h. 00.21

"Come Europa dobbiamo essere quell'area del mondo che ossigena gli altri con i propri ideali e valori, dobbiamo essere quell'area che allarga l'anima del mondo". Con questa frase il premier Matteo Renzi ha aperto la sua giornata iniziata allo ‘State of the Union’ a palazzo Vecchio a Firenze. Poi ha chiamato Cameron per complimentarsi per la vittoria elettorale, nel corso della telefonata i due si sono detti d'accordo sul fatto che lavoreranno da vicino sull'Unione europea e la questione dei migranti nel Mediterraneo. Lo ha riferito l'ufficio del primo ministro britannico su Twitter.

Dalla visione estera il premier si è immerso nella campagna elettorale per le Regionali intervenendo ad Aosta sostegno del candidato Fulvio Centoz. Qui gli argomenti sono diventati di politica interna, privilegiando l’azione del Governo: "In un mondo in cui tanti contestano, io gioco la mia partita a testa alta, per me questo è fare politica, e noi proviamo a farlo a livello nazionale".

Poi è arrivato in liguria, a Genova ai Magazzini del cotone per un appuntamento elettorale a sostegno della candidata alla presidenza della Regione per il centrosinistra Raffaella Paita. E qui ha tentato di dare un’identità al centro sinistra: "Non veniamo qui a dire 'adesso ci siamo noi, facciamo tutto noi', modello pistolero. Questa è una caricatura. Noi siamo gente che dice 'sarà il caso di fare che abbiamo promesso di fare'. Le nostre non sono riforme partorite di notte, sono quelle di cui abbiamo discusso per anni". Affacciandosi poi ai problemi interni alla formazione politica: “Il problema di una parte della sinistra è il desiderio di perdere da soli invece di vincere insieme. Noi alla sinistra che perde non crediamo. Noi crediamo alla sinistra che vince perché quella che perde non cambia l'Italia".