Roma

Stefano Cucchi “fu omicidio”

La procura accusa tre carabinieri di omicidio preterintenzionale. La sorella Ilaria: fiducia nella giustizia

Stefano Cucchi “fu omicidio”

Ilaria Cucchi

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17/gennaio/2017 - h. 16.26

Chiusa l'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane romano deceduto nel febbraio del 2009 all'ospedale Pertini, sei giorni dopo essere finito in manette per droga. Per la procura di Roma dovranno rispondere di omicidio preterintenzionale tre dei cinque carabinieri indagati per il decesso del giovane: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco. L'inchiesta bis era stata aperta nel novembre del 2014. Finora la sua morte era stata senza responsabili: tutti i giudizi in merito hanno portato solo ad assoluzioni. 
Gli altri due carabinieri indagati nell'inchiesta, Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, dovranno rispondere a vario titolo di calunnia e falso nel verbale di arresto. Il pm responsabile dell'indagine, Giovanni Musarò, ha ritenuto infondata l'ipotesi della morte per epilessia emersa dalla perizia d'ufficio disposta dal giudice in sede di incidente probatorio.
"I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso. Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia". Così Ilaria Cucchi commenta su facebook la richiesta del Pm di Roma che contesta il reato di omicidio preterintenzionale a tre dei carabinieri. Cucchi poi, ringrazia l'avvocato Fabio Anselmo che sta combattendo con lei la battaglia.
Chiusa l'inchiesta bis sulla morte di Stefano Cucchi, il giovane romano deceduto nel febbraio del 2009 all'ospedale Pertini, sei giorni dopo essere finito in manette per droga. Per la procura di Roma dovranno rispondere di omicidio preterintenzionale tre dei cinque carabinieri indagati per il decesso del giovane: Alessio Di Bernardo, Raffaele D’Alessandro e Francesco Tedesco. L'inchiesta bis era stata aperta nel novembre del 2014. Finora la sua morte era stata senza responsabili: tutti i giudizi in merito hanno portato solo ad assoluzioni. 

Gli altri due carabinieri indagati nell'inchiesta, Roberto Mandolini e Vincenzo Nicolardi, dovranno rispondere a vario titolo di calunnia e falso nel verbale di arresto. Il pm responsabile dell'indagine, Giovanni Musarò, ha ritenuto infondata l'ipotesi della morte per epilessia emersa dalla perizia d'ufficio disposta dal giudice in sede di incidente probatorio.

"I carabinieri sono accusati di omicidio, calunnia e falso. Voglio dire a tutti che bisogna resistere, resistere, resistere. Ed avere fiducia nella giustizia". Così Ilaria Cucchi commenta su facebook la richiesta del Pm di Roma che contesta il reato di omicidio preterintenzionale a tre dei carabinieri. Cucchi poi, ringrazia l'avvocato Fabio Anselmo che sta combattendo con lei la battaglia.