Berlino

C'è anche una ragazza italiana tra le vittime

Il padre della 30enne Fabrizia Di Lorenzo: “E’ finita, aspettiamo Dna ma no illusioni”. Rilasciato pakistano fermato

C'è anche una ragazza italiana tra le vittime

Fabrizia Di Lorenzo

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21/dicembre/2016 - h. 01.30

Un rifugiato di origine pachistana di 23 anni arrivato in Germania a dicembre del 2015 e identificato come Naved B è stato fermato e poi rilasciato. "Abbiamo l'uomo sbagliato - ha fatto sapere un capo della polizia di alto livello - E quindi questo apre una nuova situazione. Il vero colpevole è ancora armato, e può causare danni".
Una delle vittime dell'attacco è stato colpito da colpi di arma da fuoco. Molto probabilmente si tratta dell'autista polacco del camion. Il ministro dell'Interno del Brandeburgo, Karl-Heinz Schroeter, ha fatto sapere a Potsdam che l'autista risulta essere una vittima, non un complice dell'attentato. Il bilancio provvisorio dell'attentato rimane quello di 12 morti e 48 feriti.
Tra le vittime c'è anche Fabrizia Di Lorenzo, la trentenne italiana, di Sulmona, data per dispersa da ieri sera dopo l’attentato di Berlino. La vita di Fabrizia è finita in quel mercatino di Natale. Oltre a Fabrizia, sempre nell’attentato, è rimasto ferito un altro cittadino italiano. Secondo altre fonti, citate ma non specificate dall’agenzia Ansa,  ci potrebbe essere anche un altro italiano coinvolto nell’attacco al mercatino di Natale. Verifiche sono in corso presso tutti gli ospedali della città.
A dire che per Fabrizia è finita, distrutto come solo un padre che sa di aver perso una figlia può essere, è Gaetano Di Lorenzo il papà della giovane. Le sue poche parole affidate all’Agenzia Ansa chiudono ogni speranza: “Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l’aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona”. Ora a Berlino ci sono la mamma e il fratello della ragazza che 
aspettiamo conferme da un riscontro con il Dna. "Ma non mi illudo”. Dice il padre.
Fabrizia Di Lorenzo aveva conseguito la laurea magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche, con sede del corso a Forlì.

Il camion che si è schiantato sulla folla a un mercatino di Natale nel centro della capitale tedesca, nella piazza Breitscheidplatz, uccidendo 12 persone e ferendone 48 allunga l'ombra del terrorismo sull'Europa non solo su Berlino. Sebbene non ci siano conferme ufficiali, la polizia di Berlino su Twitter parla di un "presunto attacco terroristico". Secondo gli investigatori il tir "è stato deliberatamente lanciato contro la folla". Lo Stato islamico ha rivendicato la responsabilità della strage attraverso l'agenzia di stampa e organo di propaganda Amaq, anche se il ministro dell'Interno tedesco Thomas de Maiziére ha invitato alla prudenza sulla rivendicazione.

Un rifugiato di origine pachistana di 23 anni arrivato in Germania a dicembre del 2015 e identificato come Naved B è stato fermato e poi rilasciato. "Abbiamo l'uomo sbagliato - ha fatto sapere un capo della polizia di alto livello - E quindi questo apre una nuova situazione. Il vero colpevole è ancora armato, e può causare danni".

Una delle vittime dell'attacco è stato colpito da colpi di arma da fuoco. Molto probabilmente si tratta dell'autista polacco del camion. Il ministro dell'Interno del Brandeburgo, Karl-Heinz Schroeter, ha fatto sapere a Potsdam che l'autista risulta essere una vittima, non un complice dell'attentato. 

Tra le vittime c'è anche Fabrizia Di Lorenzo, la 30enne italiana, di Sulmona, data per dispersa da ieri sera dopo l’attentato. La vita di Fabrizia è finita in quel mercatino di Natale. Oltre a Fabrizia, sempre nell’attentato, è rimasto ferito un altro cittadino italiano. Secondo altre fonti, citate ma non specificate dall’agenzia Ansa,  ci potrebbe essere anche un altro italiano coinvolto nell’attacco al mercatino di Natale. Verifiche sono in corso presso tutti gli ospedali della città.

A dire che per Fabrizia è finita, distrutto come solo un padre che sa di aver perso una figlia può essere, è Gaetano Di Lorenzo il papà della giovane. Le sue poche parole affidate all’Agenzia Ansa chiudono ogni speranza: “Abbiamo capito che era finita stanotte all’una e mezza: siamo stati noi a chiamare la Farnesina, ma l’aiuto più grande ce lo hanno dato i carabinieri di Sulmona”. Ora a Berlino ci sono la mamma e il fratello della ragazza che aspettiamo conferme da un riscontro con il Dna. "Ma non mi illudo”. Dice il padre.

Fabrizia Di Lorenzo aveva conseguito la laurea magistrale all’Alma Mater di Bologna in Relazioni internazionali e diplomatiche, con sede del corso a Forlì.