Legge elettorale

Bocciato il ballottaggio, salvo il premio

La Corte Costituzionale: “All’esito della sentenza la legge elettorale è suscettibile di applicazione”

Bocciato il ballottaggio, salvo il premio
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26/gennaio/2017 - h. 11.46

La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 impugnata da un pool di legali in qualità di cittadini elettori. È stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti. “All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione”. È quanto emerge dalla decisione della Consulta. Bocciata anche la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, resta invece il criterio del sorteggio. Resta in sostanza il capolista bloccato, ma non potrà optare per il collegio in caso di plurielezione.
“A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione”, precisa la Consulta. Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione.
Renzi ai suoi: basta melina, Mattarellum o voto. Renzi è molto “soddisfatto per l’esito della sentenza della Consulta che, ha spiegato ai suoi conferma
l’impianto dell’Italicum togliendo solo il ballottaggio. I partiti dicano subito se vogliono il confronto. Altrimenti la strada è il voto”, è la linea che il leader dem avrebbe indicato ai suoi.
Grillo: habemus Legalicum, puntiamo a 40% senza alleati. “La corte costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo è il nostro obbiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno”.
Salvini: non ci sono più scuse, al voto 23/4. “Legge elettorale subito applicabile, dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #VOTOSUBITO”. Lo scrive su Twitter il leader della Lega Nord, Matteo Salvini che a Skytg24 propone il 23 aprile come possibile data per le elezioni politiche.
Meloni: elezioni subito “Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito”. Lo scrive su Twitter Giorgia Meloni, leader di Fdi, commentando la sentenza della Consulta sulla legge elettorale.
La Corte costituzionale ha dichiarato illegittimo il ballottaggio previsto dall’Italicum, la legge elettorale in vigore dal luglio 2016 impugnata da un pool di legali in qualità di cittadini elettori. È stato invece giudicato legittimo il premio di maggioranza che la legge attribuisce al partito che supera il 40% dei voti. “All’esito della sentenza, la legge elettorale è suscettibile di immediata applicazione”. È quanto emerge dalla decisione della Consulta. Bocciata anche la possibilità di opzione per il capolista eletto in più collegi, resta invece il criterio del sorteggio. Resta in sostanza il capolista bloccato, ma non potrà optare per il collegio in caso di plurielezione.

“A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione”, precisa la Consulta. Ha inoltre accolto la questione, sollevata dagli stessi Tribunali, relativa alla disposizione che consentiva al capolista eletto in più collegi di scegliere a sua discrezione il proprio collegio d’elezione. A seguito di questa dichiarazione di incostituzionalità, sopravvive comunque, allo stato, il criterio residuale del sorteggio previsto dall’ultimo periodo, non censurato nelle ordinanze di rimessione.

Renzi ai suoi: basta melina, Mattarellum o voto. Renzi è molto “soddisfatto per l’esito della sentenza della Consulta che, ha spiegato ai suoi confermal’impianto dell’Italicum togliendo solo il ballottaggio. I partiti dicano subito se vogliono il confronto. Altrimenti la strada è il voto”, è la linea che il leader dem avrebbe indicato ai suoi.

Grillo: habemus Legalicum, puntiamo a 40% senza alleati. “La corte costituzionale ha tolto il ballottaggio, ma ha lasciato il premio di maggioranza alla lista al 40%. Questo è il nostro obbiettivo per poter governare. Ci presenteremo agli elettori come sempre senza fare alleanze con nessuno”.

Salvini: non ci sono più scuse, al voto 23/4. “Legge elettorale subito applicabile, dice la Consulta. Non ci sono più scuse: parola agli italiani!! Se sei d’accordo, rilancia #VOTOSUBITO”. Lo scrive su Twitter il leader della Lega Nord, Matteo Salvini che a Skytg24 propone il 23 aprile come possibile data per le elezioni politiche.

Meloni: elezioni subito “Ora che abbiamo anche una legge elettorale non ci sono più scuse: sabato 28 gennaio tutti in piazza a Roma per chiedere elezioni subito”. Lo scrive su Twitter Giorgia Meloni, leader di Fdi, commentando la sentenza della Consulta sulla legge elettorale.